sabato 24 dicembre 2016

Buon Natale


19:30

della

vigilia di natale.

Ultimi minuti in negozio

poi chiuderò per un paio di giorni.

Tra una vendita e la lavorazione del primo

video da caricare su youtube, colgo l'occasione

per

 augurare buone

feste a tutti.



sabato 3 dicembre 2016

Le persone con gli occhiali sono più intelligenti?

In un articolo di Edoardo Ciotola (che potete leggere qua) l'autore afferma che chi porta gli occhiali sia più untelligente! 

Colin Firth  in Kingsman; interpreta un agente segreto
 di elevata cultura, arguzia e stile.
Il giornalista riporta che uno studio pubblicato su AaoJournal.org sottolinea un dato: le persone miopi trascorrono più tempo a studiare rispetto a coloro che non hanno problemi di vista.

Dice anche che uno studio più psicologico ha dimostrato come le persone che hanno bisogno di lenti da vista appaiono più intelligenti a primo impatto. Ciò comporta che abbiano anche migliori possibilità di trovare un lavoro.



Un mito da sfatare o verità?
Analizziamo i fatti. Come riportato in altri articoli che ho scritto si potrebbe dire che il nostro sistema visivo è progettato alla visione da lontano con la possibilità di mettere a fuoco da vicino.
Osservare da vicino rappresenta dunque uno sforzo, aumenta la pressione interna dell'occhio e i muscoli estrinseci eseguono una trazione dall'esterno; queste operazioni stimolano l'allungamento del bulbo oculare portando alla miopizzazione,

Il discorso andrebbe ulteriormente allargato anche a ipermetropi, astigmatici e presbiti (ma il discorso diventa più complesso) in quanto molte difficoltà di visione da lontano sono comunque legate a problemi di focalizzazione da vicino.

Si può dunque affermare che i portatori di occhiali, e in particolare i miopi, passino molto tempo ad osservare e focalizzare letture e oggetti da vicino.

Vittorio Sgarbi, personaggio discutibile nei modi
ma di elevata cultura.

C'è del vero insomma; ma non è altrettanto corretto dire che tutti i portatori di occhiali siano intelligenti:


Forse questa regola era valida fino a una decina di anni fa... ma con l'arrivo dei cellulari le cose sono cambiate; se la miopia è generata dall'uso intensivo di "Angry Birds" o altri giochi sul cellulare potrebbe non esserci un accrescimento della cultura (ed il conseguente sviluppo di una più fine intelligenza) della persona.

Il consiglio che posso dare in definitiva è di valutate l'intelligenza delle persone per cosa leggono, non per gli occhiali che portano.

Gli occhiali rimangono comunque culturalmente associati ad un'aura di intellettualità e non è detto che metterli non ci spinga a indossare una maschera e a calarci nei panni di in un personaggio dai modi inglesi come in kingsman.

Cit.Harry Hart

giovedì 10 novembre 2016

Rimedi al mal d'auto (cinetosi o mal di Doom)


Come promesso riporto alcuni dati legati al libro "visione e postura".

Non ci si aspetterebbe di leggere di rimedi al mal d'auto in un blog di ottica... ma vista ed equilibrio sono strettamente collegate! 

Il mal d'auto è generato da un mancato allineamento tra le sensazioni visive e di equilibrio. Il nome tecnico è cinetosi.
Un esempio pratico: leggere in auto
Il sistema visivo percepisce qualcosa di fermo (il libro che sto leggendo) mentre il corpo registra una serie di movimenti e accelerazioni nello spazio (l'auto si sta muovendo). I due segnali che arrivano al cervello sono contrastanti generando sensazioni di disagio e nausea.

Schermata del gioco Doom

Stesso discorso vale per il "mal di Doom". Per chi non lo sapesse o ricordasse Doom è un vecchio gioco per pc; uno dei primi con visuale in prima persona. Come prima, le oscillazioni e i movimenti registrati dagli occhi non sono gli stessi registrati dal corpo. Il risultato è la nausea; la stessa che viene in auto.


Perchè alcune persone soffrono più di altre?
Escludendo problemi di salute, cervicali, labirintite, visione monoculare ecc. ci sono comunque persone che hanno meccanismi di adattamento più flessibili di altre e riescono a slegare il sistema visivo da quello propriocettivo evitando dunque questi disturbi (incluse vertigini e cefalee).

Tali meccanismi possono essere allenati, riducendo mal d'auto e vertigini.
Avvertenze:
- l'allenamento, inizialmente, potrà portare al mal d'auto anche durante gli esercizi.
- gli esercizi proposti sono molto generici e non mirati ad-personam; non posso dunque garantirne i risultati.




Esercizio 1
Fissare un oggetto posto di fronte a noi ad una distanza di 3 metri.
Ruotare la testa a destra e sinistra continuando a fissare l'oggetto; prima lentamente per poi aumentare il ritmo.
Ripetere senza ruotare la testa ma inclinandola su un lato, prima a destra e sinistra.
Ripetere alzando e abbassando la testa senza ruotare o inclinarla lateralmente
Ripetere i 3 passi precedenti osservando un oggetto vicino, posto a mezzo metro di distanza.

Esercizio 2
Fare oscillare un oggetto di fronte a se a mezzo metro di distanza, (ad esempio una sfera legata a un filo). Fissare l'oggetto in movimento senza muovere la testa.

Esercizio 3
Stendersi a terra e fare oscillare il precedente oggetto con movimento circolare sopra di se.
Sempre a testa ferma seguire l'oggetto con gli occhi.

Esercizio 4
Tenere in mano una penna di fronte a se. Mentre la si fissa, allontanarla e avvicinarla stando attenti che non diventi doppia.





Dedicate un po' di tempo ogni giorno per farli.
In linea di massima, se facendo questi esercizi cominciate a sentirvi male vuol dire che state facendo un buon lavoro. Prendetevi una pausa o interrompete.
Dovreste notare che, giorno dopo giorno, gli esercizi vi daranno sempre meno fastidio; 
è come se andaste in palestra: man mano che vi allenate acquisite forza ma le prime giornate di allenamento i muscoli fanno male!


