giovedì 28 luglio 2016

Mal di testa e vista

Ci sono persone che hanno continui mal di testa senza apparente motivo. Ce ne sono altre che lo hanno solo verso sera. Altre ancora solo in determinate condizioni di luce o alcuni periodi dell'anno.
Molti d questi mal di testa potrebbero essere collegati a problemi di vista non diagnosticati o mal gestiti.

La fonte più comune di questi mal di testa sono le forie in rapporto alle riserve fusionali.
Potremmo considerare le forie come degli strabismi che il nostro sistema visivo corregge automaticamente sfruttando varie strategie più o meno efficaci. Le riserve fusionali sono i margini entro i quali il mio sistema visivo funziona.

Facciamo un esempio:
Carcarlo ha 20 anni e soffre di mal di testa. Ha fatto svariate visite da molti specialisti in diversi campi ma tutti sostengono che sia in perfetta salute. Durante una visita optometrica, l'optometrista nota una esoforia.
Gli occhi di Carcarlo convergono troppo, gli si incrocerebbero gli occhi e vedrebbe doppio. Ma il suo cervello non tollera la visione doppia e deve decidere che fare. Potrebbe escludere la visione da un occhio ma perderebbe la percezione della profondità e parte del campo visivo! Decide allora di fare uno sforzo e sfruttare le riserve fusionali; in questo modo gli occhi divergeranno e permetteranno una corretta visione binoculare.


Da dove arriva il mal di testa? Probabilmente l'esoforia di Carcarlo è quantificabile con 5DP (sigla che identifica le Diottri Prismatiche, che servono a quantificare quanto deviano gli occhi), mentre il sistema visivo ha 2DP di riserva fusionale per poter divergere. Significa che avrebbe 7DP di riserva, di cui 5 le usa per compensare l'eccessiva convergenza.


Se la situazione vi appare  poco chiara immaginate che Carcarlo vada in palestra a sollevare pesi per tenersi informa.
Ha la capacità di sollevare un massimo di 70kg, ma lo fa con grande sforzo e riesce a fare 2 ripetizioni al massimo.
Abitualmente solleva 35kg, con cui fa tranquillamente 3 serie da 15 ripetizioni.

Se gli venissero caricati 50kg non riuscirebbe più a fare le 3 serie da 15 ripetizione, ne uscirebbe stremato e avrebbe male alle braccia!

Una cosa simile accade anche al suo sistema visivo: lo sforzo per convergere, anche se non al suo massimo, è eccessivo per essere protratto a lungo.

Carcarlo è un personaggio inventato ed anche il suo caso lo è. Tuttavia è più frequente di quanto immaginiate riscontrare situazioni simili, in cui la richiesta di convergenza o divergenza è eccessiva rispetto alle riserve disponibili e che possono causare non solo fastidiosi mal di testa ma anche affaticamento visivo, visione sfocata o addirittura doppia.

Un bravo optometrista sarà in grado di valutare la situazione e quantificare forie e riserve potendovi proporre  una soluzione adeguata.

Se avete domande o voleste approfondire l'argomento sarò lieto di rispondervi o scrivere qualcosa in più.

martedì 26 luglio 2016

Tre passi per scoprire quanto sei miope

Prima di tutto una premessa: questo "test casalingo" va trattato come tale. Non costituisce una visita optometrica o oculistica è molto approsimativo e non tiene conto delle forie, eccessi di convergenza ed qualunque altra anomalia fisica o comportamentale che possono intaccare il sistema visivo.


Per il test vi servirà un foglio con caratteri neri stampati su sfondo bianco. Un quotidiano potrebbe andar bene. Seguite i seguenti passi:


1-Tenete il quotidiano più distante possibile e cercate di leggere un articolo.

2-Avvicinate finchè la lettura non diventa facile e l'immagine nitida.

3-Misurate la distanza tra i vostri occhi e cio che state leggendo.

Fatto? Bene. Se volete esser più sicuri potete farlo anche un occhio alla volta per poi confrontare i 2 valori!
Ora che avete quella distanza dovete convertirla in metri e poi i metri in diottrie!
La prima parte è facile. Si tratta di una equivalenza. per i più pigri riporto questa tabella.


