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giovedì 3 novembre 2016

5 consigli pratici per abituarsi alle lenti progressive


Come accennato in un precedente articolo di lenti progressivi ce ne sono tante!

Presupposto che la lente progressiva sia la più corretta e ben centrata, con gradazioni idonee ed escludendo patologie o errate abitudini del sistema visivo, l'adattamento dovrebbe essere rapido e indolore.



Ecco 5 consigli utili per tutti i portatori di lenti progressive.

1 - Sedetevi.
Soprattutto la prima volta in assoluto che li indossate; fatelo da seduti. Quando siete in piedi il vostro corpo è impegnato a mantenere l'equilibrio; mentre siete seduti non lo è. La visione viene utilizzata anche per la gestione dell'orizzonte e più in generale dei movimenti nello spazio circostante. Sedersi aiuterà quindi il corpo a non dover usare il sistema visivo per mantenersi eretto migliorando notevolmente il primo impatto con la nuove lenti.

2 - Usate il naso come un "timone".
Le lenti progressive hanno maggiori distorsioni ai lati: in pratica, quando si legge si percepisce più a fuoco la zona centrale. Col tempo il cervello impara a gestire queste distorsioni allargando il campo visivo; le prime volte sarà necessario puntare il naso in direzione di dove voglio vedere.

3 - Limitate i movimenti.
Una volta scelto cosa volete osservare, tenete gli occhi fissi sul vostro bersaglio e regolate il fuoco ruotando la testa in avanti o indietro. Sarà sufficente solo questo piccolo movimento. Cambiare distanza di lettura, ruotare la testa a destra e sinistra rischiano di complicare le cose. Riassumendo anche i due precedenti consigli: mettetevi comodi, puntate il bersaglio, regolate la messa a fuoco.

4 - Usateli in ambienti conosciuti.
Le distorsioni laterali alterano la percezione degli spazi. Meglio usarli quindi in ambienti ristretti e conosciuti, ad esempio in casa. Conoscendo le misure di un ambiente riuscirete a regolarvi meglio riguardo la percezione dello spazio.

5 - Accoglieteli serenamente.
Vanno accolti. Come degli amici; ci danno una mano con i loro pregi ed è cortesia accettarne i limiti. Sottolineo "serenamente": l'adattamento istantaneo è possibile e frequente; talvolta ci vuole un po' di tempo in più. In questi momenti dobbiamo rimanere sereni e non abbandonarli. Se si usano ci si abitua.

Come sempre, se avete domande, non abbiate timore di farle.
Cercherò di rispondere il più celermente possibile.

giovedì 28 luglio 2016

Mal di testa e vista

Ci sono persone che hanno continui mal di testa senza apparente motivo. Ce ne sono altre che lo hanno solo verso sera. Altre ancora solo in determinate condizioni di luce o alcuni periodi dell'anno.
Molti d questi mal di testa potrebbero essere collegati a problemi di vista non diagnosticati o mal gestiti.

La fonte più comune di questi mal di testa sono le forie in rapporto alle riserve fusionali.
Potremmo considerare le forie come degli strabismi che il nostro sistema visivo corregge automaticamente sfruttando varie strategie più o meno efficaci. Le riserve fusionali sono i margini entro i quali il mio sistema visivo funziona.

Facciamo un esempio:
Carcarlo ha 20 anni e soffre di mal di testa. Ha fatto svariate visite da molti specialisti in diversi campi ma tutti sostengono che sia in perfetta salute. Durante una visita optometrica, l'optometrista nota una esoforia.
Gli occhi di Carcarlo convergono troppo, gli si incrocerebbero gli occhi e vedrebbe doppio. Ma il suo cervello non tollera la visione doppia e deve decidere che fare. Potrebbe escludere la visione da un occhio ma perderebbe la percezione della profondità e parte del campo visivo! Decide allora di fare uno sforzo e sfruttare le riserve fusionali; in questo modo gli occhi divergeranno e permetteranno una corretta visione binoculare.


Da dove arriva il mal di testa? Probabilmente l'esoforia di Carcarlo è quantificabile con 5DP (sigla che identifica le Diottri Prismatiche, che servono a quantificare quanto deviano gli occhi), mentre il sistema visivo ha 2DP di riserva fusionale per poter divergere. Significa che avrebbe 7DP di riserva, di cui 5 le usa per compensare l'eccessiva convergenza.


Se la situazione vi appare  poco chiara immaginate che Carcarlo vada in palestra a sollevare pesi per tenersi informa.
Ha la capacità di sollevare un massimo di 70kg, ma lo fa con grande sforzo e riesce a fare 2 ripetizioni al massimo.
Abitualmente solleva 35kg, con cui fa tranquillamente 3 serie da 15 ripetizioni.

Se gli venissero caricati 50kg non riuscirebbe più a fare le 3 serie da 15 ripetizione, ne uscirebbe stremato e avrebbe male alle braccia!

Una cosa simile accade anche al suo sistema visivo: lo sforzo per convergere, anche se non al suo massimo, è eccessivo per essere protratto a lungo.

Carcarlo è un personaggio inventato ed anche il suo caso lo è. Tuttavia è più frequente di quanto immaginiate riscontrare situazioni simili, in cui la richiesta di convergenza o divergenza è eccessiva rispetto alle riserve disponibili e che possono causare non solo fastidiosi mal di testa ma anche affaticamento visivo, visione sfocata o addirittura doppia.

Un bravo optometrista sarà in grado di valutare la situazione e quantificare forie e riserve potendovi proporre  una soluzione adeguata.

Se avete domande o voleste approfondire l'argomento sarò lieto di rispondervi o scrivere qualcosa in più.

martedì 26 luglio 2016

Tre passi per scoprire quanto sei miope

Prima di tutto una premessa: questo "test casalingo" va trattato come tale. Non costituisce una visita optometrica o oculistica è molto approsimativo e non tiene conto delle forie, eccessi di convergenza ed qualunque altra anomalia fisica o comportamentale che possono intaccare il sistema visivo.


Per il test vi servirà un foglio con caratteri neri stampati su sfondo bianco. Un quotidiano potrebbe andar bene. Seguite i seguenti passi:


1-Tenete il quotidiano più distante possibile e cercate di leggere un articolo.

2-Avvicinate finchè la lettura non diventa facile e l'immagine nitida.

3-Misurate la distanza tra i vostri occhi e cio che state leggendo.

