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lunedì 2 gennaio 2017

#1 Garanzia sulle lenti (Nuovo anno nuovo format video)

Piano piano siamo arrivati al 2017.
E col nuovo anno facciamo i video!
Trattasi di esperimento. Sarò fortunato se riuscirò a fare 1 video al mese... Anche se la copertura ideale sarebbe un video a settimana!

Ad ogni modo continuerò a postare qua, sia i video che una descrizione di ciò che contengono, per chi non ha voglia di guardare il video o non può.

Visto che mi è stato chiesto più volte, nel video spiego come un cliente che si compra un paio di occhiali da vista possa verificare che le lenti che gli sono state consegnate siano quelle che ha scelto.


Quando vi viene consegnato l'occhiale vi verrà consegnato anche il foglio di conformità dove dovrebbero essere annotati tutte le caratteristiche del prodotto. Montatura, lenti, dati di centratura ecc.
Questo documento viene redatto dall'ottico stesso. Una persona disonesta potrebbe annotare che le lenti sono Zeiss con indice refrattivo 1,74 e consegnarvi delle lenti di produzione cinese con un indice refrattivo 1.600.

Per evitare truffe di questo tipo richiedete che, insieme alla documentazione dell'occhiale, vi vengano consegnate le buste che contenevano le lenti. Le buste vengono fornite dal produttore delle lenti stesse e falsificarle diventerebbe complesso.

Nelle buste dovrebbero essere riportati tutti i dati della lente, come sulla conformità.
Spesso sono riportati anche codici a barre per l'identificazione della lente stessa e dei trattamenti fatti sulla superficie.

Se oltre a leggere il blog avete visto il video e voleste supportare il mio lavoro vi sarei grato se vi iscriveste al canale youtube e mi seguiste anche là.

sabato 24 dicembre 2016

Buon Natale


19:30

della

vigilia di natale.

Ultimi minuti in negozio

poi chiuderò per un paio di giorni.

Tra una vendita e la lavorazione del primo

video da caricare su youtube, colgo l'occasione

per

 augurare buone

feste a tutti.



sabato 3 dicembre 2016

Le persone con gli occhiali sono più intelligenti?

In un articolo di Edoardo Ciotola (che potete leggere qua) l'autore afferma che chi porta gli occhiali sia più untelligente! 

Colin Firth  in Kingsman; interpreta un agente segreto
 di elevata cultura, arguzia e stile.
Il giornalista riporta che uno studio pubblicato su AaoJournal.org sottolinea un dato: le persone miopi trascorrono più tempo a studiare rispetto a coloro che non hanno problemi di vista.

Dice anche che uno studio più psicologico ha dimostrato come le persone che hanno bisogno di lenti da vista appaiono più intelligenti a primo impatto. Ciò comporta che abbiano anche migliori possibilità di trovare un lavoro.



Un mito da sfatare o verità?
Analizziamo i fatti. Come riportato in altri articoli che ho scritto si potrebbe dire che il nostro sistema visivo è progettato alla visione da lontano con la possibilità di mettere a fuoco da vicino.
Osservare da vicino rappresenta dunque uno sforzo, aumenta la pressione interna dell'occhio e i muscoli estrinseci eseguono una trazione dall'esterno; queste operazioni stimolano l'allungamento del bulbo oculare portando alla miopizzazione,

Il discorso andrebbe ulteriormente allargato anche a ipermetropi, astigmatici e presbiti (ma il discorso diventa più complesso) in quanto molte difficoltà di visione da lontano sono comunque legate a problemi di focalizzazione da vicino.

Si può dunque affermare che i portatori di occhiali, e in particolare i miopi, passino molto tempo ad osservare e focalizzare letture e oggetti da vicino.

Vittorio Sgarbi, personaggio discutibile nei modi
ma di elevata cultura.

C'è del vero insomma; ma non è altrettanto corretto dire che tutti i portatori di occhiali siano intelligenti:


Forse questa regola era valida fino a una decina di anni fa... ma con l'arrivo dei cellulari le cose sono cambiate; se la miopia è generata dall'uso intensivo di "Angry Birds" o altri giochi sul cellulare potrebbe non esserci un accrescimento della cultura (ed il conseguente sviluppo di una più fine intelligenza) della persona.

Il consiglio che posso dare in definitiva è di valutate l'intelligenza delle persone per cosa leggono, non per gli occhiali che portano.

Gli occhiali rimangono comunque culturalmente associati ad un'aura di intellettualità e non è detto che metterli non ci spinga a indossare una maschera e a calarci nei panni di in un personaggio dai modi inglesi come in kingsman.

Cit.Harry Hart

venerdì 16 settembre 2016

Visione e postura: non si smette mai di imparare

Anche se non ho ancora approcciato la tesi che mi porterà il titolo di optometrista (al momento sono solo un ottico) ho deciso di dedicarmi alla lettura del libro "Dal benessere visivo al benessere globale".

Tra una cosa e l'altra impiegherò parecchio tempo per studiarmelo.
Visione e postura sono argomenti ben correlati e volevo dedicare loro un po' del mio tempo.

Non appena possibile scriverò qualcosa a riguardo per approfondire e suggerire qualche linea guida in quanto posture errate influiscono anche sulla visione. E talvolta la visione influisce sulla postura.

venerdì 26 agosto 2016

Meglio vetro o infrangibili? 7 punti a confronto.

Spesso mi si chiede se sono meglio le lenti in vetro o quelle infrangibili.
La risposta non è così ovvia come si potrebbe credere, in quanto entrambe hanno pro e contro.