Buon allenamento a tutti.
Se ci sono domande potete farle qua sotto: cerco sempre di rispondere il prima possibile.







giovedì 3 novembre 2016

5 consigli pratici per abituarsi alle lenti progressive


Come accennato in un precedente articolo di lenti progressivi ce ne sono tante!

Presupposto che la lente progressiva sia la più corretta e ben centrata, con gradazioni idonee ed escludendo patologie o errate abitudini del sistema visivo, l'adattamento dovrebbe essere rapido e indolore.



Ecco 5 consigli utili per tutti i portatori di lenti progressive.

1 - Sedetevi.
Soprattutto la prima volta in assoluto che li indossate; fatelo da seduti. Quando siete in piedi il vostro corpo è impegnato a mantenere l'equilibrio; mentre siete seduti non lo è. La visione viene utilizzata anche per la gestione dell'orizzonte e più in generale dei movimenti nello spazio circostante. Sedersi aiuterà quindi il corpo a non dover usare il sistema visivo per mantenersi eretto migliorando notevolmente il primo impatto con la nuove lenti.

2 - Usate il naso come un "timone".
Le lenti progressive hanno maggiori distorsioni ai lati: in pratica, quando si legge si percepisce più a fuoco la zona centrale. Col tempo il cervello impara a gestire queste distorsioni allargando il campo visivo; le prime volte sarà necessario puntare il naso in direzione di dove voglio vedere.

3 - Limitate i movimenti.
Una volta scelto cosa volete osservare, tenete gli occhi fissi sul vostro bersaglio e regolate il fuoco ruotando la testa in avanti o indietro. Sarà sufficente solo questo piccolo movimento. Cambiare distanza di lettura, ruotare la testa a destra e sinistra rischiano di complicare le cose. Riassumendo anche i due precedenti consigli: mettetevi comodi, puntate il bersaglio, regolate la messa a fuoco.

4 - Usateli in ambienti conosciuti.
Le distorsioni laterali alterano la percezione degli spazi. Meglio usarli quindi in ambienti ristretti e conosciuti, ad esempio in casa. Conoscendo le misure di un ambiente riuscirete a regolarvi meglio riguardo la percezione dello spazio.

5 - Accoglieteli serenamente.
Vanno accolti. Come degli amici; ci danno una mano con i loro pregi ed è cortesia accettarne i limiti. Sottolineo "serenamente": l'adattamento istantaneo è possibile e frequente; talvolta ci vuole un po' di tempo in più. In questi momenti dobbiamo rimanere sereni e non abbandonarli. Se si usano ci si abitua.

Come sempre, se avete domande, non abbiate timore di farle.
Cercherò di rispondere il più celermente possibile.

giovedì 27 ottobre 2016

Progressive si, no, quali?

Capita spesso che al primo approccio con le lenti progressive ci sia una certa titubanza.
Le ragioni sono molteplici:

-uno conoscente o parente che non si è abituato
-costano parecchio perchè sono costruite su misura
-non esiste una lente da provare prima per vedere l'effetto che fa

In realtà la situazione è molto più complessa di quanto possa sembrare.
Vi sono molti fattori da prendere in considerazione; abitudini, età, flessibilità accomodativa, determinazione.

Ma spesso si dimenticano la domanda fondamentale: La lente progressiva a cosa mi serve?
L'ottico di un tempo avrebbe affermato: con la progressiva si fa tutto! Si vede da lontano e da vicino e anche tutto quello che sta in mezzo.

Oggi però molte cose sono cambiate; con la crescita dei bisogni e con il lavoro che richiede una buona vista a brevi distanze sono aumentate anche le possibilità.


La progressiva tradizionale rimane una ottima opzione e va bene per molti.... ma non per tutti!
Facciamo qualche esempio:

-Mario è autista e guida i pullman turistici. La sua esigenza è di vedere bene da distante e poter controllare i dati sul cruscotto e sul navigatore (posti ad una distanza di circa 70cm). La lente progressiva tradizionale ha un buon campo visivo da lontano, discreto sulla distanza vicina ma pessimo su quella distanza di 70cm. In suo aiuto possono venire lenti progressive da guida (ad esempio Drive Safe prodotte da Zeiss)

Risultati immagini per lenti progressive
-Gianni lavora 8 ore al giorno allo sportello della banca. La lente progressiva lo costringe ad inclinare indietro, in modo innaturale, la testa. Ha esigenza di controllare documenti, lavorare col PC e poter stabilire un contatto visivo col cliente al di la dello sportello ha misogno di una lente occupazionale per distanze ridotte (ad esempio Job-Vision di Opto-In)


-Elena invece dirige la banca dove lavora Luciano. Ha esigenze molto simili a quelle di Luciano ma deve anche muoversi e passare da un ufficio all'altro. Per lei ci vuole una lente occupazionale con un raggio d'azione maggiore (ad esempio le Seiko Indoor)

-Laura è una giovane studentessa. Legge molto, usa lo smartphone per rimanere in contatto con gli amici ma soffre di frequenti mal di testa. Da un controllo si nota la presenza di un eccesso di convergenza quando guarda da vicino. L'occhiale da lontano le crea il mal di testa quando legge; quello per lettura non le permette di seguire le slide proiettate. Si troverà bene con una lente che le permetta una visione a fuoco da lontano con un valore più leggero da vicino per eliminare il mal di testa (ad esempio le Anti Fatigue di Essilor)

-Pino è un pensionato e ogni domenica va a passeggiare in montagna e raccoglie funghi nel bosco. Ha bisogno di una visione stabile da lontano e di una buona qualità da vicino per distinguere i funghi velenosi da quelli buoni. Nel suo caso un bifocale sarà molto più comodo di qualunque progressiva!

