mercoledì 12 dicembre 2012

Italia. Un mondo a se.

Il lavoro e svariati impegni riducono la mia efficienza nell'aggiornare il blog.
Ho scritto molti appunti su argomenti da trattare (ne ho ben 14 in cantiere) ma non ho materialmente il tempo di svilupparli in breve tempo.

Oggi vorrei illustrare le figure professionali che ruotano attorno ai nostri occhi:
-l'ottico
-l'optometrista
-l'oculista
-l'ortottista

Si, non ci state vedendo doppio. Sono 4!
Spesso si prendono in considerazione solo ottici e oculisti.
In italia optometristi e ortottisti sono figure poco conosciute o confuse:
L'ottico e' spesso anche optometrista. Degli ortottisti hanno sentito parlare solo chi ha dovuto affrontare una riabilitazione visiva.

All'estero (per comodità circoscriviamo all'europa occidentale Europa) queste 4 figure sono riconosciute e ben distinte.
Andiamo ad analizzarle rapidamente:

L'ottico ha la sola funzione di preparare gli occhiali, conosce i mezzi correttivi e può suggerire soluzioni tecniche e guidare il cliente sulla scelta delle lenti e delle montature.

L'optometrista è il professionista delle misurazioni. Non fa diagnosi. Non è medico. Principalmente (beh, non proprio) misura la vista e ne valuta l'efficienza e la funzionalità pratica cercando di ottenere il migliore risultato senza invadere il campo medico. Non può prescrivere farmaci. Può pero' prescrivere lenti.

L'oculista è il medico degli occhi. Il suo interesse dovrebbe essere focalizzato sulla salute dell'occhio e delle parti di cui è composto. Fondamentale per la prevenzione, è l'unico professionista con conoscenze tali da poterci dire se la nostra retina gode di buona salute o se è a rischio Riconosce le congiuntiviti e le patologie corneali. Sulle spalle ha anni di studi di anatomia, biologia e chimica. Inoltre è l'unica figura che, nel campo degli occhi e della visione, può prescrivere farmaci e operare chirurgicamente.

L'ortottista è il professionista della riabilitazione visiva, gestione e recupero di situazioni come lo strabismo, ambliopia, forie, deficit o eccessi di convergenza.

Queste 4 figure all'estero... e in Italia?
In italia l'ottico è spesso anche optometrista. Gli optometristi possono esser diventati tali sia con un corso di laurea che grazie ad un semplice diploma. Per la legge l'ottico non potrebbe prescrivere lenti per correggere astigmatismi o lenti per ipermetropia, tuttavia varie sentenze della corte di cassazione smentiscono queste limitazioni (il che avrebbe senso: un ottico può modificare la forma della cornea con lenti a contatto a geometria inversa ma non può valutare un'ipermetropia?). L'optometrista sarebbe un valido professionista ma molte persone non sanno nemmeno della sua esistenza, puo' prescrivere lenti di ogni tipo (la prescrizione delle lenti rientra in un ambito correttivo, non curativo, riservato all'oculista). L'oculista invece lo conoscono tutti! Dovrebbe essere il medico dell'occhio...ma ha anche potere di prescrivere lenti. Solo che talvolta l'ottico deve ricontrollare queste misurazioni fatte un po' di fretta. Adesso però non voglio prendere le difese di tutti gli ottici in quanto alcuni prescrivono occhiali o suggeriscono cambiamenti anche se non ce n'è bisogno (e anche qua si dovrebbe approfondire parecchio). E l'ortottista? Forse qualcuno c'è stato da piccolo e ha dovuto sottostare a esercizi visivi per imparare a gestire un occhio pigro... ma spesso ci si dementica di questa figura (che, a mio parere, potrebbe lavorare anche con persone adulte; certo che i risultati sono più difficili da raggiungere su un adulto... ma ormai ho visto di tutto)

Tirando le somme possiamo affermare che in italia alcune competenze si sovrappongano rendendo un po' confusi alcuni ruoli delle figure professionali che ruotano attorno ai nostri occhi. E dunque? Dove devo andare?