Prendiamo in considerazione per il nostro confronto le lenti infrangibili e in vetro con indice refrattivo 1,600. Sono le lenti un po' più sottili di quelle standard ma evidenziano meglio determinate caratteristiche e sono piuttosto diffuse. Ecco una lista in 7 punti delle caratteristiche delle lenti.



1-Resistenza agli impatti:
Le lenti infrangibili se cadono non si rompono. I materiali di cui sono composte sono polimeri sufficientemente elastici da ammortizzare eventuali colpi. Il vetro invece è molto rigido e tutta l'energia di un impatto va a scaricarsi danneggiando la lente scheggiandola o frantumandola.

2-Resistenza ai graffi:
In questo ambito, proprio per la durezza sopracitata, le lenti in vetro ne escono vincenti. Le lenti infrangibili possono essere trattate con un indurimento della superficie che ne migliora la resistenza mantenendone la flessibilità; si possono ridurre i graffi del 90% rispetto a una lente non trattata. Nonostante il trattamento di indurimento la lente in vetro rimane comunque più resistente ai graffi.

3-Resistenza del trattamento antiriflesso.
Anche in questo caso la lente in vetro vince. I trattamenti antiriflesso sono più stabili sul vetro: In caso di esposizione a temperature elevate (quelle che si sviluppano in un'auto lasciata al sole in piena estate) o ad agenti chimici (detersivo per piatti) il vetro ha la tendenza a non subire variazioni. Le lenti infrangibili richiedono maggiore accortezza.

4-Protezione UV
Le lenti in vetro lasciano passare tutto. Ma proprio tutto. Godono di elevatissima trasparenza ma non offrono alcuna protezione dai raggi ultravioletti. Le lenti infrangibili 1,600 bloccano, di loro natura, le frequenze fino a 400nm, offrendo piena protezione ai raggi ultravioletti (rimanendo trasparenti).



5-Montaggio.

Le lenti infrangibili possono essere forate, scanalate e sagomate in mille modi diversi e si prestano a quasi ogni tipo di montaggio. Il vetro richiede invece una lavorazione del bordo tradizionale e si usa solo con montature che circondino completamente la lente.


6-Peso:
Il peso specifico del vetro è doppio rispetto a quello delle lenti infrangibili. Una lente che infrangibile pesa 20 grammi, in vetro ne pesa 40. Sembra poca cosa ma si deve tener conto del fattore tempo: se gli occhiali li usi tutto il giorno il peso si fa sentire.

7-Diffusione:
Le lenti infrangibili sono più diffuse e godono di maggiore sviluppo tecnologico. Comprando ad esempio una lente progressiva potrò scegliere tra diversi tipi di geometrie e opzioni, dalle più economiche alle più evolute. Le lenti in vetro invece vengono prodotte con un range molto limitato ed è difficile (se non impossibile) trovare lenti con determinate caratteristiche. Un esempio pratico lo offrono le lenti fotocromatiche: le infrangibili scuriscono velocemente e quando sono chiare sono quasi indistinguibili da una lente bianca (la transition è arrivata alla 7° generazione di lenti); le lenti in vetro sono le stesse di 20 anni fa, scuriscono poco, subiscono un effetto memoria e sono estremamente lente nel variare colore.

Facendo le somme le infrangibili vincono 5 punti su 7 di confronto.
Personalmente le preferisco ma non escludo l'uso delle lenti in vetro in determinati frangenti.
Voi quale scegliereste?


lunedì 22 agosto 2016

Le buone maniere (Ringraziamenti)


Sono finite le ferie.

Da domani torno a lavorare, studiare (non si smette mai di imparare) e scrivere sul blog.

Volevo approfittare per ringraziare tutte le persone che leggono questo blog e invitarvi a fare domande (o a correggermi qualora scrivessi cavolate).

A proposito di domande: Mi scuso se talvolta la risposta può sembrare un po' rude; spesso rispondo nei ritagli di tempo mentre lavoro, e spesso una singola risposta viene spezzata dall'ingresso di un cliente o da una telefonata.

Per ovvie ragioni devo dare la priorità al lavoro; anche se ho messo Adsense, non mi fa guadagnare, con 1700 visite mensili, più di 1€ (credo lo toglierò).

In genere riesco comunque a rispondere entro 24 ore!

Auguro comunque a tutti un buon rientro dalle ferie per chi torna e buone ferie per chi invece le comincia ora.

giovedì 28 luglio 2016

Mal di testa e vista

Ci sono persone che hanno continui mal di testa senza apparente motivo. Ce ne sono altre che lo hanno solo verso sera. Altre ancora solo in determinate condizioni di luce o alcuni periodi dell'anno.
Molti d questi mal di testa potrebbero essere collegati a problemi di vista non diagnosticati o mal gestiti.

La fonte più comune di questi mal di testa sono le forie in rapporto alle riserve fusionali.
Potremmo considerare le forie come degli strabismi che il nostro sistema visivo corregge automaticamente sfruttando varie strategie più o meno efficaci. Le riserve fusionali sono i margini entro i quali il mio sistema visivo funziona.

Facciamo un esempio:
Carcarlo ha 20 anni e soffre di mal di testa. Ha fatto svariate visite da molti specialisti in diversi campi ma tutti sostengono che sia in perfetta salute. Durante una visita optometrica, l'optometrista nota una esoforia.
Gli occhi di Carcarlo convergono troppo, gli si incrocerebbero gli occhi e vedrebbe doppio. Ma il suo cervello non tollera la visione doppia e deve decidere che fare. Potrebbe escludere la visione da un occhio ma perderebbe la percezione della profondità e parte del campo visivo! Decide allora di fare uno sforzo e sfruttare le riserve fusionali; in questo modo gli occhi divergeranno e permetteranno una corretta visione binoculare.