Fatto? Bene. Se volete esser più sicuri potete farlo anche un occhio alla volta per poi confrontare i 2 valori!
Ora che avete quella distanza dovete convertirla in metri e poi i metri in diottrie!
La prima parte è facile. Si tratta di una equivalenza. per i più pigri riporto questa tabella.


Ipotizzando che abbiate messo a fuoco la lettura a 50cm.
50cm diventano 0,5mt. Non vi resta che convertire i metri in diottrie!
Le diottrie sono l'iverso del metro ed il calcolo è a dir poco semplice:

1/X

X è il numero che avete appena convertito in metri.

Per portare l'esempio di prima: 1/0,5 = 2

Il risultato vi darà approsimativamente le diottrie che dovreste portare per vedere bene da lontano. In questo caso potrebbe essere -2. Fate però molta attenzione  perchè il sistema visivo applica delle strategie che possono portare a conclusioni errate: per questo motivo è necessario che vi affidiate ad uno specialista per un controllo accurato!

Potete inoltre usare lo stesso calcolo (1/X) per determinare, in funzione delle lenti che portate, la vostra distanza di lettura minima. Al posto di X stavolta mettete le vostre diottrie.

Se per vedere da lontano portate un -3: 1/3=0,333

0,333 metri significa che, senza gli occhiali, a 33 cm dovreste vedere bene.
Presbiopia, ipermetropia e astigmatismo non le ho prese in considerazionein quanto complicherebbero un po' le cose. Ma per semplici miopie con bassi astigmatismi il calcolo dovrebbe essere abbastanza corretto.

Dubbi? Domande?
Potete scriverle nei commenti e cercherò di rispondere quanto prima.

mercoledì 8 giugno 2016

Lenti a contatto VS Estate

Come ogni anno arriva l'estate!
In realtà, mentre scrivo, sta piovendo un sacco, l'aria è umida e a casa ho ancora la trapunta.
Prima o poi smetterà di piovere, le piscine e le spiagge si popoleranno.

Quest'anno apro una parentesi sulle lenti a contatto.

A tal proposito mi è stato chiesto se si possono usare in spiaggia.
La risposta è si. E no. Dipende.
In spiaggia si. In acqua no.
Perchè? analizziamo per bene la cosa.

Le lenti a contatto morbide sono costituite da materiale solido (hydrogel e silicone) e da una parte liquida (h2o). La parte liquida, a seconda dei polimeri utilizzati, può essere elevata (anche il 70%) o esigua (30%) ma è sempre presente.

Quest'acqua però non se ne sta li e basta: evapora e ci sono continui scambi tra la lente, il film lacrimale e qualunque liquido entri a contatto con essa.

Un liquido da evitare assolutamente è l'acqua potabile!
L'acqua delle lente a contatto dovrebbe essere sterile. E l'acqua potabile non lo è. Ci sono batteri che il nostro apparato digerente è in grado di gestire in quanto ha un PH molto elevato ma che prolifererebbero nella lente mettendo a dura prova il nostro sistema immunitario e causando congiuntiviti (quando va bene).

Vogliamo ora parlare dell'acqua di mare o di quella della piscina?
Qualcuno mi potrebbe dire "ma io uso la maschera da sub";
io risponderei che può succedere molto facilmente di bagnarsi il viso e che le palpebre non hanno una chiusura ermetica. Basta una goccia d'acqua sulle ciglia e questa può facilmente scivolare sulla lente e venire assorbita all'istante! Se contaminata pesantemente (ricordo che è sufficiente l'acqua potabile) diventa quasi impossibile pulirla per bene con i sistemi tradizionali di pulizia.


Quindi sulla spiaggia problemi non ce ne sono... forse l'aria può asciugarle un po' ma gli occhiali da sole possono ridurre questo problema. Bisogna stare attenti a non applicare le lenti se c'e della sabbia.
Fate però molta attenzione quando andate in acqua. Sia acqua di piscina che di mare!

Si possono ridurre notevolmente le i rischi usando lenti giornaliere e cambiandole dopo essere stati in acqua: in questo modo usiamo sempre una lente fresca e manteniamo gli agenti contaminanti meno a lungo a contatto del nostro occhio.

Per chi non volesse portare le lenti a contatto in acqua esistono comunque occhiali da nuoto con lenti graduate che a partire circa 30€. Per i più esigenti esistono anche maschere e occhiali con lenti su misura.

Se avete domande a riguardo scrivete qua sotto: cerco sempre di rispondere appena ho tempo.

giovedì 19 maggio 2016

Stress, visione e miopia.

Come scrissi nei primi post possono essere varie le cause della miopia.
Oggi vorrei prendere in considerazione lo stress.

Cos'é lo stress?
Si potrebbe dire che equivale al sostenimento di uno sforzo moltiplicato per il tempo.

Un tizio una volta ha chiesto quanto pesasse il bicchiere d'acqua che stava tenendo in mano.
Ognuno disse la sua ma nessuna risposta lo convinse. Anzi! Disse che il peso specifico era irrilevante. É rilevante quanto tempo lo avrebbe tenuto sollevato.

Possiamo tutti affermare che un bicchiere non pesi molto. Ma se lo tenessimo sollevato abbastanza a lungo i nostri muscoli si stancherebbero e ci sembrerebbe di sollevare un macigno!

Mettere a fuoco da vicino é come tenere sospeso il bicchiere d'acqua.
Osservare qualcosa da vicino (leggendo un libro o lavorando al PC) a lungo ha le medesime conseguenze.
Le reazioni possono essere diverse: dalla visione sfocata al mal di testa. Talvolta non ci sono nemmeno sintomi immediatamente percepibili.

Il nostro corpo viene regolato, nelle sue funzioni autonome, dal sistema simpatico e da quello parasimpatico (segue descrizione approsimativa).
Il primo interviene maggiormente nelle situazioni di emergenza.
Il secondo tende a limitare le reazioni stimolate dal primo (come il limitatore dei giri della macchina: se vai troppo oltre e rischi di fondere, scatta il limitatore).

Nell'occhio i due sistemi sono direttamente antagonisti e in un continuo braccio di ferro.
Sempre semplificando molto il simpatico viene usato per vedere da lontano, il parasimpatico per mettere a fuoco da vicino. In linea di massima, per evitare lo stress visivo dovrei stimolare di piú le funzionalitá del simpatico che del parasimpatico (che, come detto prima, funziona da "limitatore").

Ok... ma cosa porta lo stress?
Se il sistema viene sottoposto a stress cercherá delle strategie per tollerarlo maggiormente e gestirlo meglio. Una di queste é la miopizzazione! Il miope vede bene da vicino in funzione di un adattamento che ne riduce lo sforzo, a discapito della visione da lontano.