Il mondo delle lenti è estremamente vasto. Ho citato solo 4 tipi di lenti di 4 produttori diversi ma, come potete immaginare, ce ne sono molte di più. Un consiglio che posso dare a chi si reca dall'ottico è quello di dare più informazioni possibili sulle proprie abitudini. Agli ottici invece suggerisco di non concentrarsi su un solo produttore di lenti.


Ricordate che ogni persona ha le sue esigenze.
Ogni persona ha le sue lenti.

venerdì 16 settembre 2016

Visione e postura: non si smette mai di imparare

Anche se non ho ancora approcciato la tesi che mi porterà il titolo di optometrista (al momento sono solo un ottico) ho deciso di dedicarmi alla lettura del libro "Dal benessere visivo al benessere globale".

Tra una cosa e l'altra impiegherò parecchio tempo per studiarmelo.
Visione e postura sono argomenti ben correlati e volevo dedicare loro un po' del mio tempo.

Non appena possibile scriverò qualcosa a riguardo per approfondire e suggerire qualche linea guida in quanto posture errate influiscono anche sulla visione. E talvolta la visione influisce sulla postura.

mercoledì 31 agosto 2016

Retinopatie e maculopatie. Come prevenirle?

Retina di un 37 enne in salute (io).
La parte inferiore é venuta mossa
ma non é facile fare un autoscatto!
La parola "retinopatia" é composta da due parti:
-retino-  che indica la parte anatomica in questione.
-patia-    dal latino pathīa, ovvero sofferenza.

Quando si dice retinopatia quindi si indica genericamente una malattia della retina.
Forse le piú gravi sono le maculopatie: sono quelle che interessano la zona centrale della retina, ovver che ci permette di vedere 10/10.

Da una retinopatia non si guarisce. Si puó affrontare una terapia di riabilitazione ma una retina danneggiata rimane danneggiata. La matrice di costruzione delle cellule retiniche é la stessa delle cellule neurali. Le cellule che muoiono non possono rigenerarsi.

Cosa potete fare contro le retinopatie?
Prevenzione. Controlli periodici dall'oculista permettono di fare diagnosi e poter prevenire la degenerazione cellulare. L'esame in questione é di routine e basato sull'osservazione della retina stessa. É importante anche l'anamnesi familiare: ci sono stati casi di perdita di vista da parte dei genitori o parenti stretti? Tutte cose da comunicare al professionista per il controllo.

le frecce indicano dei puntini chiari (probabili essudati o drusen)
É dunque importante andare da un oculista in quanto conosce le malattie ed é in grado di fare diagnosi. Non é sufficiente quindi un controllo optometrico.
Un professionista da una immagine della retina puó definire l'etá del soggetto e se ha problemi di pressione del sangue elevata, puó verificare l'escavazione del nervo ottico (che puó essere sintomo di predisposizione al glaucoma) e la presenza di drusen o essudati (collegati alla degenerazione retinica).

Quando fare i controlli?
Una persona giovane e in salute dovrebbe andare a fare un controllo oculistico almeno ogni 4/5 anni.

Un adulto in salute, superati i 45 anni ogni 2.
Qualora fossero presenti patologie particolari i controlli potrebbero dover diventare maggiormente frequenti (in caso di diabete, ad esempio, anche ogni 3/6 mesi).

4 sintomi da tenere in considerazione.

1-Visione sfocata anche con lenti correttive a qualunque distanza.
Potrebbe indicare un problema nella zona centrale della retina.



2-Camminando inciampo o vado a sbattere facilmente ad oggetti circostanti.

Potrebbe essere distrazione... o potrebbe essere un deficit del campo visivo laterale.

3-Visione di flash e puntini luminosi possono essere sintomo di eccessiva pressione all'interno dellócchio. La pressione puó schiacciare i fororecettori attivando un segnale che il nostro cervello interpreta come flash o puntini luminosi. Un eccesso pressione puó danneggiarli.

4-Mancanza di visione.
Vedere tutto nero puó indicare pressione eccessiva all'interno dell'occhio e bassa pressione del sangue. In pratica i fotorecettori non vengono alimentati. si scaricano e smettono di mandare segnali. Possono essere episodi sporadici ma sono sempre da tenere in considerazione: le cellule non alimentate a lungo muoino.

In presenza di tali sintomi non ha senso allarmarsi: senza una diagnosi non significano nulla.
Sará sufficiente fare una visita oculistica per dissipare ogni dubbio.

Se aveste domande sull'argomento non esitate a farle!
Sarò lieto di rispondere direttamente sul blog.

venerdì 26 agosto 2016

Meglio vetro o infrangibili? 7 punti a confronto.

Spesso mi si chiede se sono meglio le lenti in vetro o quelle infrangibili.
La risposta non è così ovvia come si potrebbe credere, in quanto entrambe hanno pro e contro.


Prendiamo in considerazione per il nostro confronto le lenti infrangibili e in vetro con indice refrattivo 1,600. Sono le lenti un po' più sottili di quelle standard ma evidenziano meglio determinate caratteristiche e sono piuttosto diffuse. Ecco una lista in 7 punti delle caratteristiche delle lenti.



1-Resistenza agli impatti:
Le lenti infrangibili se cadono non si rompono. I materiali di cui sono composte sono polimeri sufficientemente elastici da ammortizzare eventuali colpi. Il vetro invece è molto rigido e tutta l'energia di un impatto va a scaricarsi danneggiando la lente scheggiandola o frantumandola.

2-Resistenza ai graffi:
In questo ambito, proprio per la durezza sopracitata, le lenti in vetro ne escono vincenti. Le lenti infrangibili possono essere trattate con un indurimento della superficie che ne migliora la resistenza mantenendone la flessibilità; si possono ridurre i graffi del 90% rispetto a una lente non trattata. Nonostante il trattamento di indurimento la lente in vetro rimane comunque più resistente ai graffi.