Da dove arriva il mal di testa? Probabilmente l'esoforia di Carcarlo è quantificabile con 5DP (sigla che identifica le Diottri Prismatiche, che servono a quantificare quanto deviano gli occhi), mentre il sistema visivo ha 2DP di riserva fusionale per poter divergere. Significa che avrebbe 7DP di riserva, di cui 5 le usa per compensare l'eccessiva convergenza.


Se la situazione vi appare  poco chiara immaginate che Carcarlo vada in palestra a sollevare pesi per tenersi informa.
Ha la capacità di sollevare un massimo di 70kg, ma lo fa con grande sforzo e riesce a fare 2 ripetizioni al massimo.
Abitualmente solleva 35kg, con cui fa tranquillamente 3 serie da 15 ripetizioni.

Se gli venissero caricati 50kg non riuscirebbe più a fare le 3 serie da 15 ripetizione, ne uscirebbe stremato e avrebbe male alle braccia!

Una cosa simile accade anche al suo sistema visivo: lo sforzo per convergere, anche se non al suo massimo, è eccessivo per essere protratto a lungo.

Carcarlo è un personaggio inventato ed anche il suo caso lo è. Tuttavia è più frequente di quanto immaginiate riscontrare situazioni simili, in cui la richiesta di convergenza o divergenza è eccessiva rispetto alle riserve disponibili e che possono causare non solo fastidiosi mal di testa ma anche affaticamento visivo, visione sfocata o addirittura doppia.

Un bravo optometrista sarà in grado di valutare la situazione e quantificare forie e riserve potendovi proporre  una soluzione adeguata.

Se avete domande o voleste approfondire l'argomento sarò lieto di rispondervi o scrivere qualcosa in più.

sabato 16 luglio 2016

Interventi per correggere la miopia: laser

Oggi parlerò di interventi con il laser.
Più precisamente di modellazione corneale per ridurre o eliminare la miopia.

Questo tizio i laser li spara dagli occhi!
DISCLAIMER: Tengo a precisare che non si tratta del mio campo e che non sono medico.
Mi limiterò dunque ad analizzare pregi e difetti di tali interventi in base all'esperienza accumulata negli anni e al dialogo con i miei clienti che si sono sottoposti a interventi di questo tipo.

Come scrissi già in altri articoli, la miopia è legata ad un allungamento del bulbo oculare. L'immagine si forma a fuoco prima di raggiunegere la retina: devo quindi spostarla indietro usando lenti negative (piatte davanti e più curve dietro)

Con gli interventi laser si va a "scolpire" la cornea rendendola più piatta. Va premesso che la cornea umana non è una cupola trasparente perfettamente tonda; ha una forma asferica. Questa forma particolare permette di vedere correttamente.

Immagine topografica di una cornea


Immagin topografica di una cornea operata

L'intervento col laser appiattisce la cornea  nella zona centrale e introduce l'aberrazione sferica. Con una buona illuminazione non si dovrebbe notare nulla di strano. Tuttavia alla sera, quando cala l'illuminazione e la pupilla si dilata la luce passa anche dai lati (nella topografia sono zone segnate in rosso). Il risultato è un defocus e aumento della profondità di campo.

In pratica con poca luce la qualità visiva cala, se osservo una luce su campo scuro vedo degli aloni attorno alla luce stessa. L'aumento della profondità di campo mi permette di leggere usando meno sforzo da parte del cristallino.

Simulazione di aloni nottirni alla guida
Maggiore è la miopia che vado a correggere e maggiore saranno questi effetti.

Un altro effetto collaterale da prendere in considerazione è che si potrebbe peggiorare la stabilità della lacrima con conseguente effetti di occhio secco e ridotta tolleranza delle lenti a contatto. Cosa se ne fa uno delle lenti a contatto se è operato? Talvolta non è possibile fare la correzione al 100%, altre volte non si hanno i risultati che ci si aspetta, altre ancora c'è un successivo peggioramento.

In definitiva non me la sento di sconsigliare questo intervento. In presenza di forti miopie, dell'ordine di 10 diottrie, passare ridurre quel valore 2 o 3 diottrie potrebbe rappresentare comunque un vantaggio. Lo sconsiglierei vivamente a chi ha miopie al di sotto delle 3 diottrie in quanto si tratta di un valore basso, facilmente correggibile e che, al giorno d'oggi in cui abbiamo la visione principalmente concentrata su oggetti vicini, porta un vantaggio quando sopraggiunge la presbiopia.

Un suggerimento che do a chiunque prima di fare un intervento è quello di sentire il parere di almeno 3 oculisti, sia nel settore privato che con il servizio sanitario pubblico. Direi anche di diffidare da chi propone troppo facilmente questo genere di intervento: anche se è quasi di routine si tratta pur sempre di una operazione chirurgica piuttosto delicata in cui si va a togliere qualche strato alla cornea che è spessa appena mezzo millimetro (mediamente circa 500 micron).

giovedì 23 giugno 2016

Prevenzione della miopia in moto

Sono motociclista. Non uno di quelli che corrono. Uno di quelli che viaggiano con estrema calma alla scoperta di pasaggi nella speranza di perdersi in essi.
Stamane, prima di aprire il negozio, sorseggiando un caffè al bar, mi sono imbattuto in un video.

Nel video Nico Cereghini (lo ricordo da quando presentava le moto e a fine video diceva: "casco ben allacciato e luci sempre accese") pesenta diverse moto e sprona i giovani (e i genitori) ad abbandonare videogiochi e social network.



