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giovedì 3 novembre 2016

5 consigli pratici per abituarsi alle lenti progressive


Come accennato in un precedente articolo di lenti progressivi ce ne sono tante!

Presupposto che la lente progressiva sia la più corretta e ben centrata, con gradazioni idonee ed escludendo patologie o errate abitudini del sistema visivo, l'adattamento dovrebbe essere rapido e indolore.



Ecco 5 consigli utili per tutti i portatori di lenti progressive.

1 - Sedetevi.
Soprattutto la prima volta in assoluto che li indossate; fatelo da seduti. Quando siete in piedi il vostro corpo è impegnato a mantenere l'equilibrio; mentre siete seduti non lo è. La visione viene utilizzata anche per la gestione dell'orizzonte e più in generale dei movimenti nello spazio circostante. Sedersi aiuterà quindi il corpo a non dover usare il sistema visivo per mantenersi eretto migliorando notevolmente il primo impatto con la nuove lenti.

2 - Usate il naso come un "timone".
Le lenti progressive hanno maggiori distorsioni ai lati: in pratica, quando si legge si percepisce più a fuoco la zona centrale. Col tempo il cervello impara a gestire queste distorsioni allargando il campo visivo; le prime volte sarà necessario puntare il naso in direzione di dove voglio vedere.

3 - Limitate i movimenti.
Una volta scelto cosa volete osservare, tenete gli occhi fissi sul vostro bersaglio e regolate il fuoco ruotando la testa in avanti o indietro. Sarà sufficente solo questo piccolo movimento. Cambiare distanza di lettura, ruotare la testa a destra e sinistra rischiano di complicare le cose. Riassumendo anche i due precedenti consigli: mettetevi comodi, puntate il bersaglio, regolate la messa a fuoco.

4 - Usateli in ambienti conosciuti.
Le distorsioni laterali alterano la percezione degli spazi. Meglio usarli quindi in ambienti ristretti e conosciuti, ad esempio in casa. Conoscendo le misure di un ambiente riuscirete a regolarvi meglio riguardo la percezione dello spazio.

5 - Accoglieteli serenamente.
Vanno accolti. Come degli amici; ci danno una mano con i loro pregi ed è cortesia accettarne i limiti. Sottolineo "serenamente": l'adattamento istantaneo è possibile e frequente; talvolta ci vuole un po' di tempo in più. In questi momenti dobbiamo rimanere sereni e non abbandonarli. Se si usano ci si abitua.

Come sempre, se avete domande, non abbiate timore di farle.
Cercherò di rispondere il più celermente possibile.

sabato 22 marzo 2014

Occhiali molto economici.

Oggi voglio parlare degli occhiali premontati.
Quelli che si trovano in farmacia, dal tabaccaio o in edicola.
Un prodotto che sminuisce la professione dell'ottico e danneggia gli stessi acquirenti che ne abusano.

Ma andiamo ad analizzarli.
Sono molto economici perché prodotti in serie e tutti uguali.
Gli occhiali tradizionali sono costruiti da lastre che vengono fresate, lucidate, lavorate. Subiscono procedimenti di levigazione (burattatura) che durano ore! I brillantini sono spesso applicati a mano, vengono assemblati e controllati e devono superare determinati standard per sostenere gli sforzi durante il montaggio delle lenti.

I premontati sono stampati. Plastica iniettata in uno stampo. Fine. Le lenti? stesso procedimento:
policarbonato iniettato in stampi. Una macchina assembla il tutto. Fatto l'occhiale.

Ma andiamo ad analizzarne vantaggi e svantaggi.
Tra i vantaggi vi è il costo contenuto, la disponibilità immediata e la diffusione capillare.
Quindi se ho bisogno di un paio di occhiali, i miei li ho lasciati a casa e devo leggere dei documenti posso correre alla prima edicola/farmacia/tabaccaio e prenderne un paio.

Vediamo ora gli svantaggi:
Il più facile da percepire è la disponibilità di gradazioni che va da +1.00 a +3,50.
Se ho bisogno di un +4,00 non c'è. Di +0,50? Nemmeno!
Astigmatismo? Non esiste. -1,00? Nada!

La seconda problematica, più difficile da percepire, è che le lenti, destra e sinistra, sono sempre uguali.
+3,00 a destra e +3,00 a sinistra... E non sempre entrambi gli occhi hanno le stesse diottrie.
Ma spesso questa cosa viene ignorata. Soprattutto da chi si fa autodiagnosi e si prescrive da se l'occhiale andando in farmacia provandoli tutti. Cosa succede se le diottrie non sono differenti? Un occhio vede a fuoco e l'altro meno... e il nostro sistema visivo e cognitivo si impegna a sopperire a queste mancanze affaticando la vista (ammetto che "affaticando la vista" sia una dicitura molto generalista ma è difficile spiegare con poche parole il funzionamento di un sistema che implica agisce sulla muscolatura dell'occhio, interna ed esterna, ed è collegato anche all'equilibrio, all'apparato stomatognatico e cervicale. Il tutto gestito dal cervello su più punti di innervazione).