3-Resistenza del trattamento antiriflesso.
Anche in questo caso la lente in vetro vince. I trattamenti antiriflesso sono più stabili sul vetro: In caso di esposizione a temperature elevate (quelle che si sviluppano in un'auto lasciata al sole in piena estate) o ad agenti chimici (detersivo per piatti) il vetro ha la tendenza a non subire variazioni. Le lenti infrangibili richiedono maggiore accortezza.

4-Protezione UV
Le lenti in vetro lasciano passare tutto. Ma proprio tutto. Godono di elevatissima trasparenza ma non offrono alcuna protezione dai raggi ultravioletti. Le lenti infrangibili 1,600 bloccano, di loro natura, le frequenze fino a 400nm, offrendo piena protezione ai raggi ultravioletti (rimanendo trasparenti).



5-Montaggio.

Le lenti infrangibili possono essere forate, scanalate e sagomate in mille modi diversi e si prestano a quasi ogni tipo di montaggio. Il vetro richiede invece una lavorazione del bordo tradizionale e si usa solo con montature che circondino completamente la lente.


6-Peso:
Il peso specifico del vetro è doppio rispetto a quello delle lenti infrangibili. Una lente che infrangibile pesa 20 grammi, in vetro ne pesa 40. Sembra poca cosa ma si deve tener conto del fattore tempo: se gli occhiali li usi tutto il giorno il peso si fa sentire.

7-Diffusione:
Le lenti infrangibili sono più diffuse e godono di maggiore sviluppo tecnologico. Comprando ad esempio una lente progressiva potrò scegliere tra diversi tipi di geometrie e opzioni, dalle più economiche alle più evolute. Le lenti in vetro invece vengono prodotte con un range molto limitato ed è difficile (se non impossibile) trovare lenti con determinate caratteristiche. Un esempio pratico lo offrono le lenti fotocromatiche: le infrangibili scuriscono velocemente e quando sono chiare sono quasi indistinguibili da una lente bianca (la transition è arrivata alla 7° generazione di lenti); le lenti in vetro sono le stesse di 20 anni fa, scuriscono poco, subiscono un effetto memoria e sono estremamente lente nel variare colore.

Facendo le somme le infrangibili vincono 5 punti su 7 di confronto.
Personalmente le preferisco ma non escludo l'uso delle lenti in vetro in determinati frangenti.
Voi quale scegliereste?


lunedì 22 agosto 2016

Le buone maniere (Ringraziamenti)


Sono finite le ferie.

Da domani torno a lavorare, studiare (non si smette mai di imparare) e scrivere sul blog.

Volevo approfittare per ringraziare tutte le persone che leggono questo blog e invitarvi a fare domande (o a correggermi qualora scrivessi cavolate).

A proposito di domande: Mi scuso se talvolta la risposta può sembrare un po' rude; spesso rispondo nei ritagli di tempo mentre lavoro, e spesso una singola risposta viene spezzata dall'ingresso di un cliente o da una telefonata.

Per ovvie ragioni devo dare la priorità al lavoro; anche se ho messo Adsense, non mi fa guadagnare, con 1700 visite mensili, più di 1€ (credo lo toglierò).

In genere riesco comunque a rispondere entro 24 ore!

Auguro comunque a tutti un buon rientro dalle ferie per chi torna e buone ferie per chi invece le comincia ora.

giovedì 28 luglio 2016

Mal di testa e vista

Ci sono persone che hanno continui mal di testa senza apparente motivo. Ce ne sono altre che lo hanno solo verso sera. Altre ancora solo in determinate condizioni di luce o alcuni periodi dell'anno.
Molti d questi mal di testa potrebbero essere collegati a problemi di vista non diagnosticati o mal gestiti.

La fonte più comune di questi mal di testa sono le forie in rapporto alle riserve fusionali.
Potremmo considerare le forie come degli strabismi che il nostro sistema visivo corregge automaticamente sfruttando varie strategie più o meno efficaci. Le riserve fusionali sono i margini entro i quali il mio sistema visivo funziona.

Facciamo un esempio:
Carcarlo ha 20 anni e soffre di mal di testa. Ha fatto svariate visite da molti specialisti in diversi campi ma tutti sostengono che sia in perfetta salute. Durante una visita optometrica, l'optometrista nota una esoforia.
Gli occhi di Carcarlo convergono troppo, gli si incrocerebbero gli occhi e vedrebbe doppio. Ma il suo cervello non tollera la visione doppia e deve decidere che fare. Potrebbe escludere la visione da un occhio ma perderebbe la percezione della profondità e parte del campo visivo! Decide allora di fare uno sforzo e sfruttare le riserve fusionali; in questo modo gli occhi divergeranno e permetteranno una corretta visione binoculare.


Da dove arriva il mal di testa? Probabilmente l'esoforia di Carcarlo è quantificabile con 5DP (sigla che identifica le Diottri Prismatiche, che servono a quantificare quanto deviano gli occhi), mentre il sistema visivo ha 2DP di riserva fusionale per poter divergere. Significa che avrebbe 7DP di riserva, di cui 5 le usa per compensare l'eccessiva convergenza.


Se la situazione vi appare  poco chiara immaginate che Carcarlo vada in palestra a sollevare pesi per tenersi informa.
Ha la capacità di sollevare un massimo di 70kg, ma lo fa con grande sforzo e riesce a fare 2 ripetizioni al massimo.
Abitualmente solleva 35kg, con cui fa tranquillamente 3 serie da 15 ripetizioni.

Se gli venissero caricati 50kg non riuscirebbe più a fare le 3 serie da 15 ripetizione, ne uscirebbe stremato e avrebbe male alle braccia!

Una cosa simile accade anche al suo sistema visivo: lo sforzo per convergere, anche se non al suo massimo, è eccessivo per essere protratto a lungo.

Carcarlo è un personaggio inventato ed anche il suo caso lo è. Tuttavia è più frequente di quanto immaginiate riscontrare situazioni simili, in cui la richiesta di convergenza o divergenza è eccessiva rispetto alle riserve disponibili e che possono causare non solo fastidiosi mal di testa ma anche affaticamento visivo, visione sfocata o addirittura doppia.