Cosa centra la miopia con le moto?
Vi è una forte correlazione tra visione prossimale (cio che ci è vicino) e miopia.
La tv la usiamo in ambienti chiusi e pc, tablet e smartphone costringono il sistema visivo a mettere a fuoco da vicino. Una buona igiene visiva richiederebbe di ridurre lo "stress prossimale" e per farlo dobbiamo osservare oggetti distanti.
In alternativa lo stress a cui sottoponiamo gli occhi ci porterà ad una miopizzazione.

La guida in moto ci costringe a guardare l'orizzonte.
Certamente è una proposta provocatoria. Ma se ho attirato la vostra attenzione sono riuscito nel mio intento.

Una cosa che andrebbe prescritta a tutti i ragazzi in età scolare è di passare diverse ore all'aria aperta. A giocare e socializzare. Lo studio è importante ma lo è altrettanto l'attività motoria e il gioco all'aperto.

Lo ripeto: molte miopie sono il frutto dello stress visivo generato da una prolungata osservazione di oggetti vicini.

venerdì 17 giugno 2016

Occhiali di scorta

Suggerisco sempre di avere un paio di occhiali di scorta.

Non é piú richiesto dal codice della strada, ma se sono necessari gli occhiali per la guida é buona abitudine tenerne un paio in piú nel cassetto dell'auto (anche se non é il posto migliore dove tenerle). 

Magari un paio che non si usano piú o qualcosa di economico.
Meglio se il potere delle lenti coincide con quelle in uso. Differenze di +\-0,50 sono accettabili, oltre potrebbero non garantire una buona acuitá visiva.

A cosa servono?
-se si rompessero gli occhiali
-qualora venissero persi
-se fossero fuori assetto
-se devo lasciare gli occhiali all'ottico per una sostituzione delle lenti o manutenzione

Tutti casi in cui si genrererebbe un disagio visivo.
A tal proposito: lenti non corrette generano comunque un disagio se non permettono di mantenere le proprie abitudini visive, sociali e operative.

Un'ultima nota riguardo al cassetto dell'auto:
Come accennato prima, non é il miglior posto dove tenere gli occhiali. Soprattutto d'estate!
Le auto lasciate al sole sviluppano al loro interno temperature piuttosto elevate. Queste temperature possono danneggiare i trattamenti antigraffio e antiriflesso.

mercoledì 15 giugno 2016

Piccole precisazioni

Come si può leggere nella colonna di destra questo blog rappresenta un tentativo di rendere più fruibile possibile l'ottica a chi non è del settore.

Riscontro anche una certa partecipazione a riguardo e ne sono felice. Purtroppo non sono in grado di rispondere a tutte le domande che mi vengono poste in quanto non ho dati sufficienti.

Posso cercare di spiegare cos'è un astigmatismo ma non sono in grado di dirvi se la correzione che vi è stata data per l'astigmatismo sia corretta o se la tale lente a contatto sia meglio di un'altra per il vostro caso.

Vi chiedo dunque di avere fiducia nel vostro ottico-optometrista in quanto vi conosce; conosce le vostre abitudini, cosa portavate, come vi muovete, che tipo di lacrimazione avete. Una persona che avete di fronte può vedere la postura che mantenete e osservare se siete persone pignole o"alla buona". Può farvi domande. Può cercare di capire cosa proporvi.

Tutte cose che io non posso fare.
Quindi fidatevi del vostro ottico optometrista. Se manca un rapporto di fiducia o se non vi trovate bene potete provarne un altro. Non abbiate timore di cambiare qualora vi trovaste male o di tornare da quello precedente se non vi troviate bene.




PS: Se poi voleste assolutamente un mio parere riguardo potete venirmi a trovare in negozio.

sabato 30 aprile 2016

Vedo la luce blu

Ultimamente si stanno diffondendo dei trattamenti antiriflesso che bloccano la "luce blu"...
Ma cos'é la luce blu?

Il nostro occhio é progettato per percepire determinate frequenze energetiche che il cervello interpreta come luce e colore. Il suo raggio di funzionalitá é tra 380 nm e 780 nm.

Sopra i  780nm ci sono i raggi infrarossi (che non siamo in grado di vedere)
Sotto la frequenza di 380nm ci sono gli ultravioletti (che non siamo in grado di vedere e sono dannosi)




Conosciamo bene i danni prodotti dai raggi ultravioletti, tant'é che ci proteggiamo con creme e occhiali da sole quando si va al mare.
La luce blu sta di fianco ai raggi ultravioletti. Non ha la stessa forza... ma se paragoniamo gli ultravioletti ad acqua bollente (90°) e gli infrarossi ad acqua fresca (20°) possiamo affermare che con la luce blu ci si possa comunque scottare (80°~70°). É un paragone grossolano ma serve a rendere l'idea.

Infatti qualcuno dice che la luce blu é causa dell'invecchiamento retinico. Personalmente non credo che sia l'unica responsabile... tuttavia ha un suo peso.

Come posso proteggermi?
Le lenti fanno 3 cose alla luce: la rifrangono (quella che ci passa attraverso), la assorbono (lenti colorate) e la riflettono.

Posso dunque optare per delle lenti che assorbano le frequenze "blu" e lascino passare gli altri colori; quindi una lente gialla. Sono lenti che aumentano i contrasti delle immagini ma che modificano la percezione dei colori.

Oppure posso trattare le lenti in modo che riflettano parte di quelle frequenze ottenendo un riflesso blu\viola. Tale opzione é quella che ha recentemente preso piú piede. L'impatto estetico é piú tenue della lente gialla e la percezione dei colori subisce meno variazioni. Chi le indossa non noterá nessun riflesso in quanto questi riflessi sono sulla superficie esterna.