La terza problematica che vorrei sollevare è legata alle centrature delle lenti. fissate a 62 mm.
Ogni persona ha un viso diverso. E ogni viso ha una diversa centratura.
La cosa migliore sarebbe avere le centrature delle lenti corrispondenti a quelle degli occhi.
Ma cosa succede se li indossa una persona con una centratura diversa da 62 mm?

Prendiamo Mario (personaggio inventato), un uomo medio. ha 50 anni e gode di ottima salute.
Ha una centratura da lontano di 62mm e sta leggendo un libro con un premontato. I suoi  occhi convergono su ciò che deve leggere riducendo distanza interpupillare si riduce a 59mm. e sta usando un +2,00.
I 3mm di differenza, su un +2,00 generano mezza diottria prismatica. Mario è dunque costretto a correggere la sua centratura di mezza diottria prismatica... e lo fa agevolmente senza problemi. Perché mezza diottria prismatica è poca cosa.
Com'è poca cosa sollevare un pacchetto di zucchero da mezzo chilo. Ma provate a tenerlo sollevato per 10 minuti! E provate a protrarre questo sforzo per 8 ore! Ne ricavereste un gran male al braccio! Stessa cosa vale per gli occhi. Le compensazioni che il sistema visivo deve operare, se protratte a lungo, possono dare disturbi notevoli. E se ci fate caso noterete che passiamo molto tempo di fronte a libri, tablet, cellulari e computer!

A questo punto si dovrebbe aprire un capitolo a parte sulle forie e tropie per approfondire ulteriormente la cosa. Anche perché non tutti hanno le stesse reazioni negli stessi tempi. Una cosa però è certa:
Se le centrature sono scorrette introduco delle diottrie prismatiche. Il sistema visivo si abitua ai prismi e si impara a stare con gli occhi storti (anche questa è una descrizione molto generalista ma riassumere in poche righe la complessità del sistema visivo è cosa ardua).

Passiamo ora all'ultimo difetto dei premontati. I materiali con cui sono costruiti sono scadenti.
Forse scadente non è il termine più corretto. Risultano però inadatti al montaggio di lenti oftalmiche su misura. Le plastiche di cui sono composti non hanno sufficiente elasticità per poter rimuovere e installare nuove lenti. Il policarbonato è un materiale abbastanza elettrostatico, attira la polvere, non si pulisce facilmente, motivo per cui non viene fatto l'antiriflesso: su lenti più trasparenti si noterebbero le imperfezioni e i costi aumenterebbero. Le montature in metallo ossidano, le astine si rompono, le viti non sono standardizzate ne facilmente rimpiazzabili.

Riepilogando.
Sono occhiali economici che vanno bene per un uso di emergenza.
Da evitarne un uso prolungato.
Inadatti per astigmatismo, miopia e ipermetropia.

venerdì 1 giugno 2012

Lenti progressiste!

Oggi vi parlerò delle lenti progressive:
come funzionano, le varie tipologie, perché talvolta sono difficili da portare.

Nel post sulla presbiopia ho accennato a cosa ci succede quando non riusciamo più a vedere bene da vicino.

Riporto un paio di concetti base a riguardo:
-Per leggere agevolmente devo dunque aggiungere X diottrie a quello che uso per vedere da lontano.
-Ogni distanza ha bisogno di un preciso e matematico numero di diottrie.
-Con l'aumentare della presbiopia il mio occhio perderà ogni capacità di "autofocus"

Faccio un esempio semplificato ed escludendo complicazioni:
A 45 anni uso una lente +1,00 sia per guardare il pc che per leggere dei documenti.
A 55 continuerò a usare un +1,00 per il pc, ma avrò bisogno di un +2,50 per leggere.
A 65 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.
A 120 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.

In pratica sorge il problema di avere un occhiale monofocale per ogni distanza.
Per ovviare al problema si può optare per un occhiale multifocale!

Una volta c'erano solo le lenti bifocali; quelle con una "finestrella" con la gradazione da vicino ed il resto da lontano.

Poi sono arrivate le multifocali (ovvero le progressive); nella parte superiore hanno la gradazione da lontano, ma più si scende e più questa varia fino a raggiungere la gradazione per la messa a fuoco da vicino.