-Un controllo refrattivo lo fa sia l'ottico che l'optometrista che l'oculista.
-Una visita dall'oculista (che è l'unico che può prevenire determinate patologie) andrebbe comunque fatta di tanto in tanto. Mediamente, superati i 45 anni, andrebbe controllata la vista ogni 2 anni, salvo indicazioni differenti.
-In caso di strabismi, forie, tropie consultare un oculista che vi manderà da un ortottista
-dolori agli occhi, congiuntiviti, visione distorta, cataratta, miodesopsie ecc. andrebbero valutate dall'oculista.

In genere, se vi rivolgete ad una qualunque di queste 4 figure, ella vi dirotterà verso il professionista più consono al vostro problema.
E se non siete sicuri della professionalità di una persona potete sentire anche un secondo ed un terzo parere!



***vorrei sottolineare che non ce l'ho contro nessuna delle categorie professionali sopracitate e che questo post serve solo a fare chiarezza su come vanno le cose in Italia

sabato 17 novembre 2012

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin

Il metodo Bates è come la corazzata Potemkin (video)

Impegni di lavoro, alluvioni e allenamenti sportivi mi hanno tenuto piuttosto impegnato.
Uno di questi impegni è stato leggere il metodo Bates.
Se fate caso al titolo e guardate il video avrete modo di sapere, senza leggere il resto del post, il mio personalissimo parere su questo metodo.

Ho cominciato a leggerlo pensando di trarne qualche insegnamento utile.
Ho invece trovato molti concetti fuorvianti e anatomicamente scorretti e solo qualcosa di interessante.

Il concetto su cui si basa il dottor William Horatio Bates è che i difetti visivi nascano tutti da una forma di stress mentale e visivo dovuto all'esigenza di vedere meglio. Egli suggerisce, con varie tecniche, di portare l'occhio ad un rilassamento dei muscoli e della mente.
A suo parere, riducendo la fissazione e rilassando la vista dovrebbe diventare tutto più nitido.

Sono a favore di poche affermazioni asserite da Bates. Un rilassamento della vista e della mente porta di certo vantaggi notevoli, sopratutto in una società in continua evoluzione che ci impone ritmi pressanti che si addicono più alle macchine che agli uomini.

Bates sostiene che gli occhiali siano dannosi. A prescindere dal difetto visivo. Suggerisce di portarli solo finchè non ci si sia abituati a farne a meno grazie ai suoi esercizi.
Anche io sostengo che l'uso degli occhiali si possa evitare o ridurre, ma dipende da molti fattori personali e soggettivi. Ogni persona è un mondo a se e come tale va gestita.

I sostenitori affermano di essere guariti da elevate miopie seguendo questi metodi basati più sull'intuizione che su una effettiva visione nitida. Un allenamento della mente a riconoscere forme sfocate.

Dovremmo porci una domanda: è pericoloso?
Si e no.
Gli esercizi proposti dal metodo non sono pericolosi (escluso il fissare direttamente il sole, che può causare gravi lesioni alla retina, i raggi ultravioletti inoltre sono causa di cataratta).
Tuttavia avere l'impressione di vederci bene quando non si ha una visione effettivamente nitida può portare a spiacevoli conseguenze. La parte pericolosa diventa l'ostinazione nel non portare gli occhiali. Un ambliope (forte differenza di gradazione tra i due occhi) potrebbe vedere benissimo da lontano e da vicino, senza nessun bisogno di correzione, ma può avere una percezione quasi nulla della profondità, rendendogli difficile scendere le scale. Con una elevata miopia non si riuscirebbe a leggere per tempo i cartelli in autostrada, rischiando di mancare una uscita o, peggio ancora, facendo manovre avventate per recuperarla. Un ipermetrope potrebbe avere fastidiose cefalee dovute ad un eccessivo sforzo accomodativo. Una vista sfocata significa anche peggiore percezione dei contrasti. Gli occhiali sono talvolta usati come strumento per la rieducazione visiva, ad esempio in presenza di forie; non portarli significherebbe aggravare o non correggere una deviazione (strabismo). In caso di tropie servono a evitare di vedere doppio. ecc

Concludendo.
Al di la del palesemente ironico video, che spero vi abbia strappato qualche sorriso, è un testo piuttosto datato in quanto questi studi risalgono al 1919.
Bates fu comunque espulso dalla associazione optometristi Americani (e qualcosa vorrà dire, visto che gli optometristi non vendono occhiali).
Non sono un medico, ma le teorie di questo metodo vanno contro i principi di base dell'anatomia oculare (i muscoli motori non possono contrarre l'occhio a tal punto da annebbiare la visione per stress!)
Vengono inoltre ignorate completamente patologie come la cataratta o le retinopatie.