Vi ricordo che da lontano guidiamo la macchina e andiamo al cinema... tutto il resto lo facciamo in luoghi chiusi osservando libri e monitor.... al massimo al tv che sta mediamente a 4 metri di distanza.
Un buon consiglio a tutti i genitori con bambini che cominciano a portare lenti per miopia: mandateli fuori a giocare in spazi aperti almeno 2 ore al giorno!

PS: una buona igiene visiva aiuta. Non si tratta di pulire gli occhi ma di avere una buona illuminazione e staccare dal lavoro e osservare cose distanti per ridurre gli sforzi di messa a fuoco.


venerdì 16 maggio 2014

Lenti sottili? Si, grazie.

Spesso si va dall'ottico e ci si fa consigliare una lente piuttosto che un'altra.
Lenti con nomi altisonanti. Sottili, supersottili, ultrapiatte!
Ma in realtà, cosa cambia?

Non vi parlerò di lenti pronte "a magazzino" o costruite su misura.
Nemmeno parlerò di progressive o monofocali o geometrie asferiche.

Oggi scopriamo i materiali con cui sono costruite le lenti.
Dividiamo innanzitutto due famiglie:
-Vetro (costruite a base di silicio)
-Organiche (le lenti infrangibili. Costruite sulla base del carbonio)

La differenza maggiore è che il vetro pesa il doppio della stessa lente costruita con materiale infrangibile e se cade si può rompere. Le lenti infrangibili sono costruite con materiali più teneri; si possono graffiare ma non si rompono facilmente e permettono una maggiore gamma di tipi di montaggio su occhiali.
Oggigiorno la maggior parte degli occhiali monta lenti infrangibili.

Per definire lo spessore, a parità di geometria della lente, si valuta l'indice di refrazione; ovvero un valore che mi indica quanto la luce viene deviata nel passaggio attraverso la lente. Più alto è tale numero e più sottile sarà la lente.

Inoltre ogni lente ha anche caratteristiche peculiari, ed è proprio grazie all'indice di refrazione che un ottico può facilmente riconoscerle!

Le lenti infrangibili con indice 1.500 offrono una buona resistenza meccanica e durata dei trattamenti anti riflesso. Hanno una buona predisposizione alla colorazione e sono le meno costose. Non sono adatte a montaggi "glasant" (quelle montature "senza montatura", composte da astine e ponte, sorretti dalle lenti stesse). Non sono indicate con diottrie elevate.

Andando a un indice refrattivo di 1.560 troviamo lenti leggermente più sottili e in grado di bloccare una piccola parte dei raggi UV. Anchesse inadatte per montaggi "glasant".

Spostandoci su indici refrattivi più elevati, a 1.600, troviamo delle lenti un po' più delicate per quanto riguarda i trattamenti antiriflesso ma in grado di bloccare i raggi ultravioletti tanto quanto un occhiale da sole. Un fattore molto importante se si tiene in considerazione che i raggi ultravioletti sono in parte responsabili dallo sviluppo della cataratta! Inoltre sono più resistenti. Al punto di riuscire a sostenere i montaggi glasant.

Oltre troviamo le lenti supersottili con indice 1.67 e 1.74. Bloccano i raggi ultravioletti. Non ingialliscono. Supportano ogni tipo di montaggio. Tuttavia i trattamenti antiriflesso richiedono qualche cura in più. E' importante non trascurare la presenza dell'antiriflesso in quanto più è elevato l'indice refrattivo e più facilmente si incorrerà nel fenomeno della riflessione totale.

Ultimi 2 apunti. Lenti in Trivex e Policarbonato.
Rispettivamente con indice 1.530 e 1.591. Sono materiali estremamente resistenti usate in alternativa alle lenti 1.500 e 1.600. Entrambi bloccano i raggi ultravioletti.

Le lenti in vetro raggiungono indici refrattivi di 1,900 (super lantanio) ma non offrono, come tutte le lenti in vetro, la minima protezione con i raggi ultravioletti, a meno che non vengano appositamente trattate.

Ma alla fine? Gli spessori?
Riassumendo si potrebbe affermare che una lente 1.74 può risultare anche il 30% più sottile di una 1.500.
Ma non lo affermo. Questo 30% è un valore molto indicativo in quanto lo spessore è determinato anche dalla geometria della lente, dal diametro della montatura e dalle centrature che variano da persona a persona.

Se aveste domande sull'argomento non esitate a farle!
Sarò lieto di rispondere direttamente sul blog.

Potrebbero interessarti anche:-avere la vista di un certo spessore
-riepilogo spessore lenti

mercoledì 23 gennaio 2013

Mi dia le lenti grandi così ci vedo meglio!

La mia missione di oggi è sfatare un mito: "per vedere bene ci vogliono occhiali grandi".
Non è una affermazione del tutto sbagliata; ma nemmeno del tutto giusta!
Molte persone sono infatti convinte di vedere meglio se le lenti degli occhiali sono molto grandi.

Dobbiamo analizzare, prima di tutto, alcuni fattori:
La visione avviene in parte nell'occhio, dove viene proiettata l'immagine, ed in parte nel cervello, dove l'immagine viene elaborata.
Il nostro occhio è a tutti gli effetti una pessima macchina fotografica che scatta immagini imprecise, deformate e cromaticamente scorrette. Riusciamo a vedere bene grazie all'elaborazione delle immagini che avviene successivamente dentro la nostra testa, con un'efficienza tale da non rendercene nemmeno conto!

Tuttavia, in molti casi, l'immagine percepita dall'occhio talmente deteriorata da non essere interpretabile.
Sono casi in cui vi è la presenza di un difetto refrattivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo presbiopia) o di un occhio danneggiato da eventi o patologie.
Nel primo caso (il più diffuso) basta indossare un paio di occhiali per risolvere il problema.
Le lenti per occhiali infatti deviano la luce permettendo all'occhio di vedere nitidamente, ma comportano una visione corretta solo al centro della lente: più ci si allontana dal centro e più le immagini diventano incurvate. Inoltre, maggiore sarà la gradazione delle lenti e maggiori saranno queste deviazioni.

Qualcuno obbietterà asserendo che con una lente grande ha un campo visivo maggiore, tuttavia il campo visivo che sfruttiamo per vedere nitidamente occupa un angolo di circa 3°, contro i 180° di visione totale retinica. I restanti 177° servono solo ad orientarsi e percepire oggetti di fianco a noi al fine di evitare di sbattervi contro qualora ci muovessimo. Se provate a mettere qualcosa di fianco a voi, ai limiti del campo visivo, potrete percepirne vagamente forma e colori; non di certo i dettagli!