Ipotizzando che abbiate messo a fuoco la lettura a 50cm.
50cm diventano 0,5mt. Non vi resta che convertire i metri in diottrie!
Le diottrie sono l'iverso del metro ed il calcolo è a dir poco semplice:

1/X

X è il numero che avete appena convertito in metri.

Per portare l'esempio di prima: 1/0,5 = 2

Il risultato vi darà approsimativamente le diottrie che dovreste portare per vedere bene da lontano. In questo caso potrebbe essere -2. Fate però molta attenzione  perchè il sistema visivo applica delle strategie che possono portare a conclusioni errate: per questo motivo è necessario che vi affidiate ad uno specialista per un controllo accurato!

Potete inoltre usare lo stesso calcolo (1/X) per determinare, in funzione delle lenti che portate, la vostra distanza di lettura minima. Al posto di X stavolta mettete le vostre diottrie.

Se per vedere da lontano portate un -3: 1/3=0,333

0,333 metri significa che, senza gli occhiali, a 33 cm dovreste vedere bene.
Presbiopia, ipermetropia e astigmatismo non le ho prese in considerazionein quanto complicherebbero un po' le cose. Ma per semplici miopie con bassi astigmatismi il calcolo dovrebbe essere abbastanza corretto.

Dubbi? Domande?
Potete scriverle nei commenti e cercherò di rispondere quanto prima.

venerdì 22 luglio 2016

Indice Raggi UV

Oggi il sole splenede e scriverò di qualcosa a cui si pensa d'estate ma che in inverno viene trascurata.
Raggi ultravioletti!

Avete mai fatto caso che in alcuni servizi di previsione meteo viene indicato Intensità UV?
Cosa indica questo valore?
Indica quanti raggi ultravioletti arrivano sulla terra.
In base a questo dato possiamo sapere che protezione usare!

In pratica, quando fanno le previsioni, vengono valutati i dati di altitudine, spessore atmosferico, filtro applicato dalla presenza di nuvole o smog. Ognuno di questi fattori va a sottrarre un po' di raggi ultravioletti. L'atmosfera terrestre stessa (per la precisione lo strato di ozono) blocca i raggi ultravioletti definiti dalla sigla UV. Sono suddivisi in tre categorie A,B e C le frequenze UV-C e limita le UV-B. Tali frequenze impedirebbero addirittura lo sviluppo della vita sulla terra! Basti pensare che i raggi ultravioletti sono utilizzati per sterilizzare oggetti e ambienti!

Quelli che arrivano in maggior parte sulla terra sono i raggi UV-A.
A seconda dell'intensità viene assegnato un valore. Guardando, ad esempio, Meteo.it possiamo notare sopra la mappa la dicitura "UV". Selezionando tale voce la mappa ci mostrerà l'indice UV di ogni zona d'italia.


Questi valori possono darci importanti indicazioni sulla protezione da usare ed essere facilmente interpretati grazie a tabelle come questa.


Per esperienza personale: non sottovalutate questi numeri. Ricordo di un viaggio in moto: si stava bene, era nuvloso e decisi di non indossare i guanti. Arrivai a casa che invece delle dita avevo dei gamberetti rossi! Morale della favola: ci si pù scottare anche quando è nuvolo.

E ricordate di proteggere non solo la pelle ma anche gli occhi con un paio di occhiali adeguati alle vostre esigenze!

sabato 16 luglio 2016

Interventi per correggere la miopia: laser

Oggi parlerò di interventi con il laser.
Più precisamente di modellazione corneale per ridurre o eliminare la miopia.

Questo tizio i laser li spara dagli occhi!
DISCLAIMER: Tengo a precisare che non si tratta del mio campo e che non sono medico.
Mi limiterò dunque ad analizzare pregi e difetti di tali interventi in base all'esperienza accumulata negli anni e al dialogo con i miei clienti che si sono sottoposti a interventi di questo tipo.