Se volete leggere e istruirvi su tale metodo non sarò io a fermarvi.
Ma se lo mettete in pratica non aspettatevi dei risultati oltre l'effetto placebo.

giovedì 13 settembre 2012

Novità patenti 2013!

Come al solito siamo in ritardo rispetto a tutta l'Europa!
Pare che però, da Gennaio 2013, anche nel belpaese verranno introdotte le nuove normative europee per le patenti.

Fino ad ora i requisiti minimi di una patente tipo B era la visione di 12 decimi (intesa come somma dei decimi dei 2 occhi) mentre per le patenti C e D era richiesta una acuità visiva maggiore. Ogni altro fattore, come riflessi o salute generica, veniva valutato da complesse commissioni esterne.

Con l'introduzione delle nuove normative le patenti vengono  divise in 2 gruppi:
Gruppo 1 (G1), comprendenti patenti A e B B+E (auto e moto con eventuale rimorchio)
Gruppo 2 (G2), per le patenti C e D C+E D+E (camion e pullman con eventuale rimorchio)

Con queste nuove normative dovrà essere valutata non solo l'acuità visiva ma anche la sensibilità al contrasto, la risposta a visione crepuscolare e abbagliamento.

Per l'acuità visiva sono richiesti solo 7/10 per le patenti del G1 e 12/10 per quelle del G2.
Questi valori sono notevolmente più bassi di quelli richiesti dalla normativa in uscita. Significa che per guidare un'auto devo avere almeno 4/10 su un occhio e 3/10 sull'altro (3 + 4 = 7).
Il minimo tollerato per singolo occhio è di 2/10 per le patenti G1 e 4/10 per le patenti G2

Nel caso di diplopia (visione doppia) viene solo valutato se la situazione è tollerabile dal soggetto. In genere se la situazione di diplopia è presente almeno da 6 mesi, viene definita tollerabile.

Sono stati introdotti poi test sul campo visivo per determinarne l'ampiezza (che dovrebbe essere attorno ai 160° lateralmente), Sensibilità al contrasto e visione crepuscolare.

Il campo visivo è fondamentale per avere informazioni su un'area più ampia possibile di ciò che osserviamo. La presenza di retinopatie può ridurre il campo visivo, togliendoci la percezione di ciò che ci sta attorno.

La  sensibilità al contrasto è invece necessaria per distinguere soggetti dallo sfondo anche quando sono molto simili. In genere si riduce con una bassa acuità visiva o con la presenza di cataratta al cristallino.
Per il G1 è richiesta una sensibilità al 6%, per il G2 al 3%. In pratica si tratta di distinguere delle lettere grigie a 3% o al 6% su sfondo bianco! (ATTENZIONE se lo fate col monitor di casa o dell'ufficio non potete avere la certezza di avere il giusto contrasto in quanto luminosità, contrasto e temperatura del colore non sono regolabili)

Vi è poi il test della visione crepuscolare. Come il test di contrasto ma a luminosità ridotta al fine di simulare la vista notturna. Nella visione diurna (fotopica) sfruttiamo i fotorecettori chiamati "coni" ( che ci consentono anche di distinguere i colori). Nella visione notturna (scotopica) sfruttiamo altri fotorecettori che portano il nome di "bastoncelli".

Successivamente si procede al test di visione con abbagliamento per il quale viene richiesta la visione di 1/10 per il G1 e 2/10 per il G2. Si compone di un normalissimo test di acuità visiva, con l'aggiunta di luci puntate sull'esaminato al fine di simulare un abbagliamento simile a quello dei fari di un'auto che viene nella nostra direzione.