Quindi se vedete una persona che indossa degli occhiali con dei riflessi blu\viola ora sapete che non é un vezzo e che sta proteggendo la sua retina!

Riepilogo spessore lenti!

In seguito alle domande che mi vengono fatte di continuo su questo post mi vedo costretto a fare un riassunto su cosa determina lo spessore delle lenti.

-Indice refrattivo.
1.500, 1.560, 1.600, 1,670, 1.740.... piú é alto questo numero e piú le lenti sono sottili. Le lenti infrangibili arrivano a 1,74. Quelle in vetro arrivano a 1,900 ma non vengono costruite con geometria asferica. Inoltre il vetro pesa il doppio delle lenti infrangibili!

-Geometria.
Le lenti asferiche sono piú piatte e sottili delle lenti sferiche. Le lenti avvolgenti, che si trovano spesso su occhiali sportivi, al contrario, se graduate diventano grossissime.

-Diametro. (qua trovate un post piú ampio a riguardo)
Piú é grande la lente e piú sará grossa

-Montatura.
Il montaggio nylor (lente libera su un lato) o glasant (lente libera su tutti i lati) possono richiedere uno spessore minimo nei punti di bisellatura/foratura della lente. Aumentare lo spessore in un punto sottile significa aumentarlo anche nei punti dove la lente ha maggiore spessore.

-Potere.
una lente da +/-0,25 sará molto piú sottile di una da +/-8.00

Quindi se volete le lenti piú sottili scegliete una montatura piccola e chiedete delle biasferiche con indice refrattivo 1,74

mercoledì 24 febbraio 2016

Tempi duri

Nulla di grave. E non mancano gli argomenti che vorrei trattare.
Purtroppo manca il tempo per scrivere: il lavoro, gli aggiornamenti professionali e la vita privata hanno ultimamente assorbito un notevole quantitativo delle mie energie...

Ma è un periodo passeggero, e come tale passerà.

Vi invito a fare domande: a quelle cerco sempre di rispondere nel più breve tempo possibile.
Vi suggerisco inoltre di fidarvi del vostro ottico: non è solo un commerciante ed alle sue spalle ci sono anni di studi (da 2 a 5 per diventare ottici a cui aggiungere altri 3 per diventare optometristi... senza contare corsi e seminari di aggiornamento).
Se avete dei dubbi fategli delle domande! Potreste scoprire molto più di quanto immaginiate.

Saluti dal vostro amico ottico

sabato 28 febbraio 2015

#dressgate

Se ne parla tanto
Ieri mi arriva la domanda: di che colore è questo vestito?

immagine di repertorio del vestito

Un vestito nero e blu che per qualcuno non sembra nero e blu.
Nero e verde? Azzurro e grigio? No, ORO E BIANCO!
Una notevole differenza.

Daltonismo? non è corretto.
In primo luogo bisoga partire da un concetto di base: il colore non esiste.
Esiste la sensazione di colore. Quello che noi percepiamo come un colore è una frequenza o un insieme di frequenze che stimolano i fotorecettori della retina, i quali mandano un segnale al cervello.

Un semplice esempio: un foglio bianco non lo percepiamo come rosso se viene illuminato da una luce rossa.

Qualora lo percepissimo comunque bianco è perchè l'ambiente circostante presenta elementi che, per esperienza, riconosciamo come bianchi e automaticamente il cervello rielabora l'immagine in base a tale esperienza pregressa.

Un altro fattore da prendere in considerazione è che la retina, per sua costituzione, è specializzata nel riconoscere le differenze di luminosità. Questo porta ad un facile riconoscimento delle forme ma porta ad effetti ottici come quello riportato:


i quadrati A e B sono dello stesso colore.
Tuttavia l'esperienza (il fatto di essere a conoscenza che l'ombra rende più scuro) e la nostra percezione dei contrasti (a è circondato da caselle più chiare e B da caselle pù scure) ce li fa percepire come differenti.

Per gli increduli eccone la prova:
Per gli ulteriormente increduli potete scaricare la prima immagne e prolungare A su B come in figura con un qualunque altro editor grafico. Potete comunque approfondire lo studio di questo effetto qua

Dunque la differente percezione del colore del vestito è legata ad un effetto ottico del tutto simile, sommata all'esperienza visiva, sommata a sua volta ad altri fattori che usualmente sono secondari come luminosità, contrasto, display su cui viene osservata l'immagine e l'ambiente circostante.

PS: il vestito è blu e nero
Tuttavia la pessima foto con lo sfondo sovraesposto lo fa sembrare più chiaro. La parte superiore, per come riflette la luce può essere interpretata come color oro, in caso di una anomalia nella percezione dei colori (soggetti tritanomali)

venerdì 23 gennaio 2015

Avere la vista di un certo spessore

Anche se è da un po' che non scrivo, continuo ad avere la pessima abitudine di scrivere titoli che possono trarre in inganno.

Volevo in effetti scrivere di lenti di un certo spessore.
Spesso viene proposta la lente assottigliata in caso di elevate ametropie... ma cosa la rende sottile?

Il primo fattore che mi verrebbe da considerare è la geometria della lente:
Il cliente le vede montate sull'occhiale... ma come arrivano all'ottico?

In genere hanno una forma tonda e vanno sagomate in funzione della forma dell'occhiale e della posizione del centro ottico. La superficie posteriore è quella più vicina all'occhio, quella anteriore va verso l'esterno.
La differenza di forma di queste due superfici definisce il potere della lente. Maggiore è la differenza e maggiore sarà il potere della lente.

Avremo dunque lenti negative (per miopia) con una superficie posteriore più curva di quella anteriore.
Sulla ricetta dell'oculista, il potere della lente sarà preceduto dal segno "meno", ad esempio -1,25.



