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mercoledì 31 maggio 2017

Lenti a contatto per l'estate

Finalmente è arrivata l'estate!

Risultati immagini per spiaggia estateE con l'estate aprono le piscine  e si riempiono le spiagge portando situazioni che mettono a rischio i portatori di lenti a contatto!


Ma di quali rischi stiamo parlando?

Fa caldo e decidete di indossare le lenti a contatto e i nuovissimi occhiali da sole specchiati della Oakley per recarvi in piscina/mare.
Mettete la crema per proteggervi dai raggi UV e vi stendete al sole; vi raggiungono gli amici e decidete di fare il bagno.

Ed è qua che quasi certamente contaminerete le vostre lenti con l'acqua.


Già l'acqua potabile e le lenti non vanno d'accordo; figurarsi l'acqua della piscina/mare!

Infatti non basta tenere gli occhi chiusi o indossare degli occhialini o una maschera quando vi immergete; basta una goccia sul bordo palpebrale e la lente a contatto sarà contaminata.

Una contaminazione non sfocia automaticamente in una infezione in quanto il nostro sistema immunitario, generalmente, quando si è in buona salute, dovrebbe provvedere a difenderci dalle aggressioni di germi e batteri.

Sottolineo la parola GENERALMENTE... perchè non sempre è così.

Cosa possiamo fare dunque?
La situazione ideale sarebbe quella di non portare le lenti.


Se proprio non ci è possibile rinunciare alla lente a contatto si possono ridurre i rischi utilizzando quelle giornaliere: si contamineranno alla stessa maniera... ma a fine giornata le potremo buttare insieme a tutto ciò che hanno assorbito.


Qualora nemmeno questa opzione fosse possibile si può optare per una disinfezione delle lenti con perossido di idrogeno (quello che trovate dall'ottico, diluito e preparato apposta per la conservazione delle lenti). L'azione del perossido è particolarmente efficace in quanto dilata i polimeri e li disinfetta in profondità.

qui potete vedere un video istituzionale della Alcon per il loro perossido di idrogeno...
l'ho trovato solo in tedesco


Non permetterà una sterilizzazione della lente ma ridurrà i rischi di infezioni.

Tutti questi accorgimenti non sono comunque in grado di garantire che la lente a contatto mantenga la stabilità che ci si aspetta. L'esposizione ad agenti atmosferici (salsedine, vento e caldo) possono deteriorare i polimeri che compongono la lente riducendone la durata.

Se vi dessero fastidio prima della scadenza (ad esempio dopo un paio di settimane nel caso di una lente mensile) significa che il polimero si è deteriorato più velocemente e potrebbe essere necessario sostituire la lente.

Importantissimo: se sospettate di avere una congiuntivite o un insolito rossore agli occhi, rivolgetevi a un medico per stabilire di cosa si tratti e quale terapia o medicinale adottare per risolverla.

mercoledì 31 agosto 2016

Retinopatie e maculopatie. Come prevenirle?

Retina di un 37 enne in salute (io).
La parte inferiore é venuta mossa
ma non é facile fare un autoscatto!
La parola "retinopatia" é composta da due parti:
-retino-  che indica la parte anatomica in questione.
-patia-    dal latino pathīa, ovvero sofferenza.

Quando si dice retinopatia quindi si indica genericamente una malattia della retina.
Forse le piú gravi sono le maculopatie: sono quelle che interessano la zona centrale della retina, ovver che ci permette di vedere 10/10.

Da una retinopatia non si guarisce. Si puó affrontare una terapia di riabilitazione ma una retina danneggiata rimane danneggiata. La matrice di costruzione delle cellule retiniche é la stessa delle cellule neurali. Le cellule che muoiono non possono rigenerarsi.

Cosa potete fare contro le retinopatie?
Prevenzione. Controlli periodici dall'oculista permettono di fare diagnosi e poter prevenire la degenerazione cellulare. L'esame in questione é di routine e basato sull'osservazione della retina stessa. É importante anche l'anamnesi familiare: ci sono stati casi di perdita di vista da parte dei genitori o parenti stretti? Tutte cose da comunicare al professionista per il controllo.

le frecce indicano dei puntini chiari (probabili essudati o drusen)
É dunque importante andare da un oculista in quanto conosce le malattie ed é in grado di fare diagnosi. Non é sufficiente quindi un controllo optometrico.
Un professionista da una immagine della retina puó definire l'etá del soggetto e se ha problemi di pressione del sangue elevata, puó verificare l'escavazione del nervo ottico (che puó essere sintomo di predisposizione al glaucoma) e la presenza di drusen o essudati (collegati alla degenerazione retinica).