In chiusura c'è un ultimo test per verificare i tempi di recupero dopo un abbagliamento. Viene quindi  puntata una luce intensa sull'occhio per 10" e si attende finchè l'abbagliamento non passa. Per la patente del G1 son richiesti 60", per il G2 invece 30"

Sono molti test, specifici. L'esecuzione può richiedere da 6 a 18 minuti circa... e dubito che le scuole guida o il medico monocratico che svolge i test sia preparato. Potrebbe dunque nascere una collaborazione tra ottici e le strutture che erogano le patenti. Diventa necessario per l'ottico e l'optometrista aggiornare i test per combaciare con quelli richiesti dalle normative (di tabelle con le lettere ce ne sono di molti tipi, ad esempio, per questi test vengono richieste tabelle specifiche con determinate lettere ad affollamento costante)

Qualora venissero riscontrate difficoltà nella percezione del campo visivo, e fosse necessario una visita specifica, sarà necessario recarsi da un oculista attrezzato per questo genere di test per cui l'ottico non è abilitato.

Anche se le richieste specifiche non sono elevate, questa sequenza permette di verificare la visione in situazioni molto differenti. Ad esempio, ad una persona che ha la cataratta, potrebbe non vedersi ritirata la patente, ma solo inserire delle limitazioni sulla guida notturna.


AGGIORNAMENTO IN DATA 16 APRILE 2013
Allo stato attuale dei fatti, queste normative che dovrebbero essere in vigore, pare che in realtà non trovino alcuna applicazione. Pare che la stessa motorizzazione e i medici autocratici non solo non siano  attrezzati, ma nemmeno richiedano alcun tipo di certificazione esterna.

Sono indignato.
Vi terrò aggiornati.

mercoledì 27 giugno 2012

Polarizzazione a me!

Ci ho messo parecchio a capire il funzionamento di queste lenti.
Potrebbe non essere facile da digerire.

Partiamo dall'effetto pratico:
che differenza c'è tra una lente polarizzata ed una normale?
la lente polarizzante toglie i riflessi da ciò che osserviamo!
Da non confondere con il trattamento antiriflesso che riduce i riflessi dalla lente stessa.

nella parte destra dell'immagine osserviamo il mondo attraverso un filtro polarizzante
Un parabrezza o una superficie d'acqua ci appariranno molto piu' trasparenti se osservate attraverso un filtro polarizzante.

Per spiegare questo fenomeno dobbiamo pensare a com'e' fatta la luce.
Una fonte luminosa (ad esempio il sole) emette infiniti "raggi luminosi" in tutte le direzioni.
Questi raggi sono energia; energia che possiamo rappresentare come una onda.


Tuttavia il mondo e' tridimensionale.... e queste onde, emesse da una fonte luminosa, non sono ben organizzate e distribuite su un piano bidimensionale. 
Diventano bidimensionali, ovvero polarizzate, quando incontrano una superficie che le possa riflettere. "Rimbalzando" su una superficie vengono riorganizzate e direzionate. Il riflesso del cruscotto sul parabrezza della macchina e' una immagine polarizzata.




lI nostro occhio nudo percepisce dunque tutte queste onde di energia.
La lente polarizzante blocca completamente le frequenze che arrivano con una determinata inclinazione e lascia passare le altre.

la lente polarizzata lascia passare le onde  rappresentate in verde e blocca quelle rappresentate in rosso

se indossiamo gli occhiali con lenti polarizzanti e guidiamo verranno "cancellate" tutte quelle onde che, rimbalzando sul cruscotto e poi sul parabrezza, arrivano al nostro occhio con una determinata polarizzazione, lasciando passare le altre.

e se inclinate la testa di lato, diciamo almeno 45°, potrete notare che i riflessi riappariranno sul parabrezza, in quanto, ruotando il capo avremmo ruotato anche la lente e la relativa polarizzazione, permettendo alle onde, che prima venivano bloccate, di passare!


venerdì 1 giugno 2012

Lenti progressiste!

Oggi vi parlerò delle lenti progressive:
come funzionano, le varie tipologie, perché talvolta sono difficili da portare.

Nel post sulla presbiopia ho accennato a cosa ci succede quando non riusciamo più a vedere bene da vicino.

Riporto un paio di concetti base a riguardo:
-Per leggere agevolmente devo dunque aggiungere X diottrie a quello che uso per vedere da lontano.
-Ogni distanza ha bisogno di un preciso e matematico numero di diottrie.
-Con l'aumentare della presbiopia il mio occhio perderà ogni capacità di "autofocus"

Faccio un esempio semplificato ed escludendo complicazioni:
A 45 anni uso una lente +1,00 sia per guardare il pc che per leggere dei documenti.
A 55 continuerò a usare un +1,00 per il pc, ma avrò bisogno di un +2,50 per leggere.
A 65 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.
A 120 continuerò a usare un +1,00 per il pc, e continuerò col +2,50 per leggere.