Come scrissi già in altri articoli, la miopia è legata ad un allungamento del bulbo oculare. L'immagine si forma a fuoco prima di raggiunegere la retina: devo quindi spostarla indietro usando lenti negative (piatte davanti e più curve dietro)

Con gli interventi laser si va a "scolpire" la cornea rendendola più piatta. Va premesso che la cornea umana non è una cupola trasparente perfettamente tonda; ha una forma asferica. Questa forma particolare permette di vedere correttamente.

Immagine topografica di una cornea


Immagin topografica di una cornea operata

L'intervento col laser appiattisce la cornea  nella zona centrale e introduce l'aberrazione sferica. Con una buona illuminazione non si dovrebbe notare nulla di strano. Tuttavia alla sera, quando cala l'illuminazione e la pupilla si dilata la luce passa anche dai lati (nella topografia sono zone segnate in rosso). Il risultato è un defocus e aumento della profondità di campo.

In pratica con poca luce la qualità visiva cala, se osservo una luce su campo scuro vedo degli aloni attorno alla luce stessa. L'aumento della profondità di campo mi permette di leggere usando meno sforzo da parte del cristallino.

Simulazione di aloni nottirni alla guida
Maggiore è la miopia che vado a correggere e maggiore saranno questi effetti.

Un altro effetto collaterale da prendere in considerazione è che si potrebbe peggiorare la stabilità della lacrima con conseguente effetti di occhio secco e ridotta tolleranza delle lenti a contatto. Cosa se ne fa uno delle lenti a contatto se è operato? Talvolta non è possibile fare la correzione al 100%, altre volte non si hanno i risultati che ci si aspetta, altre ancora c'è un successivo peggioramento.

In definitiva non me la sento di sconsigliare questo intervento. In presenza di forti miopie, dell'ordine di 10 diottrie, passare ridurre quel valore 2 o 3 diottrie potrebbe rappresentare comunque un vantaggio. Lo sconsiglierei vivamente a chi ha miopie al di sotto delle 3 diottrie in quanto si tratta di un valore basso, facilmente correggibile e che, al giorno d'oggi in cui abbiamo la visione principalmente concentrata su oggetti vicini, porta un vantaggio quando sopraggiunge la presbiopia.

Un suggerimento che do a chiunque prima di fare un intervento è quello di sentire il parere di almeno 3 oculisti, sia nel settore privato che con il servizio sanitario pubblico. Direi anche di diffidare da chi propone troppo facilmente questo genere di intervento: anche se è quasi di routine si tratta pur sempre di una operazione chirurgica piuttosto delicata in cui si va a togliere qualche strato alla cornea che è spessa appena mezzo millimetro (mediamente circa 500 micron).

sabato 2 luglio 2016

Proteggersi dal sole

Arriva l'estate.
Si va al mare e si prendono le scottature se non si sta attenti ad usar le protezioni giuste.




Stessa cosa vale per gli occhi!
Avete mai fissato una lampadina? Avrete notato che per qualche istante dopo averla guardata rimarrà impresso nel vostro campo visivo una sagoma del tutto simile alla fonte luminosa che avete fissato?

Bene. La luce solare è 1000 volte più intensa di quella lampadina! I'occhio è molto elastico e si adatta ad ogni situazione ma è bene proteggerlo.



Per ridurre l'intensità luminosa è sufficiente una lente scura... ma si deve stare attenti a ciò che non riusciamo a vedere: i raggi ultravioletti!
Non li vediamo e non vediamo nemmeno ciò che può fermarli. Ci sono lenti molto chiare che proteggono benissimo e lenti molto scure che, invece, li lasciano passare.

Dalle scottature ci si riprende. La pelle viene continuamente rigenerata. La stessa affermazione non vale per l'occhio! La retina e l'endotelio corneale non sono ricostruibili.

Se non siete sicuri di quel vecchio occhiale vintage comprato su ebay o che avete in casa da parecchi anni o di un prodotto economico, rivolgetevi dal vostro ottico di fiducia: dovrebbe avere i mezzi per verificare se  la lente che indossate vi proteggono o meno.