Quando fare i controlli?
Una persona giovane e in salute dovrebbe andare a fare un controllo oculistico almeno ogni 4/5 anni.

Un adulto in salute, superati i 45 anni ogni 2.
Qualora fossero presenti patologie particolari i controlli potrebbero dover diventare maggiormente frequenti (in caso di diabete, ad esempio, anche ogni 3/6 mesi).

4 sintomi da tenere in considerazione.

1-Visione sfocata anche con lenti correttive a qualunque distanza.
Potrebbe indicare un problema nella zona centrale della retina.



2-Camminando inciampo o vado a sbattere facilmente ad oggetti circostanti.

Potrebbe essere distrazione... o potrebbe essere un deficit del campo visivo laterale.

3-Visione di flash e puntini luminosi possono essere sintomo di eccessiva pressione all'interno dellócchio. La pressione puó schiacciare i fororecettori attivando un segnale che il nostro cervello interpreta come flash o puntini luminosi. Un eccesso pressione puó danneggiarli.

4-Mancanza di visione.
Vedere tutto nero puó indicare pressione eccessiva all'interno dell'occhio e bassa pressione del sangue. In pratica i fotorecettori non vengono alimentati. si scaricano e smettono di mandare segnali. Possono essere episodi sporadici ma sono sempre da tenere in considerazione: le cellule non alimentate a lungo muoino.

In presenza di tali sintomi non ha senso allarmarsi: senza una diagnosi non significano nulla.
Sará sufficiente fare una visita oculistica per dissipare ogni dubbio.

Se aveste domande sull'argomento non esitate a farle!
Sarò lieto di rispondere direttamente sul blog.

venerdì 27 settembre 2013

Perchè andare dall'oculista!

Molti clienti vengono da me carichi di dubbi sulle loro condizioni visive.

Finisce dunque che arrivino in negozio a richiedere una visita fatta dall'ottico.
E molti clienti affermano che i miei controlli siano più scrupolosi di quelli degli oculisti.
Allora perchè pagare l'oculista o aspettare 6 mesi per una visita con la mutua?

Presto detto: l'oculista è un medico.
Come in tutte le professioni ci sono quelli più bravi e quelli meno bravi.
Rimane però il fatto che sia un medico. Dunque con una laurea in medicina e una specializzazione in oculistica. Potremmo quantificarli in 10 anni di studio.

10 anni di studio che, soprattutto in confronto ad un semplice diploma di ottico, hanno un loro peso!
Talvolta mi trovo in disaccordo con alcune scelte che contrastano con i miei studi di optometria.

Tuttavia i controlli oculistici sono necessari:
Grazie ad essi si possono prevenire e gestire molte patologie altamente debilitanti.
Parlo di quelle patologie che coinvolgono principalmente la retina. Anche un ottico si accorgerebbe se qualcosa non va, ma se ne accorgerebbe troppo tardi.
L'ottico non ha gli strumenti e le conoscenze per fare ne diagnosi ne prevenzione.
E la prevenzione è fondamentale!

Possiamo affermare che l'occhio è una vera e propria estensione del cervello.
Potremmo genericamente affermare che la parte esterna, quella esposta alle intemperie, sia progettata per resistere e proteggere quella interna, composta da delicate cellule la cui matrice di costruzione è la stessa delle cellule neuronali.

Sappiamo che un cervello non si può riparare. Lo si può "rieducare" entro certi limiti; ma le cellule danneggiate non vengono rimpiazzate da nuove cellule sane. Allo stesso modo funziona la retina!
Abbiamo un numero preciso di fotorecettori alla nascita. E dobbiamo tenerceli stretti. Se li perdiamo non vediamo. Non sono parti rimpiazzabili.

E qui entra in gioco l'oculista: è l'unico professionista in grado di osservare la retina, valutarne lo stato di salute e prendere provvedimenti, prevenendo, cercando di salvare il salvabile nei casi più critici.

Ovviamente la funzione dell'oculista non è limitata all'osservazione della retina. Essendo medico è l'unico specialista dell'occhio in grado di prescrivere farmaci. Risulta dunque fondamentale per prevenzione, diagnosi e cura!