Un bravo optometrista sarà in grado di valutare la situazione e quantificare forie e riserve potendovi proporre  una soluzione adeguata.

Se avete domande o voleste approfondire l'argomento sarò lieto di rispondervi o scrivere qualcosa in più.

martedì 26 luglio 2016

Tre passi per scoprire quanto sei miope

Prima di tutto una premessa: questo "test casalingo" va trattato come tale. Non costituisce una visita optometrica o oculistica è molto approsimativo e non tiene conto delle forie, eccessi di convergenza ed qualunque altra anomalia fisica o comportamentale che possono intaccare il sistema visivo.


Per il test vi servirà un foglio con caratteri neri stampati su sfondo bianco. Un quotidiano potrebbe andar bene. Seguite i seguenti passi:


1-Tenete il quotidiano più distante possibile e cercate di leggere un articolo.

2-Avvicinate finchè la lettura non diventa facile e l'immagine nitida.

3-Misurate la distanza tra i vostri occhi e cio che state leggendo.

Fatto? Bene. Se volete esser più sicuri potete farlo anche un occhio alla volta per poi confrontare i 2 valori!
Ora che avete quella distanza dovete convertirla in metri e poi i metri in diottrie!
La prima parte è facile. Si tratta di una equivalenza. per i più pigri riporto questa tabella.


Ipotizzando che abbiate messo a fuoco la lettura a 50cm.
50cm diventano 0,5mt. Non vi resta che convertire i metri in diottrie!
Le diottrie sono l'iverso del metro ed il calcolo è a dir poco semplice:

1/X

X è il numero che avete appena convertito in metri.

Per portare l'esempio di prima: 1/0,5 = 2

Il risultato vi darà approsimativamente le diottrie che dovreste portare per vedere bene da lontano. In questo caso potrebbe essere -2. Fate però molta attenzione  perchè il sistema visivo applica delle strategie che possono portare a conclusioni errate: per questo motivo è necessario che vi affidiate ad uno specialista per un controllo accurato!

Potete inoltre usare lo stesso calcolo (1/X) per determinare, in funzione delle lenti che portate, la vostra distanza di lettura minima. Al posto di X stavolta mettete le vostre diottrie.

Se per vedere da lontano portate un -3: 1/3=0,333

0,333 metri significa che, senza gli occhiali, a 33 cm dovreste vedere bene.
Presbiopia, ipermetropia e astigmatismo non le ho prese in considerazionein quanto complicherebbero un po' le cose. Ma per semplici miopie con bassi astigmatismi il calcolo dovrebbe essere abbastanza corretto.

Dubbi? Domande?
Potete scriverle nei commenti e cercherò di rispondere quanto prima.

venerdì 22 luglio 2016

Indice Raggi UV

Oggi il sole splenede e scriverò di qualcosa a cui si pensa d'estate ma che in inverno viene trascurata.
Raggi ultravioletti!

Avete mai fatto caso che in alcuni servizi di previsione meteo viene indicato Intensità UV?
Cosa indica questo valore?
Indica quanti raggi ultravioletti arrivano sulla terra.
In base a questo dato possiamo sapere che protezione usare!

In pratica, quando fanno le previsioni, vengono valutati i dati di altitudine, spessore atmosferico, filtro applicato dalla presenza di nuvole o smog. Ognuno di questi fattori va a sottrarre un po' di raggi ultravioletti. L'atmosfera terrestre stessa (per la precisione lo strato di ozono) blocca i raggi ultravioletti definiti dalla sigla UV. Sono suddivisi in tre categorie A,B e C le frequenze UV-C e limita le UV-B. Tali frequenze impedirebbero addirittura lo sviluppo della vita sulla terra! Basti pensare che i raggi ultravioletti sono utilizzati per sterilizzare oggetti e ambienti!

Quelli che arrivano in maggior parte sulla terra sono i raggi UV-A.
A seconda dell'intensità viene assegnato un valore. Guardando, ad esempio, Meteo.it possiamo notare sopra la mappa la dicitura "UV". Selezionando tale voce la mappa ci mostrerà l'indice UV di ogni zona d'italia.


Questi valori possono darci importanti indicazioni sulla protezione da usare ed essere facilmente interpretati grazie a tabelle come questa.


Per esperienza personale: non sottovalutate questi numeri. Ricordo di un viaggio in moto: si stava bene, era nuvloso e decisi di non indossare i guanti. Arrivai a casa che invece delle dita avevo dei gamberetti rossi! Morale della favola: ci si pù scottare anche quando è nuvolo.

E ricordate di proteggere non solo la pelle ma anche gli occhi con un paio di occhiali adeguati alle vostre esigenze!

sabato 16 luglio 2016

Interventi per correggere la miopia: laser

Oggi parlerò di interventi con il laser.
Più precisamente di modellazione corneale per ridurre o eliminare la miopia.

Questo tizio i laser li spara dagli occhi!
DISCLAIMER: Tengo a precisare che non si tratta del mio campo e che non sono medico.
Mi limiterò dunque ad analizzare pregi e difetti di tali interventi in base all'esperienza accumulata negli anni e al dialogo con i miei clienti che si sono sottoposti a interventi di questo tipo.

Come scrissi già in altri articoli, la miopia è legata ad un allungamento del bulbo oculare. L'immagine si forma a fuoco prima di raggiunegere la retina: devo quindi spostarla indietro usando lenti negative (piatte davanti e più curve dietro)

Con gli interventi laser si va a "scolpire" la cornea rendendola più piatta. Va premesso che la cornea umana non è una cupola trasparente perfettamente tonda; ha una forma asferica. Questa forma particolare permette di vedere correttamente.