In poche parole un occhiale con lenti molto grandi rischia di farvi girare la testa più facilemnte di uno con lenti piccole. E' anche vero che un occhiale con lenti troppo piccole (soprattutto lateralmente) non permetterebbe all'occhio di potersi muovere lateralmente continuando a vedere nitidamente. Per fotuna lenti così piccole non ne fanno, se non per i casi di ipovisione.

Anche le lenti progressive, grazie alle nuove tecnologie, non necessitano più di occhiali grandi.

Molte persone affermano di vederci meglio con delle lenti grandi, non accusano disturbi o squilibri. Perchè?
Non è facile rispondere. A volte le lenti hanno gradazioni molto basse. A volte la persona che le porta ha una  elevata capacità di adattamento. Queste persone probabilmente si sentiranno anche più sicure con una lente grande.

In conclusione posso affermare che non sono le dimensioni delle lenti che contano, ma chi le porta!

sabato 17 novembre 2012

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin (video)

Impegni di lavoro, alluvioni e allenamenti sportivi mi hanno tenuto piuttosto impegnato.
Uno di questi impegni è stato leggere il metodo Bates.
Se fate caso al titolo e guardate il video avrete modo di sapere, senza leggere il resto del post, il mio personalissimo parere su questo metodo.

Ho cominciato a leggerlo pensando di trarne qualche insegnamento utile.
Ho invece trovato molti concetti fuorvianti e anatomicamente scorretti e solo qualcosa di interessante.

Il concetto su cui si basa il dottor William Horatio Bates è che i difetti visivi nascano tutti da una forma di stress mentale e visivo dovuto all'esigenza di vedere meglio. Egli suggerisce, con varie tecniche, di portare l'occhio ad un rilassamento dei muscoli e della mente.
A suo parere, riducendo la fissazione e rilassando la vista dovrebbe diventare tutto più nitido.

Sono a favore di poche affermazioni asserite da Bates. Un rilassamento della vista e della mente porta di certo vantaggi notevoli, sopratutto in una società in continua evoluzione che ci impone ritmi pressanti che si addicono più alle macchine che agli uomini.

Bates sostiene che gli occhiali siano dannosi. A prescindere dal difetto visivo. Suggerisce di portarli solo finchè non ci si sia abituati a farne a meno grazie ai suoi esercizi.
Anche io sostengo che l'uso degli occhiali si possa evitare o ridurre, ma dipende da molti fattori personali e soggettivi. Ogni persona è un mondo a se e come tale va gestita.

I sostenitori affermano di essere guariti da elevate miopie seguendo questi metodi basati più sull'intuizione che su una effettiva visione nitida. Un allenamento della mente a riconoscere forme sfocate.

Dovremmo porci una domanda: è pericoloso?
Si e no.
Gli esercizi proposti dal metodo non sono pericolosi (escluso il fissare direttamente il sole, che può causare gravi lesioni alla retina, i raggi ultravioletti inoltre sono causa di cataratta).
Tuttavia avere l'impressione di vederci bene quando non si ha una visione effettivamente nitida può portare a spiacevoli conseguenze. La parte pericolosa diventa l'ostinazione nel non portare gli occhiali. Un ambliope (forte differenza di gradazione tra i due occhi) potrebbe vedere benissimo da lontano e da vicino, senza nessun bisogno di correzione, ma può avere una percezione quasi nulla della profondità, rendendogli difficile scendere le scale. Con una elevata miopia non si riuscirebbe a leggere per tempo i cartelli in autostrada, rischiando di mancare una uscita o, peggio ancora, facendo manovre avventate per recuperarla. Un ipermetrope potrebbe avere fastidiose cefalee dovute ad un eccessivo sforzo accomodativo. Una vista sfocata significa anche peggiore percezione dei contrasti. Gli occhiali sono talvolta usati come strumento per la rieducazione visiva, ad esempio in presenza di forie; non portarli significherebbe aggravare o non correggere una deviazione (strabismo). In caso di tropie servono a evitare di vedere doppio. ecc

Concludendo.
Al di la del palesemente ironico video, che spero vi abbia strappato qualche sorriso, è un testo piuttosto datato in quanto questi studi risalgono al 1919.
Bates fu comunque espulso dalla associazione optometristi Americani (e qualcosa vorrà dire, visto che gli optometristi non vendono occhiali).
Non sono un medico, ma le teorie di questo metodo vanno contro i principi di base dell'anatomia oculare (i muscoli motori non possono contrarre l'occhio a tal punto da annebbiare la visione per stress!)
Vengono inoltre ignorate completamente patologie come la cataratta o le retinopatie.

Se volete leggere e istruirvi su tale metodo non sarò io a fermarvi.
Ma se lo mettete in pratica non aspettatevi dei risultati oltre l'effetto placebo.

giovedì 13 settembre 2012

Novità patenti 2013!

Come al solito siamo in ritardo rispetto a tutta l'Europa!
Pare che però, da Gennaio 2013, anche nel belpaese verranno introdotte le nuove normative europee per le patenti.

Fino ad ora i requisiti minimi di una patente tipo B era la visione di 12 decimi (intesa come somma dei decimi dei 2 occhi) mentre per le patenti C e D era richiesta una acuità visiva maggiore. Ogni altro fattore, come riflessi o salute generica, veniva valutato da complesse commissioni esterne.

Con l'introduzione delle nuove normative le patenti vengono  divise in 2 gruppi:
Gruppo 1 (G1), comprendenti patenti A e B B+E (auto e moto con eventuale rimorchio)
Gruppo 2 (G2), per le patenti C e D C+E D+E (camion e pullman con eventuale rimorchio)

Con queste nuove normative dovrà essere valutata non solo l'acuità visiva ma anche la sensibilità al contrasto, la risposta a visione crepuscolare e abbagliamento.

Per l'acuità visiva sono richiesti solo 7/10 per le patenti del G1 e 12/10 per quelle del G2.
Questi valori sono notevolmente più bassi di quelli richiesti dalla normativa in uscita. Significa che per guidare un'auto devo avere almeno 4/10 su un occhio e 3/10 sull'altro (3 + 4 = 7).
Il minimo tollerato per singolo occhio è di 2/10 per le patenti G1 e 4/10 per le patenti G2

Nel caso di diplopia (visione doppia) viene solo valutato se la situazione è tollerabile dal soggetto. In genere se la situazione di diplopia è presente almeno da 6 mesi, viene definita tollerabile.

