Sono miope. Sono ipermetrope. Sono quello che sono!

In genere si definisce ametrope una persona che, osservando qualcosa di distante, non lo vede a fuoco.
Per semplificare non considereremo la messa a fuoco da vicino.

Partiamo dalle basi.
Avete mai usato un proiettore?
Dovete posizionar lo ad una precisa distanza e regolarlo per mettere le immagini a fuoco.
Con le regolazioni spostate il punto focale dell'immagine in avanti e indietro fino a farla combaciare con lo schermo!
Ora che e' a fuoco, lo avete reso "emmetrope".
proiettore "emmetrope"


Ma se lo avvicinate o lo allontanate l'immagine tornerà a sfocarsi e dovrete regolarlo di nuovo!
proiettore "ametrope" (in questo caso ipermetropia)

Regolare la ghiera del proiettore aumenta o riduce le diottrie per correggerne la messa a fuoco.

Stessa cosa negli occhi
L'immagine di ciò che osserviamo viene proiettata sulla retina.
occhio emmetrope

Normalmente dovremmo poter vedere a fuoco oggetti posti a 4 metri di distanza o piu'.

In caso di miopia l'immagine viene messa a fuoco prima della retina... e quando raggiunge la retina e' sfocata!
Per vedere bene o avvicino il proiettore allo schermo (mi avvicino) o regolo la ghiera dell'obbiettivo (metto le lenti negative)


occhio miope


L'esatto inverso nel caso dell'ipermetropia.
L'immagine ha la messa a fuoco regolata oltre la retina. Essendo l'occhio regolato per vedere bene da lontano non posso risolvere il problema allontanandomi ulteriormente! E' possibile pero' regolare la messa a fuoco con lenti positive!

occhio ipermetrope


In pratica il miope ha un occhio più lungo... e le immagini si mettono a fuoco prima di arrivare sulla retina.
L'ipermetrope ha l'occhio corto... e le immagini vanno a fuoco dopo aver oltrepassato la retina.

Ma siamo ancora all'inizio.
Appena avrò tempo svilupperò dei capitoli a parte per la miopia, l'ipermetropia e soprattutto l'astigmatismo.
Un capitolo a parte lo merita anche la presbiopia.

Riepilogando:
-emmetrope, vede bene da lontano.
-miope, occhio più lungo, vede male da lontano e bene da vicino
-ipermetrope, occhio piu' corto, sfrutta i meccanismi di messa a fuoco da vicino anche per vedere nitidamente da lontano

Commenti

  1. Salve,
    a mia figlia di 4.5 anni è stata diagnosticato quanto segue (prima visita oculistica, eseguita in ospedale con l’ausilio delle “gocce”):

    Stereopsi: presente al test di Lang

    ODV: 5/10 naturali (N E)
    OSV: 5/10 naturali (N E)

    OD segmento anteriore e annessi: normali
    OS segmento anteriore e annessi: normali

    OD cristallino: trasparente
    OS cristallino: trasparente

    Refrazione:
    OD: astigmatismo ipermetropico
    OS: astigmatismo ipermetropico

    ODF: normale
    OSF: normale

    Sono state prescritte queste lenti:
    OD: sf.0, cil.+1.5 asse 110°
    OS: sf.0, cil.+1.25 asse 105°

    Non ho altre informazioni in mio possesso.

    Volevo chiedere:
    - Vedo che le lenti prescritte hanno sf.0: significa quindi che è stato corretto solo l’astigmatismo e non la ipermetropia?
    - Di quale tipo di astigmatismo ipermetropico si parla? Semplice, composto o misto?
    Se non sbaglio se sf. e cil. sono entrambi positivi si parla di astigmatismo ipermetropico semplice o composto (sicuramente non misto), corretto? Dai dati sopra scritti non è possibile ricavare se semplice o composto?
    - Informandomi sulle lenti a contatto vedevo che esse possono essere solo con cil. negativo.
    Significa quindi che non esistono lenti a contatto per questa patologia oppure si deve eseguire la trasposta delle lenti e quindi ricavare
    o OD: sf.+1.5, cil.-1.5 asse 20°
    o OS: sf.+1.25, cil.-1.25 asse 25°
    - Se quanto sopra è corretto (cioè l’esecuzione della trasposta), non riesco più a capire la correlazione tra la diagnosi di “astigmatismo ipermetropico” (sf. e cil. entrambi positivi) e le lenti che ora hanno sf. positiva e cil. negativo (cioè definizione di astigmatismo misto).
    Riesci gentilmente a chiarirmi le idee?

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  2. Non ho ancora scritto nulla sull'astigmatismo perché é difficile da spiegare.
    Si tratta di una differenza tra una focale e la sua perpendicolare.
    Poi si entra nel campo delle convenzioni.
    In optometria si consiglierebbe la definizione degli astigmatismi sempre con cilindro negativo.

    Si tratta di un astigmatismo "secondo regola" probabilmente dovuto ad un fattore di forma corneale: fisiologicamente dovrebbe essere di circa -0,50 a 180 compensato da un astigmatismo interno generato dal cristallino a +0,50; il valore sommato dovrebbe essere dunque zero. Capita talvolta che si generino astigmatismi perché la cornea una curvatura diversa dalla cornea media.

    Detto questo: presuppongo che vi sia un astigmatismo corneale che varia tra -1,50 e -2,00 a circa 20 gradi che sposta la focale verticale in avanti e una ipermetropia che sposta la focale orizzontale indietro.

