venerdì 16 maggio 2014

Lenti sottili? Si, grazie.

Spesso si va dall'ottico e ci si fa consigliare una lente piuttosto che un'altra.
Lenti con nomi altisonanti. Sottili, supersottili, ultrapiatte!
Ma in realtà, cosa cambia?

Non vi parlerò di lenti pronte "a magazzino" o costruite su misura.
Nemmeno parlerò di progressive o monofocali o geometrie asferiche.

Oggi scopriamo i materiali con cui sono costruite le lenti.
Dividiamo innanzitutto due famiglie:
-Vetro (costruite a base di silicio)
-Organiche (le lenti infrangibili. Costruite sulla base del carbonio)

La differenza maggiore è che il vetro pesa il doppio della stessa lente costruita con materiale infrangibile e se cade si può rompere. Le lenti infrangibili sono costruite con materiali più teneri; si possono graffiare ma non si rompono facilmente e permettono una maggiore gamma di tipi di montaggio su occhiali.
Oggigiorno la maggior parte degli occhiali monta lenti infrangibili.

Per definire lo spessore, a parità di geometria della lente, si valuta l'indice di refrazione; ovvero un valore che mi indica quanto la luce viene deviata nel passaggio attraverso la lente. Più alto è tale numero e più sottile sarà la lente.

Inoltre ogni lente ha anche caratteristiche peculiari, ed è proprio grazie all'indice di refrazione che un ottico può facilmente riconoscerle!

Le lenti infrangibili con indice 1.500 offrono una buona resistenza meccanica e durata dei trattamenti anti riflesso. Hanno una buona predisposizione alla colorazione e sono le meno costose. Non sono adatte a montaggi "glasant" (quelle montature "senza montatura", composte da astine e ponte, sorretti dalle lenti stesse). Non sono indicate con diottrie elevate.

Andando a un indice refrattivo di 1.560 troviamo lenti leggermente più sottili e in grado di bloccare una piccola parte dei raggi UV. Anchesse inadatte per montaggi "glasant".

Spostandoci su indici refrattivi più elevati, a 1.600, troviamo delle lenti un po' più delicate per quanto riguarda i trattamenti antiriflesso ma in grado di bloccare i raggi ultravioletti tanto quanto un occhiale da sole. Un fattore molto importante se si tiene in considerazione che i raggi ultravioletti sono in parte responsabili dallo sviluppo della cataratta! Inoltre sono più resistenti. Al punto di riuscire a sostenere i montaggi glasant.

Oltre troviamo le lenti supersottili con indice 1.67 e 1.74. Bloccano i raggi ultravioletti. Non ingialliscono. Supportano ogni tipo di montaggio. Tuttavia i trattamenti antiriflesso richiedono qualche cura in più. E' importante non trascurare la presenza dell'antiriflesso in quanto più è elevato l'indice refrattivo e più facilmente si incorrerà nel fenomeno della riflessione totale.

Ultimi 2 apunti. Lenti in Trivex e Policarbonato.
Rispettivamente con indice 1.530 e 1.591. Sono materiali estremamente resistenti usate in alternativa alle lenti 1.500 e 1.600. Entrambi bloccano i raggi ultravioletti.

Le lenti in vetro raggiungono indici refrattivi di 1,900 (super lantanio) ma non offrono, come tutte le lenti in vetro, la minima protezione con i raggi ultravioletti, a meno che non vengano appositamente trattate.

Ma alla fine? Gli spessori?
Riassumendo si potrebbe affermare che una lente 1.74 può risultare anche il 30% più sottile di una 1.500.
Ma non lo affermo. Questo 30% è un valore molto indicativo in quanto lo spessore è determinato anche dalla geometria della lente, dal diametro della montatura e dalle centrature che variano da persona a persona.

Se aveste domande sull'argomento non esitate a farle!
Sarò lieto di rispondere direttamente sul blog.

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-riepilogo spessore lenti

sabato 22 marzo 2014

Occhiali molto economici.

Oggi voglio parlare degli occhiali premontati.
Quelli che si trovano in farmacia, dal tabaccaio o in edicola.
Un prodotto che sminuisce la professione dell'ottico e danneggia gli stessi acquirenti che ne abusano.