Sono stati introdotti poi test sul campo visivo per determinarne l'ampiezza (che dovrebbe essere attorno ai 160° lateralmente), Sensibilità al contrasto e visione crepuscolare.

Il campo visivo è fondamentale per avere informazioni su un'area più ampia possibile di ciò che osserviamo. La presenza di retinopatie può ridurre il campo visivo, togliendoci la percezione di ciò che ci sta attorno.

La  sensibilità al contrasto è invece necessaria per distinguere soggetti dallo sfondo anche quando sono molto simili. In genere si riduce con una bassa acuità visiva o con la presenza di cataratta al cristallino.
Per il G1 è richiesta una sensibilità al 6%, per il G2 al 3%. In pratica si tratta di distinguere delle lettere grigie a 3% o al 6% su sfondo bianco! (ATTENZIONE se lo fate col monitor di casa o dell'ufficio non potete avere la certezza di avere il giusto contrasto in quanto luminosità, contrasto e temperatura del colore non sono regolabili)

Vi è poi il test della visione crepuscolare. Come il test di contrasto ma a luminosità ridotta al fine di simulare la vista notturna. Nella visione diurna (fotopica) sfruttiamo i fotorecettori chiamati "coni" ( che ci consentono anche di distinguere i colori). Nella visione notturna (scotopica) sfruttiamo altri fotorecettori che portano il nome di "bastoncelli".

Successivamente si procede al test di visione con abbagliamento per il quale viene richiesta la visione di 1/10 per il G1 e 2/10 per il G2. Si compone di un normalissimo test di acuità visiva, con l'aggiunta di luci puntate sull'esaminato al fine di simulare un abbagliamento simile a quello dei fari di un'auto che viene nella nostra direzione.

In chiusura c'è un ultimo test per verificare i tempi di recupero dopo un abbagliamento. Viene quindi  puntata una luce intensa sull'occhio per 10" e si attende finchè l'abbagliamento non passa. Per la patente del G1 son richiesti 60", per il G2 invece 30"

Sono molti test, specifici. L'esecuzione può richiedere da 6 a 18 minuti circa... e dubito che le scuole guida o il medico monocratico che svolge i test sia preparato. Potrebbe dunque nascere una collaborazione tra ottici e le strutture che erogano le patenti. Diventa necessario per l'ottico e l'optometrista aggiornare i test per combaciare con quelli richiesti dalle normative (di tabelle con le lettere ce ne sono di molti tipi, ad esempio, per questi test vengono richieste tabelle specifiche con determinate lettere ad affollamento costante)

Qualora venissero riscontrate difficoltà nella percezione del campo visivo, e fosse necessario una visita specifica, sarà necessario recarsi da un oculista attrezzato per questo genere di test per cui l'ottico non è abilitato.

Anche se le richieste specifiche non sono elevate, questa sequenza permette di verificare la visione in situazioni molto differenti. Ad esempio, ad una persona che ha la cataratta, potrebbe non vedersi ritirata la patente, ma solo inserire delle limitazioni sulla guida notturna.


AGGIORNAMENTO IN DATA 16 APRILE 2013
Allo stato attuale dei fatti, queste normative che dovrebbero essere in vigore, pare che in realtà non trovino alcuna applicazione. Pare che la stessa motorizzazione e i medici autocratici non solo non siano  attrezzati, ma nemmeno richiedano alcun tipo di certificazione esterna.

Sono indignato.
Vi terrò aggiornati.

venerdì 1 giugno 2012

Lenti progressiste!

Oggi vi parlerò delle lenti progressive:
come funzionano, le varie tipologie, perché talvolta sono difficili da portare.

Nel post sulla presbiopia ho accennato a cosa ci succede quando non riusciamo più a vedere bene da vicino.

Riporto un paio di concetti base a riguardo:
-Per leggere agevolmente devo dunque aggiungere X diottrie a quello che uso per vedere da lontano.
-Ogni distanza ha bisogno di un preciso e matematico numero di diottrie.
-Con l'aumentare della presbiopia il mio occhio perderà ogni capacità di "autofocus"

Faccio un esempio semplificato ed escludendo complicazioni:
A 45 anni uso una lente +1,00 sia per guardare il pc che per leggere dei documenti.
A 55 continuerò a usare un +1,00 per il pc, ma avrò bisogno di un +2,50 per leggere.
A 65 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.
A 120 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.

In pratica sorge il problema di avere un occhiale monofocale per ogni distanza.
Per ovviare al problema si può optare per un occhiale multifocale!

Una volta c'erano solo le lenti bifocali; quelle con una "finestrella" con la gradazione da vicino ed il resto da lontano.

Poi sono arrivate le multifocali (ovvero le progressive); nella parte superiore hanno la gradazione da lontano, ma più si scende e più questa varia fino a raggiungere la gradazione per la messa a fuoco da vicino.

Molti diranno: "lo so... ma me le hanno sconsigliate perché sono difficili da usare! E poi l'oculista dice che peggiorerò ancora quindi non mi conviene prenderle adesso."
Sono però affermazioni che contrastano in quanto è certamente più facile abituarsi alle lenti progressive quando la differenza lontano-vicino è lieve, quindi all'inizio della presbiopia, piuttosto che quando raggiunge  il culmine.
Sotto questo punto di vista, acquistare le lenti progressive diventa un investimento per evitare difficoltà di adattamento future. E' come correre in salita: prima ci si allena sulle salite con poca pendenza per poi affrontare quelle più ripide. Affrontare una salita ripida senza allenamento può essere molto impegnativo!

Perché queste lenti sono così difficili da usare? Il fatto di avere una lente la cui gradazione varia tra la parte superiore e quella inferiore apporta delle distorsioni superiori a quelle di una lente che è uniforme in ogni suo punto. Queste distorsioni sono maggiori nella parte inferiore e ai lati e fanno girare la testa o danno l'impressione che il pavimento si inclini. Più forte è la presbiopia da correggere e maggiori saranno questi effetti collaterali.

Le lenti di ultima generazione ci vengono in aiuto riducendo notevolmente le distorsioni laterali grazie a costruzioni geometriche innovative e misurazioni su postura e convergenza.