Per terminare questo post:
Suggerisco a chiunque regolari controlli oculistici, soprattutto superati i 40 anni.
Importantissimi diventano anche nel caso di patologie familiari. Ad esempio, se si ha un parente con ipovisione è meglio fare un controllo per escludere fattori genetici e prevenirli.

sabato 17 novembre 2012

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin (video)

Impegni di lavoro, alluvioni e allenamenti sportivi mi hanno tenuto piuttosto impegnato.
Uno di questi impegni è stato leggere il metodo Bates.
Se fate caso al titolo e guardate il video avrete modo di sapere, senza leggere il resto del post, il mio personalissimo parere su questo metodo.

Ho cominciato a leggerlo pensando di trarne qualche insegnamento utile.
Ho invece trovato molti concetti fuorvianti e anatomicamente scorretti e solo qualcosa di interessante.

Il concetto su cui si basa il dottor William Horatio Bates è che i difetti visivi nascano tutti da una forma di stress mentale e visivo dovuto all'esigenza di vedere meglio. Egli suggerisce, con varie tecniche, di portare l'occhio ad un rilassamento dei muscoli e della mente.
A suo parere, riducendo la fissazione e rilassando la vista dovrebbe diventare tutto più nitido.

Sono a favore di poche affermazioni asserite da Bates. Un rilassamento della vista e della mente porta di certo vantaggi notevoli, sopratutto in una società in continua evoluzione che ci impone ritmi pressanti che si addicono più alle macchine che agli uomini.

Bates sostiene che gli occhiali siano dannosi. A prescindere dal difetto visivo. Suggerisce di portarli solo finchè non ci si sia abituati a farne a meno grazie ai suoi esercizi.
Anche io sostengo che l'uso degli occhiali si possa evitare o ridurre, ma dipende da molti fattori personali e soggettivi. Ogni persona è un mondo a se e come tale va gestita.

I sostenitori affermano di essere guariti da elevate miopie seguendo questi metodi basati più sull'intuizione che su una effettiva visione nitida. Un allenamento della mente a riconoscere forme sfocate.

Dovremmo porci una domanda: è pericoloso?
Si e no.
Gli esercizi proposti dal metodo non sono pericolosi (escluso il fissare direttamente il sole, che può causare gravi lesioni alla retina, i raggi ultravioletti inoltre sono causa di cataratta).
Tuttavia avere l'impressione di vederci bene quando non si ha una visione effettivamente nitida può portare a spiacevoli conseguenze. La parte pericolosa diventa l'ostinazione nel non portare gli occhiali. Un ambliope (forte differenza di gradazione tra i due occhi) potrebbe vedere benissimo da lontano e da vicino, senza nessun bisogno di correzione, ma può avere una percezione quasi nulla della profondità, rendendogli difficile scendere le scale. Con una elevata miopia non si riuscirebbe a leggere per tempo i cartelli in autostrada, rischiando di mancare una uscita o, peggio ancora, facendo manovre avventate per recuperarla. Un ipermetrope potrebbe avere fastidiose cefalee dovute ad un eccessivo sforzo accomodativo. Una vista sfocata significa anche peggiore percezione dei contrasti. Gli occhiali sono talvolta usati come strumento per la rieducazione visiva, ad esempio in presenza di forie; non portarli significherebbe aggravare o non correggere una deviazione (strabismo). In caso di tropie servono a evitare di vedere doppio. ecc

Concludendo.
Al di la del palesemente ironico video, che spero vi abbia strappato qualche sorriso, è un testo piuttosto datato in quanto questi studi risalgono al 1919.
Bates fu comunque espulso dalla associazione optometristi Americani (e qualcosa vorrà dire, visto che gli optometristi non vendono occhiali).
Non sono un medico, ma le teorie di questo metodo vanno contro i principi di base dell'anatomia oculare (i muscoli motori non possono contrarre l'occhio a tal punto da annebbiare la visione per stress!)
Vengono inoltre ignorate completamente patologie come la cataratta o le retinopatie.

Se volete leggere e istruirvi su tale metodo non sarò io a fermarvi.
Ma se lo mettete in pratica non aspettatevi dei risultati oltre l'effetto placebo.

giovedì 13 settembre 2012

Novità patenti 2013!

Come al solito siamo in ritardo rispetto a tutta l'Europa!
Pare che però, da Gennaio 2013, anche nel belpaese verranno introdotte le nuove normative europee per le patenti.