Ma andiamo ad analizzarli.
Sono molto economici perché prodotti in serie e tutti uguali.
Gli occhiali tradizionali sono costruiti da lastre che vengono fresate, lucidate, lavorate. Subiscono procedimenti di levigazione (burattatura) che durano ore! I brillantini sono spesso applicati a mano, vengono assemblati e controllati e devono superare determinati standard per sostenere gli sforzi durante il montaggio delle lenti.

I premontati sono stampati. Plastica iniettata in uno stampo. Fine. Le lenti? stesso procedimento:
policarbonato iniettato in stampi. Una macchina assembla il tutto. Fatto l'occhiale.

Ma andiamo ad analizzarne vantaggi e svantaggi.
Tra i vantaggi vi è il costo contenuto, la disponibilità immediata e la diffusione capillare.
Quindi se ho bisogno di un paio di occhiali, i miei li ho lasciati a casa e devo leggere dei documenti posso correre alla prima edicola/farmacia/tabaccaio e prenderne un paio.

Vediamo ora gli svantaggi:
Il più facile da percepire è la disponibilità di gradazioni che va da +1.00 a +3,50.
Se ho bisogno di un +4,00 non c'è. Di +0,50? Nemmeno!
Astigmatismo? Non esiste. -1,00? Nada!

La seconda problematica, più difficile da percepire, è che le lenti, destra e sinistra, sono sempre uguali.
+3,00 a destra e +3,00 a sinistra... E non sempre entrambi gli occhi hanno le stesse diottrie.
Ma spesso questa cosa viene ignorata. Soprattutto da chi si fa autodiagnosi e si prescrive da se l'occhiale andando in farmacia provandoli tutti. Cosa succede se le diottrie non sono differenti? Un occhio vede a fuoco e l'altro meno... e il nostro sistema visivo e cognitivo si impegna a sopperire a queste mancanze affaticando la vista (ammetto che "affaticando la vista" sia una dicitura molto generalista ma è difficile spiegare con poche parole il funzionamento di un sistema che implica agisce sulla muscolatura dell'occhio, interna ed esterna, ed è collegato anche all'equilibrio, all'apparato stomatognatico e cervicale. Il tutto gestito dal cervello su più punti di innervazione).

La terza problematica che vorrei sollevare è legata alle centrature delle lenti. fissate a 62 mm.
Ogni persona ha un viso diverso. E ogni viso ha una diversa centratura.
La cosa migliore sarebbe avere le centrature delle lenti corrispondenti a quelle degli occhi.
Ma cosa succede se li indossa una persona con una centratura diversa da 62 mm?

Prendiamo Mario (personaggio inventato), un uomo medio. ha 50 anni e gode di ottima salute.
Ha una centratura da lontano di 62mm e sta leggendo un libro con un premontato. I suoi  occhi convergono su ciò che deve leggere riducendo distanza interpupillare si riduce a 59mm. e sta usando un +2,00.
I 3mm di differenza, su un +2,00 generano mezza diottria prismatica. Mario è dunque costretto a correggere la sua centratura di mezza diottria prismatica... e lo fa agevolmente senza problemi. Perché mezza diottria prismatica è poca cosa.
Com'è poca cosa sollevare un pacchetto di zucchero da mezzo chilo. Ma provate a tenerlo sollevato per 10 minuti! E provate a protrarre questo sforzo per 8 ore! Ne ricavereste un gran male al braccio! Stessa cosa vale per gli occhi. Le compensazioni che il sistema visivo deve operare, se protratte a lungo, possono dare disturbi notevoli. E se ci fate caso noterete che passiamo molto tempo di fronte a libri, tablet, cellulari e computer!

A questo punto si dovrebbe aprire un capitolo a parte sulle forie e tropie per approfondire ulteriormente la cosa. Anche perché non tutti hanno le stesse reazioni negli stessi tempi. Una cosa però è certa:
Se le centrature sono scorrette introduco delle diottrie prismatiche. Il sistema visivo si abitua ai prismi e si impara a stare con gli occhi storti (anche questa è una descrizione molto generalista ma riassumere in poche righe la complessità del sistema visivo è cosa ardua).