Ci sono poi i fattori soggettivi: mal di schiena, postura, problematiche legate all'apparato stomatognatico (bocca e denti) e stress possono rendere difficoltoso l'adattamento anche alle lenti migliori del mondo. Da non sottovalutare anche la costanza: se porto le lenti costantemente, nonostante ci possano essere disagi iniziali, riuscirò ad abituarmici.
Ovviamente presumendo che le lenti siano ben centrate e con le diottrie giuste.

mercoledì 16 maggio 2012

mi è scesa la cataratta!

Questa volta niente storpiature sul titolo: è una frase che sento spesso.
Ora vi spiegherò che la cataratta non scende da nessuna parte.

Prima di tutto un velocissimo ripasso di anatomia:
La luce entra nell'occhio passa attraverso una serie di lenti prima di arrivare alla retina:


Prima incontra uno strato di lacrima, poi la cornea, attraversa l'umor vitreo, il cristallino, il vitreo e arriva alla retina.

Abbiamo già visto cosa accade se si e' miopi, ipermetropiastigmatici o presbiti: in tutti questi casi presumiamo che non vi siano patologie vere e proprie e che la luce che entra dentro all'occhio arrivi indisturbata sulla retina.

La cataratta è l'opacizzazione del cristallino che, non essendo più trasparente, non permette il passaggio lineare della luce, la diffonde dando abbagliamento e riducendo i contrasti. E' come osservare il mondo guardandolo attraverso un vetro smerigliato.

Può essere causata da svariati fattori. I più diffusi sono disidratazione e alterazioni dovute dai raggi UV.
Frequentemente la si trova nei diabetici. Più rara è la formazione post traumatica o congenita (alla nascita).
I più colpiti sono gli anziani in quanto in passato non era diffuso l'uso di occhiali da sole con adeguata protezione e sono maggiormente soggetti a disidratazione perchè sentono meno la sete.

L'unico rimedio possibile è l'asportazione del cristallino opaco e sostituzione con una IOL (Intra Ocular Lens, ovvero un cristallino artificiale).
L'intervento è rapido ma dev'essere fatto nel momento giusto per evitare complicazioni.
Il cristallino originale va frantumato e aspirato: se fosse troppo morbido la frantumazione potrebbe rivelarsi complicata. In un secondo momento viene inserita la IOL.
Il tutto viene fatto tramite microincisioni (con le tecniche moderne sono incisioni cosi' piccole che non necessitano di punti di sutura) sulla sclera (la parte bianca dell'occhio) e in anestesia locale.
Un altro vantaggio dell'operazione è che nel cristallino artificiale si possono aggiungere o sottrarre le diottrie che aveva il soggetto prima dell'operazione: in questo modo l'oculista cerca di dare anche una buona correzione visiva senza bisogno degli occhiali (ricordando che il cristallino artificiale è rigido, quindi la correzione in questione serve per la messa a fuoco ad una determinata distanza, ad esempio per vedere da lontano. Da vicino, in questo caso di esempio, avrò bisogno di un paio di occhiali per lettura.)(vedi presbiopia)

Importante ricordare che dopo l'intervento non si ha più la naturale protezione dai raggi UV che veniva fornita dal cristallino naturale: Diventa dunque necessario proteggere gli occhi dal sole con occhiali adeguati.

PS: ricordate che solo un medico oculista può diagnosticare o meno la presenza di cataratta e decidere le procedure da seguire!

mercoledì 4 aprile 2012

Dimmi che lente a contatto usi e ti dirò chi sei!

Purtroppo il titolo è completamente sbagliato.
In linea teorica sarebbe giusto. Ma solo in linea teorica!
Il fattoè che c'è una gran confusione sulle lenti a contatto... un po' colpa di utenti che si fanno autodiagnosi e si trovano le soluzioni da soli (e non sempre sono esatte).... un po' colpa di ottici e oculisti talvolta poco aperti alle novità (ma sono pochi per fortuna)

Ma cominciamo con un po' di storia:

-La prima lente a contatto della storia era di vetro! Non un gran materiale per lo scopo!
-In seguito sono arrivate le lenti rigide: costruite in PMMA (polimetametilacrilato. Conosciuto come Plexiglass!). Qualcuno le usa ancora... ma non sono comodissime ne permettono un buon passaggio di ossigeno.
-le lenti rigide-gas permeabili sono nate per ovviare ai problemi del PMMA. Fornendo una buona ossigenazione ed un maggiore comfort.
-successivamente sono arrivate le lenti a contatto morbide, accompagnate dalla falsa convinzione che per occhi secchi fosse utile avere una lente con alto contenuto di acqua. La struttura che le compone é un polimero denominato genericamente (idrogel). Nate come annuali si sono evolute sono diffuse le varianti a ricambio mensile, bisettimanale e giornaliero.
-attorno al 1999 (se non erro) sono apparse le prime lenti in silicone-idrogel, il cui materiale permette una buona ossigenazione, al pari di una lente gas-permeabile, ma con qualche problematica sul comfort (risolto con le tecnologie più recenti)

Com'é correlato tutto questo con l'utente finale? Ecco una breve analisi per farsi un'idea.

-Per attività sportive ed un uso sporadico la lente ideale é la comunissima lente giornaliera in idrogel: la uso quando serve e poi la butto! L'unica cosa a cui stare attenti é di applicarla con le mani pulite (sottolineo ancora una volta l'importanza di lavarsi le mani e asciugarle bene prima di maneggiare le lenti).

-Per un uso quotidiano conviene la lente a contatto mensile o bisettimanale. Richiede manutenzione quotidiana e non andrebbe portata più di 8 ore al giorno! Rispetto alla lente giornaliera ha un costo 3 volte più basso.

-qualora si usassero per più di 8 ore al giorno diventa quasi d'obbligo passare alle lenti in silicone-idrogel! Attualmente é l'unico materiale per lenti morbide che permette un buon ricambio di ossigeno! (Aprirò un capitolo a parte per spiegare l'importanza della respirazione zione della cornea). Esistono sia come mensili che come giornaliere. Costano un po' di più... ma la salute della cornea non é da sottovalutare.

-esiste un altro tipo di lente morbida: le lenti cosmetiche. Sono lenti colorate. Servono a cambiare il colore degli Occhi. Attualmente sono disponibili solo in idrogel.... e come idrogel devo ammettere che non sia tra i piú evoluti ne confortevoli.
In genere non le consiglio.