Immagine topografica di una cornea


Immagin topografica di una cornea operata

L'intervento col laser appiattisce la cornea  nella zona centrale e introduce l'aberrazione sferica. Con una buona illuminazione non si dovrebbe notare nulla di strano. Tuttavia alla sera, quando cala l'illuminazione e la pupilla si dilata la luce passa anche dai lati (nella topografia sono zone segnate in rosso). Il risultato è un defocus e aumento della profondità di campo.

In pratica con poca luce la qualità visiva cala, se osservo una luce su campo scuro vedo degli aloni attorno alla luce stessa. L'aumento della profondità di campo mi permette di leggere usando meno sforzo da parte del cristallino.

Simulazione di aloni nottirni alla guida
Maggiore è la miopia che vado a correggere e maggiore saranno questi effetti.

Un altro effetto collaterale da prendere in considerazione è che si potrebbe peggiorare la stabilità della lacrima con conseguente effetti di occhio secco e ridotta tolleranza delle lenti a contatto. Cosa se ne fa uno delle lenti a contatto se è operato? Talvolta non è possibile fare la correzione al 100%, altre volte non si hanno i risultati che ci si aspetta, altre ancora c'è un successivo peggioramento.

In definitiva non me la sento di sconsigliare questo intervento. In presenza di forti miopie, dell'ordine di 10 diottrie, passare ridurre quel valore 2 o 3 diottrie potrebbe rappresentare comunque un vantaggio. Lo sconsiglierei vivamente a chi ha miopie al di sotto delle 3 diottrie in quanto si tratta di un valore basso, facilmente correggibile e che, al giorno d'oggi in cui abbiamo la visione principalmente concentrata su oggetti vicini, porta un vantaggio quando sopraggiunge la presbiopia.

Un suggerimento che do a chiunque prima di fare un intervento è quello di sentire il parere di almeno 3 oculisti, sia nel settore privato che con il servizio sanitario pubblico. Direi anche di diffidare da chi propone troppo facilmente questo genere di intervento: anche se è quasi di routine si tratta pur sempre di una operazione chirurgica piuttosto delicata in cui si va a togliere qualche strato alla cornea che è spessa appena mezzo millimetro (mediamente circa 500 micron).

sabato 2 luglio 2016

Proteggersi dal sole

Arriva l'estate.
Si va al mare e si prendono le scottature se non si sta attenti ad usar le protezioni giuste.




Stessa cosa vale per gli occhi!
Avete mai fissato una lampadina? Avrete notato che per qualche istante dopo averla guardata rimarrà impresso nel vostro campo visivo una sagoma del tutto simile alla fonte luminosa che avete fissato?

Bene. La luce solare è 1000 volte più intensa di quella lampadina! I'occhio è molto elastico e si adatta ad ogni situazione ma è bene proteggerlo.



Per ridurre l'intensità luminosa è sufficiente una lente scura... ma si deve stare attenti a ciò che non riusciamo a vedere: i raggi ultravioletti!
Non li vediamo e non vediamo nemmeno ciò che può fermarli. Ci sono lenti molto chiare che proteggono benissimo e lenti molto scure che, invece, li lasciano passare.

Dalle scottature ci si riprende. La pelle viene continuamente rigenerata. La stessa affermazione non vale per l'occhio! La retina e l'endotelio corneale non sono ricostruibili.

Se non siete sicuri di quel vecchio occhiale vintage comprato su ebay o che avete in casa da parecchi anni o di un prodotto economico, rivolgetevi dal vostro ottico di fiducia: dovrebbe avere i mezzi per verificare se  la lente che indossate vi proteggono o meno.

giovedì 23 giugno 2016

Prevenzione della miopia in moto

Sono motociclista. Non uno di quelli che corrono. Uno di quelli che viaggiano con estrema calma alla scoperta di pasaggi nella speranza di perdersi in essi.
Stamane, prima di aprire il negozio, sorseggiando un caffè al bar, mi sono imbattuto in un video.

Nel video Nico Cereghini (lo ricordo da quando presentava le moto e a fine video diceva: "casco ben allacciato e luci sempre accese") pesenta diverse moto e sprona i giovani (e i genitori) ad abbandonare videogiochi e social network.



Cosa centra la miopia con le moto?
Vi è una forte correlazione tra visione prossimale (cio che ci è vicino) e miopia.
La tv la usiamo in ambienti chiusi e pc, tablet e smartphone costringono il sistema visivo a mettere a fuoco da vicino. Una buona igiene visiva richiederebbe di ridurre lo "stress prossimale" e per farlo dobbiamo osservare oggetti distanti.
In alternativa lo stress a cui sottoponiamo gli occhi ci porterà ad una miopizzazione.

La guida in moto ci costringe a guardare l'orizzonte.
Certamente è una proposta provocatoria. Ma se ho attirato la vostra attenzione sono riuscito nel mio intento.

Una cosa che andrebbe prescritta a tutti i ragazzi in età scolare è di passare diverse ore all'aria aperta. A giocare e socializzare. Lo studio è importante ma lo è altrettanto l'attività motoria e il gioco all'aperto.

Lo ripeto: molte miopie sono il frutto dello stress visivo generato da una prolungata osservazione di oggetti vicini.

venerdì 17 giugno 2016

Occhiali di scorta

Suggerisco sempre di avere un paio di occhiali di scorta.

Non é piú richiesto dal codice della strada, ma se sono necessari gli occhiali per la guida é buona abitudine tenerne un paio in piú nel cassetto dell'auto (anche se non é il posto migliore dove tenerle). 

Magari un paio che non si usano piú o qualcosa di economico.
Meglio se il potere delle lenti coincide con quelle in uso. Differenze di +\-0,50 sono accettabili, oltre potrebbero non garantire una buona acuitá visiva.

A cosa servono?
-se si rompessero gli occhiali
-qualora venissero persi
-se fossero fuori assetto
-se devo lasciare gli occhiali all'ottico per una sostituzione delle lenti o manutenzione

Tutti casi in cui si genrererebbe un disagio visivo.
A tal proposito: lenti non corrette generano comunque un disagio se non permettono di mantenere le proprie abitudini visive, sociali e operative.