Fino ad ora i requisiti minimi di una patente tipo B era la visione di 12 decimi (intesa come somma dei decimi dei 2 occhi) mentre per le patenti C e D era richiesta una acuità visiva maggiore. Ogni altro fattore, come riflessi o salute generica, veniva valutato da complesse commissioni esterne.

Con l'introduzione delle nuove normative le patenti vengono  divise in 2 gruppi:
Gruppo 1 (G1), comprendenti patenti A e B B+E (auto e moto con eventuale rimorchio)
Gruppo 2 (G2), per le patenti C e D C+E D+E (camion e pullman con eventuale rimorchio)

Con queste nuove normative dovrà essere valutata non solo l'acuità visiva ma anche la sensibilità al contrasto, la risposta a visione crepuscolare e abbagliamento.

Per l'acuità visiva sono richiesti solo 7/10 per le patenti del G1 e 12/10 per quelle del G2.
Questi valori sono notevolmente più bassi di quelli richiesti dalla normativa in uscita. Significa che per guidare un'auto devo avere almeno 4/10 su un occhio e 3/10 sull'altro (3 + 4 = 7).
Il minimo tollerato per singolo occhio è di 2/10 per le patenti G1 e 4/10 per le patenti G2

Nel caso di diplopia (visione doppia) viene solo valutato se la situazione è tollerabile dal soggetto. In genere se la situazione di diplopia è presente almeno da 6 mesi, viene definita tollerabile.

Sono stati introdotti poi test sul campo visivo per determinarne l'ampiezza (che dovrebbe essere attorno ai 160° lateralmente), Sensibilità al contrasto e visione crepuscolare.

Il campo visivo è fondamentale per avere informazioni su un'area più ampia possibile di ciò che osserviamo. La presenza di retinopatie può ridurre il campo visivo, togliendoci la percezione di ciò che ci sta attorno.

La  sensibilità al contrasto è invece necessaria per distinguere soggetti dallo sfondo anche quando sono molto simili. In genere si riduce con una bassa acuità visiva o con la presenza di cataratta al cristallino.
Per il G1 è richiesta una sensibilità al 6%, per il G2 al 3%. In pratica si tratta di distinguere delle lettere grigie a 3% o al 6% su sfondo bianco! (ATTENZIONE se lo fate col monitor di casa o dell'ufficio non potete avere la certezza di avere il giusto contrasto in quanto luminosità, contrasto e temperatura del colore non sono regolabili)

Vi è poi il test della visione crepuscolare. Come il test di contrasto ma a luminosità ridotta al fine di simulare la vista notturna. Nella visione diurna (fotopica) sfruttiamo i fotorecettori chiamati "coni" ( che ci consentono anche di distinguere i colori). Nella visione notturna (scotopica) sfruttiamo altri fotorecettori che portano il nome di "bastoncelli".

Successivamente si procede al test di visione con abbagliamento per il quale viene richiesta la visione di 1/10 per il G1 e 2/10 per il G2. Si compone di un normalissimo test di acuità visiva, con l'aggiunta di luci puntate sull'esaminato al fine di simulare un abbagliamento simile a quello dei fari di un'auto che viene nella nostra direzione.

In chiusura c'è un ultimo test per verificare i tempi di recupero dopo un abbagliamento. Viene quindi  puntata una luce intensa sull'occhio per 10" e si attende finchè l'abbagliamento non passa. Per la patente del G1 son richiesti 60", per il G2 invece 30"

Sono molti test, specifici. L'esecuzione può richiedere da 6 a 18 minuti circa... e dubito che le scuole guida o il medico monocratico che svolge i test sia preparato. Potrebbe dunque nascere una collaborazione tra ottici e le strutture che erogano le patenti. Diventa necessario per l'ottico e l'optometrista aggiornare i test per combaciare con quelli richiesti dalle normative (di tabelle con le lettere ce ne sono di molti tipi, ad esempio, per questi test vengono richieste tabelle specifiche con determinate lettere ad affollamento costante)

Qualora venissero riscontrate difficoltà nella percezione del campo visivo, e fosse necessario una visita specifica, sarà necessario recarsi da un oculista attrezzato per questo genere di test per cui l'ottico non è abilitato.

Anche se le richieste specifiche non sono elevate, questa sequenza permette di verificare la visione in situazioni molto differenti. Ad esempio, ad una persona che ha la cataratta, potrebbe non vedersi ritirata la patente, ma solo inserire delle limitazioni sulla guida notturna.