In pratica sorge il problema di avere un occhiale monofocale per ogni distanza.
Per ovviare al problema si può optare per un occhiale multifocale!

Una volta c'erano solo le lenti bifocali; quelle con una "finestrella" con la gradazione da vicino ed il resto da lontano.

Poi sono arrivate le multifocali (ovvero le progressive); nella parte superiore hanno la gradazione da lontano, ma più si scende e più questa varia fino a raggiungere la gradazione per la messa a fuoco da vicino.

Molti diranno: "lo so... ma me le hanno sconsigliate perché sono difficili da usare! E poi l'oculista dice che peggiorerò ancora quindi non mi conviene prenderle adesso."
Sono però affermazioni che contrastano in quanto è certamente più facile abituarsi alle lenti progressive quando la differenza lontano-vicino è lieve, quindi all'inizio della presbiopia, piuttosto che quando raggiunge  il culmine.
Sotto questo punto di vista, acquistare le lenti progressive diventa un investimento per evitare difficoltà di adattamento future. E' come correre in salita: prima ci si allena sulle salite con poca pendenza per poi affrontare quelle più ripide. Affrontare una salita ripida senza allenamento può essere molto impegnativo!

Perché queste lenti sono così difficili da usare? Il fatto di avere una lente la cui gradazione varia tra la parte superiore e quella inferiore apporta delle distorsioni superiori a quelle di una lente che è uniforme in ogni suo punto. Queste distorsioni sono maggiori nella parte inferiore e ai lati e fanno girare la testa o danno l'impressione che il pavimento si inclini. Più forte è la presbiopia da correggere e maggiori saranno questi effetti collaterali.

Le lenti di ultima generazione ci vengono in aiuto riducendo notevolmente le distorsioni laterali grazie a costruzioni geometriche innovative e misurazioni su postura e convergenza.

Ci sono poi i fattori soggettivi: mal di schiena, postura, problematiche legate all'apparato stomatognatico (bocca e denti) e stress possono rendere difficoltoso l'adattamento anche alle lenti migliori del mondo. Da non sottovalutare anche la costanza: se porto le lenti costantemente, nonostante ci possano essere disagi iniziali, riuscirò ad abituarmici.
Ovviamente presumendo che le lenti siano ben centrate e con le diottrie giuste.

mercoledì 16 maggio 2012

Congiuntiviti

Come accennavo in questo post, l'estate è portatrice di sole e vacanze. Scrivevo di come un determinato uso scorretto di lenti a contatto possono portare a sviluppare una congiuntivite.

Ma questa congiuntivite cos'è?
La parola ci suggerisce che la patologia centri con la "congiuntiva".
La congiuntiva è una sorta di guaina che collega il bulbo oculare alle palpebre.
Nel disegnino qua sotto è evidenziata in rosso (l'occhio è disegnato in viola; le palpebre con linee grige)



Questa sorta di guaina protegge l'occhio ed evita che corpi estranei si possano infilare dietro.
Quando abbiamo gli occhi arrossati probabilmente è la congiuntiva che sta solo richiedendo più sangue e i capillari che la nutrono si ingrossano e diventano più evidenti.

infiammazione della congiuntiva bulbare

La richiesta di sangue che ingrossa i capillari può avvenire per svariati motivi.
Alcuni di questi possono essere:
-Infezioni batteriche o virali, che richiedono una risposta immunitaria.
-Allergie, che stimolano una risposta immunitaria eccessiva.
-Attriti, generalmente dovuti a scarsa lacrimazione, che possono generare abrasioni.

Quando avvengono queste cose c'è bruciore, sensazione di sabbia negli occhi o di un corpo estraneo.
Queste sensazioni sono legate non solo all'infiammazione in se, ma anche al fatto che i capillari, ingrossandosi per il maggiore apporto di sangue, rendono la congiuntiva meno liscia generando attrito sopra alla cornea la quale è molto sensibile.