E la comodità in generale? Non ne parliamo?
Ci sono vari fattori da prendere in considerazione: dalla lacrimazione alla curvatura corneale. In genere, se la lente e' scomoda, e' colpa della lacrimazione. e come si ovvia a questi problemi? Con lacrime artificiali (monodose, mi raccomando!), una dieta corretta, un ambiente con la giusta umidita' ed eventualmente cambiando il tipo di materiale della lente (il silicone-idrogel assorbe meno acqua dell'idrogel tradizionale). Non fidatevi troppo delle pubblicità! Rischiano di essere ingannevoli! La lente giornaliera pubblicizzata come comoda da mattina a sera (di cui non posso fare il nome) non va portata da mattina a sera: al massimo 8 ore!

Questa é comunque solo una base da cui prendere spunto. É sempre bene consultarsi con ottici ed oculisti per trovare la lente più adatta alle proprie esigenze.

sabato 24 marzo 2012

Astigmasimitimizzazionismo

Tenterò ora di affrontare un argomento spinoso: l'astigmatismo.
(lo ammetto, ho voluto giocare un po' col nome nel titolo)

Semplificando all'estremo, se la miopia è dovuta ad un occhio troppo lungo e l'ipermetropia ad un occhio troppo corto, l'astigmatismo è il risultato ad un occhio schiacciato (in verticale, orizzontale o in diagonale)
Immagino non si comprenda un gran che.

Meglio fare qualche esempio.
Avete presente la casa degli specchi? Di fronte ad uno specchio sferico la nostra immagine riflessa risulterà rimpicciolita, mentre di fronte ad uno specchio concavo sembreremo enormi! questi specchi sono l'equivalente sotto forma di specchio della miopia e dell'ipermetropia!



Ora immaginate uno specchio cilindrico: la vostra immagine verrà schiacciata o allungata a seconda della curvatura e inclinazione del cilindro.



Ora applichiamo gli stessi concetti a superfici trasparenti invece che agli specchi.
invece di un allungamento dell'immagine avremo un allungamento della sfocatura!

immagine normale

immagine vista da un occhio con astigmatismo a 90°
osservate la luna: ha una scia in verticale!


In genere la superficie trasparente in questione è la cornea... tuttavia esistono astigmatismi dovuti ad altri fattori come la conformazione delle ossa craniche o traumi fisici o altre strutture che premono sull'occhio.

Mediamente sarebbe da considerare fisiologico un astigmatismo che non supera -0,50 diottrie posto a 180°

Aprofitto di questa ultima affermazione per farvi notare  che l'astigmatismo ha una direzione! Puo' essere orizzontale o verticale o in diagonale! I gradi che vengono segnati di fianco al valore di astigmatismo hanno proprio lo scopo di indicarne l'inclinazione.

Riassumendo:
-l'astigmatismo comporta una sfocatura in una determinata direzione
-influisce sia sulla visione da lontano che in quella da vicino
-si corregge con lenti toriche di valore uguale e contrario all'astigmatismo



venerdì 23 marzo 2012

No Country for Old Men

Non scriverò una recensione dell'omonimo film nel titolo.
Parlerò invece di un problema che affligge il 100% della popolazione mondiale: la presbipia.

non ruscite piu' a leggere bene? allontanare il giornale e' una soluzione.... ma solo se avete le braccia lunghe!

Dobbiamo premettere che un emmetrope, ovvero una persona che vede bene da lontano (ulteriori chiarimenti qui), sfrutta un complesso meccanismo per mettere a fuoco le cose che osserva da vicino. Questo meccanismo si chiama accomodazione ed e' composto da tre azioni che lavorano in sinergia. Di queste tre azioni, per semplificare, ne prendiamo in considerazione solo una: il cambio di forma del cristallino.



Il cristallino e' una lente naturale biconvessa sospesa all'interno dell'occhio, tra la retina (rappresentata in giallo) e la cornea, sorretto da una struttura muscolare che porta il nome di "processi ciliari" (segnati in rosso). Grazie a questo muscolo il cristallino può distendersi o diventare più curvo.

Quando e' disteso lo considereremo come una lente neutra. Quando viene incurvato guadagna diottrie utili per la messa a fuoco da vicino.
Per vedere da lontano e' disteso e rilassato.
Per mettere a fuoco a 50cm deve incurvarsi e raggiungere il valore di 2 diottrie.

Ed ora arriviamo alla presbiopia.
Il cristallino invecchia. nei primi anni di vita e' molto flessibile ed ha capacità mirabolanti.
Con gli anni tende ad irrigidirsi.... e attorno ai 45 anni risulta troppo rigido per riuscire a compensare le 2 diottrie che ci servono per leggere a 50 cm! ne compensa 1,50... e ci costringe ad allontanare ciò che leggiamo a circa 65 cm o ad aggiungere quella mezza diottria che manca con un occhiale.

Nel giro di circa 5 anni (nel 90% dei casi) l'irrigidimento arriva a renderlo completamente statico, costringendoci a compensare con una lente da 2 diottrie per leggere a 50 cm.

Ma se fossi miope o ipermetrope? Una volta corretta la visione da lontano ci si può considerare emmetropi, quindi vanno aggiunte comunque "X" diottrie alla correzione attuale.




Ecco alcuni esempi pratici:

-Miope corretto con lenti -2. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -2 +2 = 0
Il miope in questione vede bene da vicino senza occhiali.

-Miope corretto con lenti -5,5. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -5,5 +2 = -3,5
Questo miope avra' bisogno di lenti piu' leggere di quelle che porta da lontano per leggere.

-Ipermetrope corretto con +1. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. +1 +2 = +3
L'ipermetrope riportato qua ha bisogno di occhiali con lenti da 3 diottrie per leggere agevolmente.

mercoledì 21 marzo 2012

super-ultra-ipermetrope!

Ho scritto come certe miopie possano portare ad alcuni vantaggi nell'era moderna... e gli ipermetropi?
Ebbene hanno anche loro qualche vantaggio!
Quando si e' ipermetropi l'immagine viene messa a fuoco oltre la retina (qua qualche dettaglio).
Per vedere a fuoco e' necessario mettere tra la retina e ciò che osserviamo una lente positiva
Per farlo ci sono due modi:
-sfruttare i meccanismi di messa a fuoco per mettere a fuoco da vicino anche per vedere da lontano 
-indossare un paio di occhiali o lenti a contatto

Nel primo caso se il valore di ipermetropia da compensare e' elevato si rischia un gran mal di testa, visione doppia ed altri piccoli disturbi. Molte volte questo tipo di ipermetropia non viene nemmeno diagnosticata (latente)... o se ne vede solo una parte (manifesta). Entro i 45 anni (circa), con l'arrivo della presbiopia, diventa completamente manifesta!