AGGIORNAMENTO IN DATA 16 APRILE 2013
Allo stato attuale dei fatti, queste normative che dovrebbero essere in vigore, pare che in realtà non trovino alcuna applicazione. Pare che la stessa motorizzazione e i medici autocratici non solo non siano  attrezzati, ma nemmeno richiedano alcun tipo di certificazione esterna.

Sono indignato.
Vi terrò aggiornati.

mercoledì 16 maggio 2012

Congiuntiviti

Come accennavo in questo post, l'estate è portatrice di sole e vacanze. Scrivevo di come un determinato uso scorretto di lenti a contatto possono portare a sviluppare una congiuntivite.

Ma questa congiuntivite cos'è?
La parola ci suggerisce che la patologia centri con la "congiuntiva".
La congiuntiva è una sorta di guaina che collega il bulbo oculare alle palpebre.
Nel disegnino qua sotto è evidenziata in rosso (l'occhio è disegnato in viola; le palpebre con linee grige)



Questa sorta di guaina protegge l'occhio ed evita che corpi estranei si possano infilare dietro.
Quando abbiamo gli occhi arrossati probabilmente è la congiuntiva che sta solo richiedendo più sangue e i capillari che la nutrono si ingrossano e diventano più evidenti.

infiammazione della congiuntiva bulbare

La richiesta di sangue che ingrossa i capillari può avvenire per svariati motivi.
Alcuni di questi possono essere:
-Infezioni batteriche o virali, che richiedono una risposta immunitaria.
-Allergie, che stimolano una risposta immunitaria eccessiva.
-Attriti, generalmente dovuti a scarsa lacrimazione, che possono generare abrasioni.

Quando avvengono queste cose c'è bruciore, sensazione di sabbia negli occhi o di un corpo estraneo.
Queste sensazioni sono legate non solo all'infiammazione in se, ma anche al fatto che i capillari, ingrossandosi per il maggiore apporto di sangue, rendono la congiuntiva meno liscia generando attrito sopra alla cornea la quale è molto sensibile.

In caso di congiuntiviti, soprattutto se capitano di frequente, è buona norma sentire un medico per definirne la causa. In genere questi episodi tendono a risolversi da soli ma se i sintomi persistono è probabile che siano cusati da virus o batteri e solo il medico potrà prescrivervi una terapia adatta.

PS: ponete particolare attenzione per chi usa lenti a contatto. Un corretto uso della lente permetterà di ridurre i rischi, ma ad esempio in caso di allergie, la lente tenderà a trattenere più a lungo gli allergeni a contatto dell'occhio.
Se avete dubbi consultate il vostro ottico/contattologo di fiducia. Non è medico e non sarà in grado di fare diagnosi o prescrivervi terapie a meno che la vostra congiuntivite non sia dovuta a un problema di attriti (vedi sopra) ma potrà darvi qualche consiglio o indicarvi un oculista.

mi è scesa la cataratta!

Questa volta niente storpiature sul titolo: è una frase che sento spesso.
Ora vi spiegherò che la cataratta non scende da nessuna parte.

Prima di tutto un velocissimo ripasso di anatomia:
La luce entra nell'occhio passa attraverso una serie di lenti prima di arrivare alla retina:


Prima incontra uno strato di lacrima, poi la cornea, attraversa l'umor vitreo, il cristallino, il vitreo e arriva alla retina.

Abbiamo già visto cosa accade se si e' miopi, ipermetropiastigmatici o presbiti: in tutti questi casi presumiamo che non vi siano patologie vere e proprie e che la luce che entra dentro all'occhio arrivi indisturbata sulla retina.

La cataratta è l'opacizzazione del cristallino che, non essendo più trasparente, non permette il passaggio lineare della luce, la diffonde dando abbagliamento e riducendo i contrasti. E' come osservare il mondo guardandolo attraverso un vetro smerigliato.

Può essere causata da svariati fattori. I più diffusi sono disidratazione e alterazioni dovute dai raggi UV.
Frequentemente la si trova nei diabetici. Più rara è la formazione post traumatica o congenita (alla nascita).
I più colpiti sono gli anziani in quanto in passato non era diffuso l'uso di occhiali da sole con adeguata protezione e sono maggiormente soggetti a disidratazione perchè sentono meno la sete.