Passiamo ora all'ultimo difetto dei premontati. I materiali con cui sono costruiti sono scadenti.
Forse scadente non è il termine più corretto. Risultano però inadatti al montaggio di lenti oftalmiche su misura. Le plastiche di cui sono composti non hanno sufficiente elasticità per poter rimuovere e installare nuove lenti. Il policarbonato è un materiale abbastanza elettrostatico, attira la polvere, non si pulisce facilmente, motivo per cui non viene fatto l'antiriflesso: su lenti più trasparenti si noterebbero le imperfezioni e i costi aumenterebbero. Le montature in metallo ossidano, le astine si rompono, le viti non sono standardizzate ne facilmente rimpiazzabili.

Riepilogando.
Sono occhiali economici che vanno bene per un uso di emergenza.
Da evitarne un uso prolungato.
Inadatti per astigmatismo, miopia e ipermetropia.

venerdì 21 marzo 2014

Dove sono i colori?

Come citava quella canzone "dove sono i colori?"
Il contesto di cui vi voglio parlare tuttavia è ben diverso.
La famosa cantante che si chiedeva dove fossero i colori ha scritto la canzone in una evidente crisi depressiva! Io vi parlerò di luce e di come i nostri occhi la gestiscono.

Comincamo col dire che sarebbe più corretto affermare che i colori non esistono.
Esistono però le sensazioni cromatiche che percepiamo in base alle diverse lunghezze d'onda a cui viaggia la luce.
Complesso? più a dirsi che a farsi.

Sapete come funziona un televisore (o quasi qualunque display)?
Le immagini sono composte da punti. Tanti quadratini colorati, uno vicino all'altro. Si chiamano pixel.
Ogni pixel emette solo 3 lunghezze d'onda che noi percepiamo come rosso (670nm), verde (515nm) e blu (470nm) (red, green, blue, ovvero RGB) a diverse intensità.
Il mix di queste 3 frequenze può generare qualunque sensazione cromatica.

Il nostro occhio non è molto dissimile:
La retina è composta da 2 diversi tipi di cellule: coni e bastoncelli.
I coni a loro volta si dividono in 3 tipologie. Una che percepisce la frequenza che interpretiamo come rosso, una per il verde e una per il blu.

Ora prendiamo il giallo. come facciamo a vedere il giallo?
Un televisore può accendere i pixel da 670nm (rosso) e da 515nm (verde): la somma in sintesi additiva di queste due frequenze viene percepita come giallo. Ma noi percepiamo giallo anche le  lunghezze d'onda che stanno tra 561 e 580nm in quanto eccitano gli stessi fotorecettori.
Questo discorso può essere fatto per qualunque colore: anche la "sensazione di rosso" può essere generata da due o più lunghezze d'onda!

A questo punto verrebbe da chiedersi: a che serve sapere se sono la somma di più lunghezze d'onda o solo un colore a darmi una sensazione cromatica?

Qua entriamo nel campo delle lenti colorate. Anche sulle lenti ci sono colori e colori. Ci sono lenti che sono semplicemente colorate e si limitano a ridurre la quantità di luce che arriva al nostro occhio...
...e ci sono lenti che funzionano come dei veri e propri equalizzatori di luce: schermano determinate lunghezze d'onda, ne limitano alcune e ne fanno passare altre migliorando i contrasti e i colori delle immagini.



esistono poi frequenze che il nostro occhio non può vedere.
Al di sotto di 400nm vi sono gli ultravioletti, dai quali è bene proteggersi.
Al di sopra di 700nm ci sono gli innocui infrarossi.

Si possono quindi avere lenti completamente trasparenti che ci proteggono dal sole e lenti scurissime che lasciano passare i dannosi raggi ultravioletti!
In poche parole le qualità di un filtro colorato non sono determinate dal fatto che sia scuro o menoma dalla gamma di frequenze che bloccano!

Una curiosità:
Un uomo vede i colori meno vividi di una donna perché ha meno fotorecettori per i colori. Dall'altro lato della medaglia può godere di una più efficiente visione notturna in quanto ha molti più "bastoncelli", ovvero i fotorecettori che agiscono quando c'è poca luce.