giovedì 27 ottobre 2016

Progressive si, no, quali?

Capita spesso che al primo approccio con le lenti progressive ci sia una certa titubanza.
Le ragioni sono molteplici:

-uno conoscente o parente che non si è abituato
-costano parecchio perchè sono costruite su misura
-non esiste una lente da provare prima per vedere l'effetto che fa

In realtà la situazione è molto più complessa di quanto possa sembrare.
Vi sono molti fattori da prendere in considerazione; abitudini, età, flessibilità accomodativa, determinazione.

Ma spesso si dimenticano la domanda fondamentale: La lente progressiva a cosa mi serve?
L'ottico di un tempo avrebbe affermato: con la progressiva si fa tutto! Si vede da lontano e da vicino e anche tutto quello che sta in mezzo.

Oggi però molte cose sono cambiate; con la crescita dei bisogni e con il lavoro che richiede una buona vista a brevi distanze sono aumentate anche le possibilità.


La progressiva tradizionale rimane una ottima opzione e va bene per molti.... ma non per tutti!
Facciamo qualche esempio:

-Mario è autista e guida i pullman turistici. La sua esigenza è di vedere bene da distante e poter controllare i dati sul cruscotto e sul navigatore (posti ad una distanza di circa 70cm). La lente progressiva tradizionale ha un buon campo visivo da lontano, discreto sulla distanza vicina ma pessimo su quella distanza di 70cm. In suo aiuto possono venire lenti progressive da guida (ad esempio Drive Safe prodotte da Zeiss)

Risultati immagini per lenti progressive
-Gianni lavora 8 ore al giorno allo sportello della banca. La lente progressiva lo costringe ad inclinare indietro, in modo innaturale, la testa. Ha esigenza di controllare documenti, lavorare col PC e poter stabilire un contatto visivo col cliente al di la dello sportello ha misogno di una lente occupazionale per distanze ridotte (ad esempio Job-Vision di Opto-In)


-Elena invece dirige la banca dove lavora Luciano. Ha esigenze molto simili a quelle di Luciano ma deve anche muoversi e passare da un ufficio all'altro. Per lei ci vuole una lente occupazionale con un raggio d'azione maggiore (ad esempio le Seiko Indoor)

-Laura è una giovane studentessa. Legge molto, usa lo smartphone per rimanere in contatto con gli amici ma soffre di frequenti mal di testa. Da un controllo si nota la presenza di un eccesso di convergenza quando guarda da vicino. L'occhiale da lontano le crea il mal di testa quando legge; quello per lettura non le permette di seguire le slide proiettate. Si troverà bene con una lente che le permetta una visione a fuoco da lontano con un valore più leggero da vicino per eliminare il mal di testa (ad esempio le Anti Fatigue di Essilor)

-Pino è un pensionato e ogni domenica va a passeggiare in montagna e raccoglie funghi nel bosco. Ha bisogno di una visione stabile da lontano e di una buona qualità da vicino per distinguere i funghi velenosi da quelli buoni. Nel suo caso un bifocale sarà molto più comodo di qualunque progressiva!

Il mondo delle lenti è estremamente vasto. Ho citato solo 4 tipi di lenti di 4 produttori diversi ma, come potete immaginare, ce ne sono molte di più. Un consiglio che posso dare a chi si reca dall'ottico è quello di dare più informazioni possibili sulle proprie abitudini. Agli ottici invece suggerisco di non concentrarsi su un solo produttore di lenti.


Ricordate che ogni persona ha le sue esigenze.
Ogni persona ha le sue lenti.