Un'ultima nota riguardo al cassetto dell'auto:
Come accennato prima, non é il miglior posto dove tenere gli occhiali. Soprattutto d'estate!
Le auto lasciate al sole sviluppano al loro interno temperature piuttosto elevate. Queste temperature possono danneggiare i trattamenti antigraffio e antiriflesso.

mercoledì 15 giugno 2016

Piccole precisazioni

Come si può leggere nella colonna di destra questo blog rappresenta un tentativo di rendere più fruibile possibile l'ottica a chi non è del settore.

Riscontro anche una certa partecipazione a riguardo e ne sono felice. Purtroppo non sono in grado di rispondere a tutte le domande che mi vengono poste in quanto non ho dati sufficienti.

Posso cercare di spiegare cos'è un astigmatismo ma non sono in grado di dirvi se la correzione che vi è stata data per l'astigmatismo sia corretta o se la tale lente a contatto sia meglio di un'altra per il vostro caso.

Vi chiedo dunque di avere fiducia nel vostro ottico-optometrista in quanto vi conosce; conosce le vostre abitudini, cosa portavate, come vi muovete, che tipo di lacrimazione avete. Una persona che avete di fronte può vedere la postura che mantenete e osservare se siete persone pignole o"alla buona". Può farvi domande. Può cercare di capire cosa proporvi.

Tutte cose che io non posso fare.
Quindi fidatevi del vostro ottico optometrista. Se manca un rapporto di fiducia o se non vi trovate bene potete provarne un altro. Non abbiate timore di cambiare qualora vi trovaste male o di tornare da quello precedente se non vi troviate bene.




PS: Se poi voleste assolutamente un mio parere riguardo potete venirmi a trovare in negozio.

mercoledì 8 giugno 2016

Lenti a contatto VS Estate

Come ogni anno arriva l'estate!
In realtà, mentre scrivo, sta piovendo un sacco, l'aria è umida e a casa ho ancora la trapunta.
Prima o poi smetterà di piovere, le piscine e le spiagge si popoleranno.

Quest'anno apro una parentesi sulle lenti a contatto.

A tal proposito mi è stato chiesto se si possono usare in spiaggia.
La risposta è si. E no. Dipende.
In spiaggia si. In acqua no.
Perchè? analizziamo per bene la cosa.

Le lenti a contatto morbide sono costituite da materiale solido (hydrogel e silicone) e da una parte liquida (h2o). La parte liquida, a seconda dei polimeri utilizzati, può essere elevata (anche il 70%) o esigua (30%) ma è sempre presente.

Quest'acqua però non se ne sta li e basta: evapora e ci sono continui scambi tra la lente, il film lacrimale e qualunque liquido entri a contatto con essa.

Un liquido da evitare assolutamente è l'acqua potabile!
L'acqua delle lente a contatto dovrebbe essere sterile. E l'acqua potabile non lo è. Ci sono batteri che il nostro apparato digerente è in grado di gestire in quanto ha un PH molto elevato ma che prolifererebbero nella lente mettendo a dura prova il nostro sistema immunitario e causando congiuntiviti (quando va bene).

Vogliamo ora parlare dell'acqua di mare o di quella della piscina?
Qualcuno mi potrebbe dire "ma io uso la maschera da sub";
io risponderei che può succedere molto facilmente di bagnarsi il viso e che le palpebre non hanno una chiusura ermetica. Basta una goccia d'acqua sulle ciglia e questa può facilmente scivolare sulla lente e venire assorbita all'istante! Se contaminata pesantemente (ricordo che è sufficiente l'acqua potabile) diventa quasi impossibile pulirla per bene con i sistemi tradizionali di pulizia.


Quindi sulla spiaggia problemi non ce ne sono... forse l'aria può asciugarle un po' ma gli occhiali da sole possono ridurre questo problema. Bisogna stare attenti a non applicare le lenti se c'e della sabbia.
Fate però molta attenzione quando andate in acqua. Sia acqua di piscina che di mare!

Si possono ridurre notevolmente le i rischi usando lenti giornaliere e cambiandole dopo essere stati in acqua: in questo modo usiamo sempre una lente fresca e manteniamo gli agenti contaminanti meno a lungo a contatto del nostro occhio.

Per chi non volesse portare le lenti a contatto in acqua esistono comunque occhiali da nuoto con lenti graduate che a partire circa 30€. Per i più esigenti esistono anche maschere e occhiali con lenti su misura.

Se avete domande a riguardo scrivete qua sotto: cerco sempre di rispondere appena ho tempo.

giovedì 19 maggio 2016

Stress, visione e miopia.

Come scrissi nei primi post possono essere varie le cause della miopia.
Oggi vorrei prendere in considerazione lo stress.

Cos'é lo stress?
Si potrebbe dire che equivale al sostenimento di uno sforzo moltiplicato per il tempo.

Un tizio una volta ha chiesto quanto pesasse il bicchiere d'acqua che stava tenendo in mano.
Ognuno disse la sua ma nessuna risposta lo convinse. Anzi! Disse che il peso specifico era irrilevante. É rilevante quanto tempo lo avrebbe tenuto sollevato.

Possiamo tutti affermare che un bicchiere non pesi molto. Ma se lo tenessimo sollevato abbastanza a lungo i nostri muscoli si stancherebbero e ci sembrerebbe di sollevare un macigno!

Mettere a fuoco da vicino é come tenere sospeso il bicchiere d'acqua.
Osservare qualcosa da vicino (leggendo un libro o lavorando al PC) a lungo ha le medesime conseguenze.
Le reazioni possono essere diverse: dalla visione sfocata al mal di testa. Talvolta non ci sono nemmeno sintomi immediatamente percepibili.

Il nostro corpo viene regolato, nelle sue funzioni autonome, dal sistema simpatico e da quello parasimpatico (segue descrizione approsimativa).
Il primo interviene maggiormente nelle situazioni di emergenza.
Il secondo tende a limitare le reazioni stimolate dal primo (come il limitatore dei giri della macchina: se vai troppo oltre e rischi di fondere, scatta il limitatore).