L'unico rimedio possibile è l'asportazione del cristallino opaco e sostituzione con una IOL (Intra Ocular Lens, ovvero un cristallino artificiale).
L'intervento è rapido ma dev'essere fatto nel momento giusto per evitare complicazioni.
Il cristallino originale va frantumato e aspirato: se fosse troppo morbido la frantumazione potrebbe rivelarsi complicata. In un secondo momento viene inserita la IOL.
Il tutto viene fatto tramite microincisioni (con le tecniche moderne sono incisioni cosi' piccole che non necessitano di punti di sutura) sulla sclera (la parte bianca dell'occhio) e in anestesia locale.
Un altro vantaggio dell'operazione è che nel cristallino artificiale si possono aggiungere o sottrarre le diottrie che aveva il soggetto prima dell'operazione: in questo modo l'oculista cerca di dare anche una buona correzione visiva senza bisogno degli occhiali (ricordando che il cristallino artificiale è rigido, quindi la correzione in questione serve per la messa a fuoco ad una determinata distanza, ad esempio per vedere da lontano. Da vicino, in questo caso di esempio, avrò bisogno di un paio di occhiali per lettura.)(vedi presbiopia)

Importante ricordare che dopo l'intervento non si ha più la naturale protezione dai raggi UV che veniva fornita dal cristallino naturale: Diventa dunque necessario proteggere gli occhi dal sole con occhiali adeguati.

PS: ricordate che solo un medico oculista può diagnosticare o meno la presenza di cataratta e decidere le procedure da seguire!

sabato 12 maggio 2012

Raggi ultraviolenti!

Arriva l'estate! Sole, spiaggia, mare e abbronzatura!
Sappiamo bene che dobbiamo proteggere la pelle dal sole... spesso ci si dimentica di proteggere gli occhi!

Ma prima un po' di scienza: perchè esporsi troppo al sole può far male?
La luce solare e' un insieme di frequenze delle quali vediamo solo una piccola parte.
Ed è quello che non vediamo a cui dobbiamo stare più attenti: i raggi ultravioletti.
Perchè danneggiano? in poche parole hanno troppa energia!
A seconda della loro frequenza vengono suddivisi in 3 categorie: UV-A, UV-B e UV-C.
UV-B e UV-C vengono assorbiti dall'ozonosfera e non arrivano sulla terra.

Quello da cui dobbiamo proteggerci sono dunque gli UV-A (con una frequenza di 400-315 nm,
semplificando molto potremmo affermare che più è basso questo numero e maggiore sara' l'impatto energetico e quindi la forza del raggio)

Per la pelle basta la protezione con una crema solare, se ci si espone troppo si rischiano scottature e melanomi.
Ma la pelle e' una struttura resistente, che serve a proteggerci.
L'occhio no: è un organo interno esposto all'esterno.
Una prolungata esposizione può portare a secchezza oculare, alterazioni della sclera, congiuntiviti, cheratiti, cataratta, e se arrivassero alla retina (lo dice la parola stessa) retinopatie.

Nello stesso modo in cui la luce altera la pelle, causando i melanomi, essa altera prima la cornea e poi il cristallino.
Queste strutture evitano che i raggi ultravioletti arrivino alla retina. Tuttavia, mentre gli strati esterni della cornea si rinnovano, il cristallino non viene rinnovato e si altera aumentando la probabilità dell'insorgenza di cataratta. (link di approfondimento)

Ma bastano degli occhiali scuri a proteggerci? non e' detto!
Le lenti scure non garantiscono una protezione. Certo, sono confortevoli, ma le vediamo scure in quanto filtrano dei raggi che sono visibili... e quelli invisibili? L'unico modo per scoprirlo sarebbe usare una strumentazione che misura le frequenze luminose che, usualmente, non abbiamo a portata di mano.
Per assicurarci di avere delle lenti che proteggano dai raggi ultravioletti possiamo andare dall'ottico o, all'acquisto di un occhiale, verificare che il cartellino riporti la dicitura "UV400" che indica la presenza di quel fltro invisibile che blocca le radiazioni luminose alla frequenza di 400 nanometri (ovvero gli ultravioletti-A, UV-A).

Se avete dubbi molti ottici hanno i mezzi per scoprirlo.
Se gli occhiali da sole non forniscono una adeguata protezione dai raggi UV e' meglio non portarli:
in tal caso la luce forte ci darebbe fastidio, ma ridurremmo l'apporto di luce distogliendo lo sguardo, coprendoci con la mano dalla luce diretta o socchiudendo gli occhi!