E lenti positive (per ipermetropia) con la superficie anteriore più curva di quella posteriore
Sulla ricetta dell'oculista, il potere della lente sarà preceduto dal segno "più", ad esempio +1,25.


Lenti per astigmatismo o asferiche o multifocali, sono "figlie" di queste geometrie


Osservando le lenti negative noterete che sono più sottili nel centro. Il centro della lente è proprio il centro ottico. Più ci allontaniamo dal centro ottico, più la lente aumenterà di spessore!

prendendo due lenti uguali, quella tagliata maggiormente risulterà più sottile

Otterrò quindi uno spessore minore se acquisterò un occhiale con lenti piccole.

Con le lenti positive, anche se lo spessore si sviluppa nel centro della lente, continuerò ad ottenere uno spessore minore con lenti di diametro ridotto!

a parità di potere le lenti positive di diametro piccolo sono più sottili

Quindi, per avere lenti sottili  sarebbe opportuno scegliere una montatura non troppo grande, in cui l'occhio sia ben centrato e possibilmente dalla forma rotonda. Tagliare una lente su una forma rettangolare equivale a tagliarla in sezione.

E se volessi una lente sottile anche se ho scelto una montatura enorme?
Per fortuna esistono materiali con diversi indici refrattivi che permettono di deviare la luce in meno spazio.

lenti con lo stesso potere ma con differente indice refrattivo

Se questo non bastasse si può optare per lenti asferiche: sono lenti che al centro sono normali ma che riducono lievemente il loro potere e curvatura man mano che ci si allontana verso il bordo.

Al giorno d'oggi si preferisce lavorare modificando gli indici refrattivi cercando di  rendere la scelta della montatura più libera possibile.

venerdì 16 maggio 2014

Lenti sottili? Si, grazie.

Spesso si va dall'ottico e ci si fa consigliare una lente piuttosto che un'altra.
Lenti con nomi altisonanti. Sottili, supersottili, ultrapiatte!
Ma in realtà, cosa cambia?

Non vi parlerò di lenti pronte "a magazzino" o costruite su misura.
Nemmeno parlerò di progressive o monofocali o geometrie asferiche.

Oggi scopriamo i materiali con cui sono costruite le lenti.
Dividiamo innanzitutto due famiglie:
-Vetro (costruite a base di silicio)
-Organiche (le lenti infrangibili. Costruite sulla base del carbonio)

La differenza maggiore è che il vetro pesa il doppio della stessa lente costruita con materiale infrangibile e se cade si può rompere. Le lenti infrangibili sono costruite con materiali più teneri; si possono graffiare ma non si rompono facilmente e permettono una maggiore gamma di tipi di montaggio su occhiali.
Oggigiorno la maggior parte degli occhiali monta lenti infrangibili.

Per definire lo spessore, a parità di geometria della lente, si valuta l'indice di refrazione; ovvero un valore che mi indica quanto la luce viene deviata nel passaggio attraverso la lente. Più alto è tale numero e più sottile sarà la lente.

Inoltre ogni lente ha anche caratteristiche peculiari, ed è proprio grazie all'indice di refrazione che un ottico può facilmente riconoscerle!

Le lenti infrangibili con indice 1.500 offrono una buona resistenza meccanica e durata dei trattamenti anti riflesso. Hanno una buona predisposizione alla colorazione e sono le meno costose. Non sono adatte a montaggi "glasant" (quelle montature "senza montatura", composte da astine e ponte, sorretti dalle lenti stesse). Non sono indicate con diottrie elevate.

Andando a un indice refrattivo di 1.560 troviamo lenti leggermente più sottili e in grado di bloccare una piccola parte dei raggi UV. Anchesse inadatte per montaggi "glasant".

Spostandoci su indici refrattivi più elevati, a 1.600, troviamo delle lenti un po' più delicate per quanto riguarda i trattamenti antiriflesso ma in grado di bloccare i raggi ultravioletti tanto quanto un occhiale da sole. Un fattore molto importante se si tiene in considerazione che i raggi ultravioletti sono in parte responsabili dallo sviluppo della cataratta! Inoltre sono più resistenti. Al punto di riuscire a sostenere i montaggi glasant.

Oltre troviamo le lenti supersottili con indice 1.67 e 1.74. Bloccano i raggi ultravioletti. Non ingialliscono. Supportano ogni tipo di montaggio. Tuttavia i trattamenti antiriflesso richiedono qualche cura in più. E' importante non trascurare la presenza dell'antiriflesso in quanto più è elevato l'indice refrattivo e più facilmente si incorrerà nel fenomeno della riflessione totale.

Ultimi 2 apunti. Lenti in Trivex e Policarbonato.
Rispettivamente con indice 1.530 e 1.591. Sono materiali estremamente resistenti usate in alternativa alle lenti 1.500 e 1.600. Entrambi bloccano i raggi ultravioletti.

Le lenti in vetro raggiungono indici refrattivi di 1,900 (super lantanio) ma non offrono, come tutte le lenti in vetro, la minima protezione con i raggi ultravioletti, a meno che non vengano appositamente trattate.

Ma alla fine? Gli spessori?
Riassumendo si potrebbe affermare che una lente 1.74 può risultare anche il 30% più sottile di una 1.500.
Ma non lo affermo. Questo 30% è un valore molto indicativo in quanto lo spessore è determinato anche dalla geometria della lente, dal diametro della montatura e dalle centrature che variano da persona a persona.

Se aveste domande sull'argomento non esitate a farle!
Sarò lieto di rispondere direttamente sul blog.

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sabato 22 marzo 2014

Occhiali molto economici.