In caso di congiuntiviti, soprattutto se capitano di frequente, è buona norma sentire un medico per definirne la causa. In genere questi episodi tendono a risolversi da soli ma se i sintomi persistono è probabile che siano cusati da virus o batteri e solo il medico potrà prescrivervi una terapia adatta.

PS: ponete particolare attenzione per chi usa lenti a contatto. Un corretto uso della lente permetterà di ridurre i rischi, ma ad esempio in caso di allergie, la lente tenderà a trattenere più a lungo gli allergeni a contatto dell'occhio.
Se avete dubbi consultate il vostro ottico/contattologo di fiducia. Non è medico e non sarà in grado di fare diagnosi o prescrivervi terapie a meno che la vostra congiuntivite non sia dovuta a un problema di attriti (vedi sopra) ma potrà darvi qualche consiglio o indicarvi un oculista.

mi è scesa la cataratta!

Questa volta niente storpiature sul titolo: è una frase che sento spesso.
Ora vi spiegherò che la cataratta non scende da nessuna parte.

Prima di tutto un velocissimo ripasso di anatomia:
La luce entra nell'occhio passa attraverso una serie di lenti prima di arrivare alla retina:


Prima incontra uno strato di lacrima, poi la cornea, attraversa l'umor vitreo, il cristallino, il vitreo e arriva alla retina.

Abbiamo già visto cosa accade se si e' miopi, ipermetropiastigmatici o presbiti: in tutti questi casi presumiamo che non vi siano patologie vere e proprie e che la luce che entra dentro all'occhio arrivi indisturbata sulla retina.

La cataratta è l'opacizzazione del cristallino che, non essendo più trasparente, non permette il passaggio lineare della luce, la diffonde dando abbagliamento e riducendo i contrasti. E' come osservare il mondo guardandolo attraverso un vetro smerigliato.

Può essere causata da svariati fattori. I più diffusi sono disidratazione e alterazioni dovute dai raggi UV.
Frequentemente la si trova nei diabetici. Più rara è la formazione post traumatica o congenita (alla nascita).
I più colpiti sono gli anziani in quanto in passato non era diffuso l'uso di occhiali da sole con adeguata protezione e sono maggiormente soggetti a disidratazione perchè sentono meno la sete.

L'unico rimedio possibile è l'asportazione del cristallino opaco e sostituzione con una IOL (Intra Ocular Lens, ovvero un cristallino artificiale).
L'intervento è rapido ma dev'essere fatto nel momento giusto per evitare complicazioni.
Il cristallino originale va frantumato e aspirato: se fosse troppo morbido la frantumazione potrebbe rivelarsi complicata. In un secondo momento viene inserita la IOL.
Il tutto viene fatto tramite microincisioni (con le tecniche moderne sono incisioni cosi' piccole che non necessitano di punti di sutura) sulla sclera (la parte bianca dell'occhio) e in anestesia locale.
Un altro vantaggio dell'operazione è che nel cristallino artificiale si possono aggiungere o sottrarre le diottrie che aveva il soggetto prima dell'operazione: in questo modo l'oculista cerca di dare anche una buona correzione visiva senza bisogno degli occhiali (ricordando che il cristallino artificiale è rigido, quindi la correzione in questione serve per la messa a fuoco ad una determinata distanza, ad esempio per vedere da lontano. Da vicino, in questo caso di esempio, avrò bisogno di un paio di occhiali per lettura.)(vedi presbiopia)

Importante ricordare che dopo l'intervento non si ha più la naturale protezione dai raggi UV che veniva fornita dal cristallino naturale: Diventa dunque necessario proteggere gli occhi dal sole con occhiali adeguati.

PS: ricordate che solo un medico oculista può diagnosticare o meno la presenza di cataratta e decidere le procedure da seguire!

sabato 12 maggio 2012

Raggi ultraviolenti!

Arriva l'estate! Sole, spiaggia, mare e abbronzatura!
Sappiamo bene che dobbiamo proteggere la pelle dal sole... spesso ci si dimentica di proteggere gli occhi!

