mercoledì 27 giugno 2012

Polarizzazione a me!

Ci ho messo parecchio a capire il funzionamento di queste lenti.
Potrebbe non essere facile da digerire.

Partiamo dall'effetto pratico:
che differenza c'è tra una lente polarizzata ed una normale?
la lente polarizzante toglie i riflessi da ciò che osserviamo!
Da non confondere con il trattamento antiriflesso che riduce i riflessi dalla lente stessa.

nella parte destra dell'immagine osserviamo il mondo attraverso un filtro polarizzante
Un parabrezza o una superficie d'acqua ci appariranno molto piu' trasparenti se osservate attraverso un filtro polarizzante.

Per spiegare questo fenomeno dobbiamo pensare a com'e' fatta la luce.
Una fonte luminosa (ad esempio il sole) emette infiniti "raggi luminosi" in tutte le direzioni.
Questi raggi sono energia; energia che possiamo rappresentare come una onda.


Tuttavia il mondo e' tridimensionale.... e queste onde, emesse da una fonte luminosa, non sono ben organizzate e distribuite su un piano bidimensionale. 
Diventano bidimensionali, ovvero polarizzate, quando incontrano una superficie che le possa riflettere. "Rimbalzando" su una superficie vengono riorganizzate e direzionate. Il riflesso del cruscotto sul parabrezza della macchina e' una immagine polarizzata.




lI nostro occhio nudo percepisce dunque tutte queste onde di energia.
La lente polarizzante blocca completamente le frequenze che arrivano con una determinata inclinazione e lascia passare le altre.

la lente polarizzata lascia passare le onde  rappresentate in verde e blocca quelle rappresentate in rosso

se indossiamo gli occhiali con lenti polarizzanti e guidiamo verranno "cancellate" tutte quelle onde che, rimbalzando sul cruscotto e poi sul parabrezza, arrivano al nostro occhio con una determinata polarizzazione, lasciando passare le altre.

e se inclinate la testa di lato, diciamo almeno 45°, potrete notare che i riflessi riappariranno sul parabrezza, in quanto, ruotando il capo avremmo ruotato anche la lente e la relativa polarizzazione, permettendo alle onde, che prima venivano bloccate, di passare!


venerdì 1 giugno 2012

Lenti progressiste!

Oggi vi parlerò delle lenti progressive:
come funzionano, le varie tipologie, perché talvolta sono difficili da portare.

Nel post sulla presbiopia ho accennato a cosa ci succede quando non riusciamo più a vedere bene da vicino.

Riporto un paio di concetti base a riguardo:
-Per leggere agevolmente devo dunque aggiungere X diottrie a quello che uso per vedere da lontano.
-Ogni distanza ha bisogno di un preciso e matematico numero di diottrie.
-Con l'aumentare della presbiopia il mio occhio perderà ogni capacità di "autofocus"

Faccio un esempio semplificato ed escludendo complicazioni:
A 45 anni uso una lente +1,00 sia per guardare il pc che per leggere dei documenti.
A 55 continuerò a usare un +1,00 per il pc, ma avrò bisogno di un +2,50 per leggere.
A 65 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.
A 120 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.

In pratica sorge il problema di avere un occhiale monofocale per ogni distanza.
Per ovviare al problema si può optare per un occhiale multifocale!

Una volta c'erano solo le lenti bifocali; quelle con una "finestrella" con la gradazione da vicino ed il resto da lontano.

Poi sono arrivate le multifocali (ovvero le progressive); nella parte superiore hanno la gradazione da lontano, ma più si scende e più questa varia fino a raggiungere la gradazione per la messa a fuoco da vicino.

Molti diranno: "lo so... ma me le hanno sconsigliate perché sono difficili da usare! E poi l'oculista dice che peggiorerò ancora quindi non mi conviene prenderle adesso."
Sono però affermazioni che contrastano in quanto è certamente più facile abituarsi alle lenti progressive quando la differenza lontano-vicino è lieve, quindi all'inizio della presbiopia, piuttosto che quando raggiunge  il culmine.
Sotto questo punto di vista, acquistare le lenti progressive diventa un investimento per evitare difficoltà di adattamento future. E' come correre in salita: prima ci si allena sulle salite con poca pendenza per poi affrontare quelle più ripide. Affrontare una salita ripida senza allenamento può essere molto impegnativo!

Perché queste lenti sono così difficili da usare? Il fatto di avere una lente la cui gradazione varia tra la parte superiore e quella inferiore apporta delle distorsioni superiori a quelle di una lente che è uniforme in ogni suo punto. Queste distorsioni sono maggiori nella parte inferiore e ai lati e fanno girare la testa o danno l'impressione che il pavimento si inclini. Più forte è la presbiopia da correggere e maggiori saranno questi effetti collaterali.

Le lenti di ultima generazione ci vengono in aiuto riducendo notevolmente le distorsioni laterali grazie a costruzioni geometriche innovative e misurazioni su postura e convergenza.

Ci sono poi i fattori soggettivi: mal di schiena, postura, problematiche legate all'apparato stomatognatico (bocca e denti) e stress possono rendere difficoltoso l'adattamento anche alle lenti migliori del mondo. Da non sottovalutare anche la costanza: se porto le lenti costantemente, nonostante ci possano essere disagi iniziali, riuscirò ad abituarmici.
Ovviamente presumendo che le lenti siano ben centrate e con le diottrie giuste.