Oggi voglio parlare degli occhiali premontati.
Quelli che si trovano in farmacia, dal tabaccaio o in edicola.
Un prodotto che sminuisce la professione dell'ottico e danneggia gli stessi acquirenti che ne abusano.

Ma andiamo ad analizzarli.
Sono molto economici perché prodotti in serie e tutti uguali.
Gli occhiali tradizionali sono costruiti da lastre che vengono fresate, lucidate, lavorate. Subiscono procedimenti di levigazione (burattatura) che durano ore! I brillantini sono spesso applicati a mano, vengono assemblati e controllati e devono superare determinati standard per sostenere gli sforzi durante il montaggio delle lenti.

I premontati sono stampati. Plastica iniettata in uno stampo. Fine. Le lenti? stesso procedimento:
policarbonato iniettato in stampi. Una macchina assembla il tutto. Fatto l'occhiale.

Ma andiamo ad analizzarne vantaggi e svantaggi.
Tra i vantaggi vi è il costo contenuto, la disponibilità immediata e la diffusione capillare.
Quindi se ho bisogno di un paio di occhiali, i miei li ho lasciati a casa e devo leggere dei documenti posso correre alla prima edicola/farmacia/tabaccaio e prenderne un paio.

Vediamo ora gli svantaggi:
Il più facile da percepire è la disponibilità di gradazioni che va da +1.00 a +3,50.
Se ho bisogno di un +4,00 non c'è. Di +0,50? Nemmeno!
Astigmatismo? Non esiste. -1,00? Nada!

La seconda problematica, più difficile da percepire, è che le lenti, destra e sinistra, sono sempre uguali.
+3,00 a destra e +3,00 a sinistra... E non sempre entrambi gli occhi hanno le stesse diottrie.
Ma spesso questa cosa viene ignorata. Soprattutto da chi si fa autodiagnosi e si prescrive da se l'occhiale andando in farmacia provandoli tutti. Cosa succede se le diottrie non sono differenti? Un occhio vede a fuoco e l'altro meno... e il nostro sistema visivo e cognitivo si impegna a sopperire a queste mancanze affaticando la vista (ammetto che "affaticando la vista" sia una dicitura molto generalista ma è difficile spiegare con poche parole il funzionamento di un sistema che implica agisce sulla muscolatura dell'occhio, interna ed esterna, ed è collegato anche all'equilibrio, all'apparato stomatognatico e cervicale. Il tutto gestito dal cervello su più punti di innervazione).

La terza problematica che vorrei sollevare è legata alle centrature delle lenti. fissate a 62 mm.
Ogni persona ha un viso diverso. E ogni viso ha una diversa centratura.
La cosa migliore sarebbe avere le centrature delle lenti corrispondenti a quelle degli occhi.
Ma cosa succede se li indossa una persona con una centratura diversa da 62 mm?

Prendiamo Mario (personaggio inventato), un uomo medio. ha 50 anni e gode di ottima salute.
Ha una centratura da lontano di 62mm e sta leggendo un libro con un premontato. I suoi  occhi convergono su ciò che deve leggere riducendo distanza interpupillare si riduce a 59mm. e sta usando un +2,00.
I 3mm di differenza, su un +2,00 generano mezza diottria prismatica. Mario è dunque costretto a correggere la sua centratura di mezza diottria prismatica... e lo fa agevolmente senza problemi. Perché mezza diottria prismatica è poca cosa.
Com'è poca cosa sollevare un pacchetto di zucchero da mezzo chilo. Ma provate a tenerlo sollevato per 10 minuti! E provate a protrarre questo sforzo per 8 ore! Ne ricavereste un gran male al braccio! Stessa cosa vale per gli occhi. Le compensazioni che il sistema visivo deve operare, se protratte a lungo, possono dare disturbi notevoli. E se ci fate caso noterete che passiamo molto tempo di fronte a libri, tablet, cellulari e computer!

A questo punto si dovrebbe aprire un capitolo a parte sulle forie e tropie per approfondire ulteriormente la cosa. Anche perché non tutti hanno le stesse reazioni negli stessi tempi. Una cosa però è certa:
Se le centrature sono scorrette introduco delle diottrie prismatiche. Il sistema visivo si abitua ai prismi e si impara a stare con gli occhi storti (anche questa è una descrizione molto generalista ma riassumere in poche righe la complessità del sistema visivo è cosa ardua).

Passiamo ora all'ultimo difetto dei premontati. I materiali con cui sono costruiti sono scadenti.
Forse scadente non è il termine più corretto. Risultano però inadatti al montaggio di lenti oftalmiche su misura. Le plastiche di cui sono composti non hanno sufficiente elasticità per poter rimuovere e installare nuove lenti. Il policarbonato è un materiale abbastanza elettrostatico, attira la polvere, non si pulisce facilmente, motivo per cui non viene fatto l'antiriflesso: su lenti più trasparenti si noterebbero le imperfezioni e i costi aumenterebbero. Le montature in metallo ossidano, le astine si rompono, le viti non sono standardizzate ne facilmente rimpiazzabili.

Riepilogando.
Sono occhiali economici che vanno bene per un uso di emergenza.
Da evitarne un uso prolungato.
Inadatti per astigmatismo, miopia e ipermetropia.

venerdì 21 marzo 2014

Dove sono i colori?

Come citava quella canzone "dove sono i colori?"
Il contesto di cui vi voglio parlare tuttavia è ben diverso.
La famosa cantante che si chiedeva dove fossero i colori ha scritto la canzone in una evidente crisi depressiva! Io vi parlerò di luce e di come i nostri occhi la gestiscono.