Ma prima un po' di scienza: perchè esporsi troppo al sole può far male?
La luce solare e' un insieme di frequenze delle quali vediamo solo una piccola parte.
Ed è quello che non vediamo a cui dobbiamo stare più attenti: i raggi ultravioletti.
Perchè danneggiano? in poche parole hanno troppa energia!
A seconda della loro frequenza vengono suddivisi in 3 categorie: UV-A, UV-B e UV-C.
UV-B e UV-C vengono assorbiti dall'ozonosfera e non arrivano sulla terra.

Quello da cui dobbiamo proteggerci sono dunque gli UV-A (con una frequenza di 400-315 nm,
semplificando molto potremmo affermare che più è basso questo numero e maggiore sara' l'impatto energetico e quindi la forza del raggio)

Per la pelle basta la protezione con una crema solare, se ci si espone troppo si rischiano scottature e melanomi.
Ma la pelle e' una struttura resistente, che serve a proteggerci.
L'occhio no: è un organo interno esposto all'esterno.
Una prolungata esposizione può portare a secchezza oculare, alterazioni della sclera, congiuntiviti, cheratiti, cataratta, e se arrivassero alla retina (lo dice la parola stessa) retinopatie.

Nello stesso modo in cui la luce altera la pelle, causando i melanomi, essa altera prima la cornea e poi il cristallino.
Queste strutture evitano che i raggi ultravioletti arrivino alla retina. Tuttavia, mentre gli strati esterni della cornea si rinnovano, il cristallino non viene rinnovato e si altera aumentando la probabilità dell'insorgenza di cataratta. (link di approfondimento)

Ma bastano degli occhiali scuri a proteggerci? non e' detto!
Le lenti scure non garantiscono una protezione. Certo, sono confortevoli, ma le vediamo scure in quanto filtrano dei raggi che sono visibili... e quelli invisibili? L'unico modo per scoprirlo sarebbe usare una strumentazione che misura le frequenze luminose che, usualmente, non abbiamo a portata di mano.
Per assicurarci di avere delle lenti che proteggano dai raggi ultravioletti possiamo andare dall'ottico o, all'acquisto di un occhiale, verificare che il cartellino riporti la dicitura "UV400" che indica la presenza di quel fltro invisibile che blocca le radiazioni luminose alla frequenza di 400 nanometri (ovvero gli ultravioletti-A, UV-A).

Se avete dubbi molti ottici hanno i mezzi per scoprirlo.
Se gli occhiali da sole non forniscono una adeguata protezione dai raggi UV e' meglio non portarli:
in tal caso la luce forte ci darebbe fastidio, ma ridurremmo l'apporto di luce distogliendo lo sguardo, coprendoci con la mano dalla luce diretta o socchiudendo gli occhi!

venerdì 6 aprile 2012

L'importanza di ricordarsi di respirare

Cosa succederebbe se smetteste di respirare? Nulla di buono credo!
E cosa succede ad una cellula se non riceve ossigeno? Idem come sopra: nulla di buono.

Quando un ottico consiglia di non portare la lente per più di 8 ore c'è un motivo:
La lente in idrogel a contatto non permette scambi di gas (ossigeno e anidride carbonica).
In pratica la quando uso una lente a contatto morbida in idrogel la cornea non respira.

Brevissima e minimale lezione di anatomia:
Sappiamo che l'occhio è una palla e funziona come una macchina fotografica.
se la retina rappresenta la pellicola, la cornea è l'obiettivo.

La cornea e' una cupola trasparente ed è fatta a strati.
Senza annoiarvi e complicare le cose ne prendiamo in considerazione 2:
-epitelio: lo strato a contatto con l'ambiente esterno
-endotelio: lo strato più interno

A differenza di molte altre strutture del corpo la cornea e' trasparente e non riceve ossigeno tramite il sangue (altrimenti sarebbe invasa dai capillari e perderebbe la sua trasparenza).

Allora se il sangue non gli porta nutrimento come fanno a vivere le cellule di cui e' composta?
L'epitelio prende ossigeno e sostanze nutritive dall'ambiente esterno, usando la lacrima come un tramite.
L'endotelio prende la maggior parte del nutrimento e ossigeno dall'umor vitreo (una sorta di gel trasparente che riempie l'occhio. Non e' mica pieno d'aria!).