    Quindi una volta corretto il solo astigmatismo di -1,50 rimane l'ipermetropia di +1,50 (probabilmente il valore di ipermetropia é piú elevato ma si tende a sottocorreggerlo per spingere il bulbo oculare ad allungarsi con la crescita, correggendo l'ipermetropia stessa.)

    Quindi che lo si chiami "astigmatismo ipermetropico" o "astigmatismo negativo abbinato ad ipermetropia" non cambia nulla.

    Detto questo passiamo alla questione matematica:
    (cercheró di rendere la cosa piú semplice possibile, anche se questo intriodurrá delle imprecisioni)

    sf 0 cil +1,5 a 110°
    indica che c'é una focale a valore zero, quindi sulla retina e una a 110° distante dalla retina di +1,50.

    sf +1,5 cil -1,5 a 20°
    indica che c'é una focale a valore +1,50, quindi distante dalla retina e l'altra, a 20° distante dalla prima di -1,50, ovvero a zero, quindi sulla retina.

    Se ci fai caso in entrambi i casi abbiamo una immagine sulla retina e l'altra distante. Quella distante é sempre la stessa: quella a 110°.
    Quindi rappresentano due modi diversi di scrivere la stessa cosa.

    Nulla vieta di applicare lenti a contatto a bambini. (Se non ricordo male vengono ad esempio usate le semirigide nei casi di afachia infantile) Tuttavia puó risultare una cosa complessa la gestione della lente e della manutenzione; opterei per delle lenti giornaliere (per ridurre la manutenzione) in silicone-hydrogel con ampia permeabilitá all'ossigeno. Evitate il fai da te e rivolgetevi ad un oculista per confermare lúso di lenti a contatto e ad un contattologo competente per l'applicazione vera e proria (vi indicherá tutte le procedure da seguire).

    Personalmente opterei per l'occhiale, piuttosto che per le lenti a contatto, piú che altro per una semplicitá di gestione: l'occhiale si puó togliere e mettere senza problemi, non ha interazioni con palpebre, congiuntiva e lacrimazione. Consiglierei le lenti a contatto in caso di forte differenza delle gradazioni tra un occhio e l'altro (ma senza aver fatto alcun controllo si tratta di pareri personali e nulla piú).

    Spero di aver dipanato i suoi dubbi, nel caso non esiti a scrivere.
    Saluti
    Alberto Gieri

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    Risposte
    1. La ringrazio fin da subito per la sua risposta e la sua celerità.

      Ma quindi prescrivendo una lente (per occhiale) sf.0, cil.+1.5 asse 110° o una lente sf.+1.5, cil.-1.5 asse 20° stò fisicamente prescrivendo la stessa lente oppure due lenti diverse che però hanno lo stesso effetto sulla vista (stesso risultato)?
      Da quanto ho capito cil. positivo o cil. negativo sono riferiti a lente cilindrica concava o convessa e quindi mi aspetto che si tratti di due lenti con configurazione geometrica differente, mi sbaglio?
      - sf.0, cil.+1.5 asse 110° cilindro concavo senza sfera
      - sf.+1.5, cil.-1.5 asse 20° cilindro convesso + sfera  soluzione in questo caso sconsigliata perché unione di “due lenti” e quindi soluzione più pesante della precedente

      Dalla sua analisi capisco che mia figlia ha un astigmatismo (secondo regola) ipermetropico semplice, cioè una immagine localizzata sul piano retinico, l’altra dietro la retina, e il meridiano corneale con potere rifrattivo minore orizzontale, corretto?

      Ma quindi la “regola” che dice che si ha un astigmatismo ipermetropico quando sia sf. che cil. positivi è una regola che non sempre può essere applicata?

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    2. prescrivendo una lente, sia con valori scritti in un modo o in un altro non vengono indicati dati di costruzione ma solo il potere che la lente deve raggiungere.

      Quindi che io scriva:
      sf +1,5 cyl -1,5
      oppure
      sf 0 cyl 1,50

      mi arriverá la stessa lente costruita allo stesso modo.
      Posso ottenere variazioni di spessore in funzione del diametro o della base di curvatura della lente stessa.

      La stessa gradazione se la costruissi per una fotocamera per cellulare avrebbe geometrie ben diverse, legate al fatto che per un cellulare ho bisogno di lenti di diametro e spessore decisamente ridotti.

      Passando alla definizione dell'ametropia che mi ha dato direi di si. Che mi pare una definizione corretta, tuttavia vorrei precisare che ho presupposto che questo astigmatismo sia legato alla geometria corneale ma che senza una misurazione della curvatura della cornea non posso avere la certezza di tale affermazione.

      Riguardo l'ultima frase: la regola c'é e non c'é. Si definiscono secondo regola gli astigmatismi con segno negativo posti a 180 gradi, contro regola quelli negativi attorno a 90 e obliqui quelli
      attorno a 45 e 135.
      Si definisce "secondo regola" perché negativo a 180 é la condizione geomatrica corneale piú diffusa.

      Le definizioni di astigmatismo sono miopico semplice, miopico composto, ipermetropico semlice, ipermetropico composto e misto. Per definire che tipo di astigmatismo bisogna capire dove sono poste le focali: se una delle due é sulla retina é semplice. Se entrambe sono distanti dalla retina é composto. Se una é prima e láltra oltre la retina é composto.

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