Quando è manifesta un sistema efficiente per mettere a fuoco le immagini è l'uso di occhiali o lenti a contatto!

Dove sono i vantaggi allora?
La lente positiva, utilizzata per mettere a fuoco le immagini, ingrandisce ciò che osserviamo!
La tabella dei  decimi dall'oculista, una volta fatta la correzione, risulta proiettata sulla retina a fuoco ed a dimensioni maggiori rispetto a quelle di chi non ha bisogno di occhiali!

In pratica l'ipermetrope corretto può vedere immagini più nitide, grandi e a maggiori distanze!
Con l'ausilio di occhiali ottiene una vista bionica!

martedì 13 marzo 2012

Sono miope. Sono ipermetrope. Sono quello che sono!

In genere si definisce ametrope una persona che, osservando qualcosa di distante, non lo vede a fuoco.
Per semplificare non considereremo la messa a fuoco da vicino.

Partiamo dalle basi.
Avete mai usato un proiettore?
Dovete posizionar lo ad una precisa distanza e regolarlo per mettere le immagini a fuoco.
Con le regolazioni spostate il punto focale dell'immagine in avanti e indietro fino a farla combaciare con lo schermo!
Ora che e' a fuoco, lo avete reso "emmetrope".
proiettore "emmetrope"


Ma se lo avvicinate o lo allontanate l'immagine tornerà a sfocarsi e dovrete regolarlo di nuovo!
proiettore "ametrope" (in questo caso ipermetropia)

Regolare la ghiera del proiettore aumenta o riduce le diottrie per correggerne la messa a fuoco.

Stessa cosa negli occhi
L'immagine di ciò che osserviamo viene proiettata sulla retina.
occhio emmetrope

Normalmente dovremmo poter vedere a fuoco oggetti posti a 4 metri di distanza o piu'.

In caso di miopia l'immagine viene messa a fuoco prima della retina... e quando raggiunge la retina e' sfocata!
Per vedere bene o avvicino il proiettore allo schermo (mi avvicino) o regolo la ghiera dell'obbiettivo (metto le lenti negative)


occhio miope


L'esatto inverso nel caso dell'ipermetropia.
L'immagine ha la messa a fuoco regolata oltre la retina. Essendo l'occhio regolato per vedere bene da lontano non posso risolvere il problema allontanandomi ulteriormente! E' possibile pero' regolare la messa a fuoco con lenti positive!

occhio ipermetrope


In pratica il miope ha un occhio più lungo... e le immagini si mettono a fuoco prima di arrivare sulla retina.
L'ipermetrope ha l'occhio corto... e le immagini vanno a fuoco dopo aver oltrepassato la retina.

Ma siamo ancora all'inizio.
Appena avrò tempo svilupperò dei capitoli a parte per la miopia, l'ipermetropia e soprattutto l'astigmatismo.
Un capitolo a parte lo merita anche la presbiopia.

Riepilogando:
-emmetrope, vede bene da lontano.
-miope, occhio più lungo, vede male da lontano e bene da vicino
-ipermetrope, occhio piu' corto, sfrutta i meccanismi di messa a fuoco da vicino anche per vedere nitidamente da lontano

Tempi moderni, miopi all'avanguardia

Niente Charlie Chaplin.
Per una questione di adattamento della specie umana, probabilmente, in un futuro forse non troppo lontano, diventeremo tutti miopi!

Cosa ci sta accadendo???

La miopia, come spiegato nel capitolo "Sono miope. Sono ipermetrope. Sono quello che sono!", è causata dalla messa a fuoco delle immagini anticipato rispetto al raggiungimento della retina.

Ma come siamo arrivati a questo? perchè si diventa miopi?
Semplificando molto si potrebbero definire tre casistiche:
-genetiche
-foriche
-comportamentali

Nelle miopie "genetiche" c'e' poco da fare. E' la "programmazione genetica" a comandare. Il nostro corpo e' programmato per costruirsi in un determinato modo e cosi' si struttura. Se nel codice genetico sta scritto che l'occhio va costruito con 10 diottrie di miopia allora il corpo lo farà crescere ed evolvere fino a 10 diottrie. Si dovrebbe agire sul codice genetico!

Nelle miopie "foriche" siamo di fronte, appunto, alle exoforie (prometto che aprirò un capitolo e metterò il link). In pratica l'occhio destro guarderebbe a destra e il sinistro a sinistra! Si vedrebbe doppio... ma il nostro cervello non sarebbe in grado di tollerarlo e tra i meccanismi che sfrutta per ovviare al problema col minimo sforzo c'è l'accomodazione (un altro capitolo da aprire e che linkerò appena fatto). In pratica sfrutto i meccanismi per la messa a fuco da vicino per raddrizzare gli occhi... mascherandosi... inducendo una finta miopia!

E adesso parliamo di evoluzione! Nuovi miopi! Centra la genetica! Centrano i tempi moderni!
Possiamo affermare che le nostre attività moderne siano concentrate, nella maggior parte, in un raggio d'azione che non supera il metro: documenti e cellulari 40cm, PC a 65cm, persone a 1 metro!
Sfruttiamo la messa a fuoco da lontano per guidare, guardare la televisione o andare al cinema... attività che non coprono la maggior parte delle ore di veglia.

Una volta (parecchio tempo fa) l'attività principale era la caccia ed era necessaria una buona visione a grandi distanze...
Col passare di centinaia e centinaia di anni l'uomo si è dedicato maggiormente ad attività culturali che richiedono concentrazione e messa a fuoco a distanze ravvicinate per lunghi periodi: il "progetto iniziale" dell'occhio potrebbe non essere più molto adatto.

Qua parliamo delle miopie "comportamentali", cioe' uno sviluppo dell'occhio in funzione di un comportamento.
In molti soggetti si sviluppano quindi delle miopie che non superano le 2 o 3 diottrie.
In pratica il nostro sistema visivo fa uno sforzo per mettere a fuoco da vicino...
e per evitarlo decide di "miopizzarsi". Anche in questo c'e' una predisposizione genetica che pero', in assenza di sforzo visivo, potrebbe non manifestarsi.

Un miope di questo "tipo" può leggere, usare PC e cellulare senza occhiali e senza sforzo! Inoltre, con valori simili, si annulla quasi del tutto la necessita' di un occhiale per leggere quando arriva la presbiopia (attorno ai 45 anni. Ringrazio Vivie per avermi ricordato di mettere il link all'articolo sulla presbiopia)!