Comincamo col dire che sarebbe più corretto affermare che i colori non esistono.
Esistono però le sensazioni cromatiche che percepiamo in base alle diverse lunghezze d'onda a cui viaggia la luce.
Complesso? più a dirsi che a farsi.

Sapete come funziona un televisore (o quasi qualunque display)?
Le immagini sono composte da punti. Tanti quadratini colorati, uno vicino all'altro. Si chiamano pixel.
Ogni pixel emette solo 3 lunghezze d'onda che noi percepiamo come rosso (670nm), verde (515nm) e blu (470nm) (red, green, blue, ovvero RGB) a diverse intensità.
Il mix di queste 3 frequenze può generare qualunque sensazione cromatica.

Il nostro occhio non è molto dissimile:
La retina è composta da 2 diversi tipi di cellule: coni e bastoncelli.
I coni a loro volta si dividono in 3 tipologie. Una che percepisce la frequenza che interpretiamo come rosso, una per il verde e una per il blu.

Ora prendiamo il giallo. come facciamo a vedere il giallo?
Un televisore può accendere i pixel da 670nm (rosso) e da 515nm (verde): la somma in sintesi additiva di queste due frequenze viene percepita come giallo. Ma noi percepiamo giallo anche le  lunghezze d'onda che stanno tra 561 e 580nm in quanto eccitano gli stessi fotorecettori.
Questo discorso può essere fatto per qualunque colore: anche la "sensazione di rosso" può essere generata da due o più lunghezze d'onda!

A questo punto verrebbe da chiedersi: a che serve sapere se sono la somma di più lunghezze d'onda o solo un colore a darmi una sensazione cromatica?

Qua entriamo nel campo delle lenti colorate. Anche sulle lenti ci sono colori e colori. Ci sono lenti che sono semplicemente colorate e si limitano a ridurre la quantità di luce che arriva al nostro occhio...
...e ci sono lenti che funzionano come dei veri e propri equalizzatori di luce: schermano determinate lunghezze d'onda, ne limitano alcune e ne fanno passare altre migliorando i contrasti e i colori delle immagini.



esistono poi frequenze che il nostro occhio non può vedere.
Al di sotto di 400nm vi sono gli ultravioletti, dai quali è bene proteggersi.
Al di sopra di 700nm ci sono gli innocui infrarossi.

Si possono quindi avere lenti completamente trasparenti che ci proteggono dal sole e lenti scurissime che lasciano passare i dannosi raggi ultravioletti!
In poche parole le qualità di un filtro colorato non sono determinate dal fatto che sia scuro o menoma dalla gamma di frequenze che bloccano!

Una curiosità:
Un uomo vede i colori meno vividi di una donna perché ha meno fotorecettori per i colori. Dall'altro lato della medaglia può godere di una più efficiente visione notturna in quanto ha molti più "bastoncelli", ovvero i fotorecettori che agiscono quando c'è poca luce.

venerdì 27 settembre 2013

Perchè andare dall'oculista!

Molti clienti vengono da me carichi di dubbi sulle loro condizioni visive.

Finisce dunque che arrivino in negozio a richiedere una visita fatta dall'ottico.
E molti clienti affermano che i miei controlli siano più scrupolosi di quelli degli oculisti.
Allora perchè pagare l'oculista o aspettare 6 mesi per una visita con la mutua?

Presto detto: l'oculista è un medico.
Come in tutte le professioni ci sono quelli più bravi e quelli meno bravi.
Rimane però il fatto che sia un medico. Dunque con una laurea in medicina e una specializzazione in oculistica. Potremmo quantificarli in 10 anni di studio.

10 anni di studio che, soprattutto in confronto ad un semplice diploma di ottico, hanno un loro peso!
Talvolta mi trovo in disaccordo con alcune scelte che contrastano con i miei studi di optometria.

Tuttavia i controlli oculistici sono necessari:
Grazie ad essi si possono prevenire e gestire molte patologie altamente debilitanti.
Parlo di quelle patologie che coinvolgono principalmente la retina. Anche un ottico si accorgerebbe se qualcosa non va, ma se ne accorgerebbe troppo tardi.
L'ottico non ha gli strumenti e le conoscenze per fare ne diagnosi ne prevenzione.
E la prevenzione è fondamentale!

Possiamo affermare che l'occhio è una vera e propria estensione del cervello.
Potremmo genericamente affermare che la parte esterna, quella esposta alle intemperie, sia progettata per resistere e proteggere quella interna, composta da delicate cellule la cui matrice di costruzione è la stessa delle cellule neuronali.

Sappiamo che un cervello non si può riparare. Lo si può "rieducare" entro certi limiti; ma le cellule danneggiate non vengono rimpiazzate da nuove cellule sane. Allo stesso modo funziona la retina!
Abbiamo un numero preciso di fotorecettori alla nascita. E dobbiamo tenerceli stretti. Se li perdiamo non vediamo. Non sono parti rimpiazzabili.

E qui entra in gioco l'oculista: è l'unico professionista in grado di osservare la retina, valutarne lo stato di salute e prendere provvedimenti, prevenendo, cercando di salvare il salvabile nei casi più critici.

Ovviamente la funzione dell'oculista non è limitata all'osservazione della retina. Essendo medico è l'unico specialista dell'occhio in grado di prescrivere farmaci. Risulta dunque fondamentale per prevenzione, diagnosi e cura!

Per terminare questo post:
Suggerisco a chiunque regolari controlli oculistici, soprattutto superati i 40 anni.
Importantissimi diventano anche nel caso di patologie familiari. Ad esempio, se si ha un parente con ipovisione è meglio fare un controllo per escludere fattori genetici e prevenirli.