Molti diranno: "lo so... ma me le hanno sconsigliate perché sono difficili da usare! E poi l'oculista dice che peggiorerò ancora quindi non mi conviene prenderle adesso."
Sono però affermazioni che contrastano in quanto è certamente più facile abituarsi alle lenti progressive quando la differenza lontano-vicino è lieve, quindi all'inizio della presbiopia, piuttosto che quando raggiunge  il culmine.
Sotto questo punto di vista, acquistare le lenti progressive diventa un investimento per evitare difficoltà di adattamento future. E' come correre in salita: prima ci si allena sulle salite con poca pendenza per poi affrontare quelle più ripide. Affrontare una salita ripida senza allenamento può essere molto impegnativo!

Perché queste lenti sono così difficili da usare? Il fatto di avere una lente la cui gradazione varia tra la parte superiore e quella inferiore apporta delle distorsioni superiori a quelle di una lente che è uniforme in ogni suo punto. Queste distorsioni sono maggiori nella parte inferiore e ai lati e fanno girare la testa o danno l'impressione che il pavimento si inclini. Più forte è la presbiopia da correggere e maggiori saranno questi effetti collaterali.

Le lenti di ultima generazione ci vengono in aiuto riducendo notevolmente le distorsioni laterali grazie a costruzioni geometriche innovative e misurazioni su postura e convergenza.

Ci sono poi i fattori soggettivi: mal di schiena, postura, problematiche legate all'apparato stomatognatico (bocca e denti) e stress possono rendere difficoltoso l'adattamento anche alle lenti migliori del mondo. Da non sottovalutare anche la costanza: se porto le lenti costantemente, nonostante ci possano essere disagi iniziali, riuscirò ad abituarmici.
Ovviamente presumendo che le lenti siano ben centrate e con le diottrie giuste.

venerdì 23 marzo 2012

No Country for Old Men

Non scriverò una recensione dell'omonimo film nel titolo.
Parlerò invece di un problema che affligge il 100% della popolazione mondiale: la presbipia.

non ruscite piu' a leggere bene? allontanare il giornale e' una soluzione.... ma solo se avete le braccia lunghe!

Dobbiamo premettere che un emmetrope, ovvero una persona che vede bene da lontano (ulteriori chiarimenti qui), sfrutta un complesso meccanismo per mettere a fuoco le cose che osserva da vicino. Questo meccanismo si chiama accomodazione ed e' composto da tre azioni che lavorano in sinergia. Di queste tre azioni, per semplificare, ne prendiamo in considerazione solo una: il cambio di forma del cristallino.



Il cristallino e' una lente naturale biconvessa sospesa all'interno dell'occhio, tra la retina (rappresentata in giallo) e la cornea, sorretto da una struttura muscolare che porta il nome di "processi ciliari" (segnati in rosso). Grazie a questo muscolo il cristallino può distendersi o diventare più curvo.

Quando e' disteso lo considereremo come una lente neutra. Quando viene incurvato guadagna diottrie utili per la messa a fuoco da vicino.
Per vedere da lontano e' disteso e rilassato.
Per mettere a fuoco a 50cm deve incurvarsi e raggiungere il valore di 2 diottrie.

Ed ora arriviamo alla presbiopia.
Il cristallino invecchia. nei primi anni di vita e' molto flessibile ed ha capacità mirabolanti.
Con gli anni tende ad irrigidirsi.... e attorno ai 45 anni risulta troppo rigido per riuscire a compensare le 2 diottrie che ci servono per leggere a 50 cm! ne compensa 1,50... e ci costringe ad allontanare ciò che leggiamo a circa 65 cm o ad aggiungere quella mezza diottria che manca con un occhiale.

Nel giro di circa 5 anni (nel 90% dei casi) l'irrigidimento arriva a renderlo completamente statico, costringendoci a compensare con una lente da 2 diottrie per leggere a 50 cm.

Ma se fossi miope o ipermetrope? Una volta corretta la visione da lontano ci si può considerare emmetropi, quindi vanno aggiunte comunque "X" diottrie alla correzione attuale.




Ecco alcuni esempi pratici:

-Miope corretto con lenti -2. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -2 +2 = 0
Il miope in questione vede bene da vicino senza occhiali.

-Miope corretto con lenti -5,5. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -5,5 +2 = -3,5
Questo miope avra' bisogno di lenti piu' leggere di quelle che porta da lontano per leggere.

-Ipermetrope corretto con +1. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. +1 +2 = +3
L'ipermetrope riportato qua ha bisogno di occhiali con lenti da 3 diottrie per leggere agevolmente.