Nell'occhio i due sistemi sono direttamente antagonisti e in un continuo braccio di ferro.
Sempre semplificando molto il simpatico viene usato per vedere da lontano, il parasimpatico per mettere a fuoco da vicino. In linea di massima, per evitare lo stress visivo dovrei stimolare di piú le funzionalitá del simpatico che del parasimpatico (che, come detto prima, funziona da "limitatore").

Ok... ma cosa porta lo stress?
Se il sistema viene sottoposto a stress cercherá delle strategie per tollerarlo maggiormente e gestirlo meglio. Una di queste é la miopizzazione! Il miope vede bene da vicino in funzione di un adattamento che ne riduce lo sforzo, a discapito della visione da lontano.

Vi ricordo che da lontano guidiamo la macchina e andiamo al cinema... tutto il resto lo facciamo in luoghi chiusi osservando libri e monitor.... al massimo al tv che sta mediamente a 4 metri di distanza.
Un buon consiglio a tutti i genitori con bambini che cominciano a portare lenti per miopia: mandateli fuori a giocare in spazi aperti almeno 2 ore al giorno!

PS: una buona igiene visiva aiuta. Non si tratta di pulire gli occhi ma di avere una buona illuminazione e staccare dal lavoro e osservare cose distanti per ridurre gli sforzi di messa a fuoco.


sabato 30 aprile 2016

Vedo la luce blu

Ultimamente si stanno diffondendo dei trattamenti antiriflesso che bloccano la "luce blu"...
Ma cos'é la luce blu?

Il nostro occhio é progettato per percepire determinate frequenze energetiche che il cervello interpreta come luce e colore. Il suo raggio di funzionalitá é tra 380 nm e 780 nm.

Sopra i  780nm ci sono i raggi infrarossi (che non siamo in grado di vedere)
Sotto la frequenza di 380nm ci sono gli ultravioletti (che non siamo in grado di vedere e sono dannosi)




Conosciamo bene i danni prodotti dai raggi ultravioletti, tant'é che ci proteggiamo con creme e occhiali da sole quando si va al mare.
La luce blu sta di fianco ai raggi ultravioletti. Non ha la stessa forza... ma se paragoniamo gli ultravioletti ad acqua bollente (90°) e gli infrarossi ad acqua fresca (20°) possiamo affermare che con la luce blu ci si possa comunque scottare (80°~70°). É un paragone grossolano ma serve a rendere l'idea.

Infatti qualcuno dice che la luce blu é causa dell'invecchiamento retinico. Personalmente non credo che sia l'unica responsabile... tuttavia ha un suo peso.

Come posso proteggermi?
Le lenti fanno 3 cose alla luce: la rifrangono (quella che ci passa attraverso), la assorbono (lenti colorate) e la riflettono.

Posso dunque optare per delle lenti che assorbano le frequenze "blu" e lascino passare gli altri colori; quindi una lente gialla. Sono lenti che aumentano i contrasti delle immagini ma che modificano la percezione dei colori.

Oppure posso trattare le lenti in modo che riflettano parte di quelle frequenze ottenendo un riflesso blu\viola. Tale opzione é quella che ha recentemente preso piú piede. L'impatto estetico é piú tenue della lente gialla e la percezione dei colori subisce meno variazioni. Chi le indossa non noterá nessun riflesso in quanto questi riflessi sono sulla superficie esterna.

Quindi se vedete una persona che indossa degli occhiali con dei riflessi blu\viola ora sapete che non é un vezzo e che sta proteggendo la sua retina!

Riepilogo spessore lenti!

In seguito alle domande che mi vengono fatte di continuo su questo post mi vedo costretto a fare un riassunto su cosa determina lo spessore delle lenti.

-Indice refrattivo.
1.500, 1.560, 1.600, 1,670, 1.740.... piú é alto questo numero e piú le lenti sono sottili. Le lenti infrangibili arrivano a 1,74. Quelle in vetro arrivano a 1,900 ma non vengono costruite con geometria asferica. Inoltre il vetro pesa il doppio delle lenti infrangibili!

-Geometria.
Le lenti asferiche sono piú piatte e sottili delle lenti sferiche. Le lenti avvolgenti, che si trovano spesso su occhiali sportivi, al contrario, se graduate diventano grossissime.

-Diametro. (qua trovate un post piú ampio a riguardo)
Piú é grande la lente e piú sará grossa

-Montatura.
Il montaggio nylor (lente libera su un lato) o glasant (lente libera su tutti i lati) possono richiedere uno spessore minimo nei punti di bisellatura/foratura della lente. Aumentare lo spessore in un punto sottile significa aumentarlo anche nei punti dove la lente ha maggiore spessore.

-Potere.
una lente da +/-0,25 sará molto piú sottile di una da +/-8.00

Quindi se volete le lenti piú sottili scegliete una montatura piccola e chiedete delle biasferiche con indice refrattivo 1,74

mercoledì 24 febbraio 2016

Tempi duri

Nulla di grave. E non mancano gli argomenti che vorrei trattare.
Purtroppo manca il tempo per scrivere: il lavoro, gli aggiornamenti professionali e la vita privata hanno ultimamente assorbito un notevole quantitativo delle mie energie...

Ma è un periodo passeggero, e come tale passerà.

Vi invito a fare domande: a quelle cerco sempre di rispondere nel più breve tempo possibile.
Vi suggerisco inoltre di fidarvi del vostro ottico: non è solo un commerciante ed alle sue spalle ci sono anni di studi (da 2 a 5 per diventare ottici a cui aggiungere altri 3 per diventare optometristi... senza contare corsi e seminari di aggiornamento).
Se avete dei dubbi fategli delle domande! Potreste scoprire molto più di quanto immaginiate.

Saluti dal vostro amico ottico