Se l'endotelio e' nutrito e l'epitelio viene continuamente rinnovato perchè si parla sempre di ossigenazione e ipossia corneale?
In effetti non sarebbe del tutto corretto. Il problema maggiore non è portare l'ossigeno alle cellule; e' lo smaltimento dei rifiuti! una cellula che consuma ossigeno produce anidride carbonica... e l'endotelio non può scaricarla nell'umor vitreo! Deve passarla all'epitelio che poi penserà a smaltirla. Se pero' mettiamo una lente a contatto l'anidride carbonica non può uscire, l'epitelio si satura, l'endotelio deve trattenere l'anidride carbonica, le cellule dell'endotelio muoiono e non vengono rimpiazzate

In definitiva: ridurre gli scambi di gas (ossigeno ed anidride carbonica) porta ad una lenta morte delle cellule di una struttura cellulare che non è in grado di crescere e ripararsi. Equivale ad una accellerazione smodata di un processo naturale di invecchiamento della cornea.

La cosa peggiore è che una cornea maltrattata non da sintomi finchè non e' proprio messa male con poche cellule superstiti che cercano di occupare gli spazi lasciati dalle cellule defunte (polimegatismo e polimorfismo). Solo a questo punto si sviluppano sintomi come occhi rossi (capillari che si ingrossano e crescono anche sulla parte trasparente per portare nutrimento alle cellule residue) e intolleranza alla lente a contatto. Se ci si ostina a portare la lente a contatto in idrogel nonostante i segnali d'allarme dati dal nostro occhio si rischiano di fare danni peggiori (come, ad esempio, una dolorosa cheratite).

Cosa si può fare per evitare questi problemi?
-portare lenti morbide in idrogel non oltre 8 ore
-portare lenti gas-permeabili
-portare lenti morbide in silicone-idrogel

Come posso sapere che le lenti che uso permettono una corretta ossigenazione?
Basta conoscere il valore Dk... (potete chiedere all'ottico)
lenti con valore Dk 12 o 20 non sono idonee ad un uso continuativo... la cornea ha bisogno di lenti con un valore Dk che superi 100! Questo valore, inoltre, varia con lo spessore della lente. Diottrie elevate richiedono valori di Dk maggiori.
Attenzione al valore "Dk/t". E' ingannevole. Indica la trasmissibilità al centro di una lente -3:
Tale valore e' piu' basso sul bordo della lente, o se prendessimo in considerazione una lente positiva.


Le lenti in silicone-idrogel raggiungono valori anche fino a150.
Se portate le lenti a contatto morbide per  molte ore accertatevi che sia una lente di questo tipo!


mercoledì 4 aprile 2012

Dimmi che lente a contatto usi e ti dirò chi sei!

Purtroppo il titolo è completamente sbagliato.
In linea teorica sarebbe giusto. Ma solo in linea teorica!
Il fattoè che c'è una gran confusione sulle lenti a contatto... un po' colpa di utenti che si fanno autodiagnosi e si trovano le soluzioni da soli (e non sempre sono esatte).... un po' colpa di ottici e oculisti talvolta poco aperti alle novità (ma sono pochi per fortuna)

Ma cominciamo con un po' di storia:

-La prima lente a contatto della storia era di vetro! Non un gran materiale per lo scopo!
-In seguito sono arrivate le lenti rigide: costruite in PMMA (polimetametilacrilato. Conosciuto come Plexiglass!). Qualcuno le usa ancora... ma non sono comodissime ne permettono un buon passaggio di ossigeno.
-le lenti rigide-gas permeabili sono nate per ovviare ai problemi del PMMA. Fornendo una buona ossigenazione ed un maggiore comfort.
-successivamente sono arrivate le lenti a contatto morbide, accompagnate dalla falsa convinzione che per occhi secchi fosse utile avere una lente con alto contenuto di acqua. La struttura che le compone é un polimero denominato genericamente (idrogel). Nate come annuali si sono evolute sono diffuse le varianti a ricambio mensile, bisettimanale e giornaliero.
-attorno al 1999 (se non erro) sono apparse le prime lenti in silicone-idrogel, il cui materiale permette una buona ossigenazione, al pari di una lente gas-permeabile, ma con qualche problematica sul comfort (risolto con le tecnologie più recenti)

Com'é correlato tutto questo con l'utente finale? Ecco una breve analisi per farsi un'idea.

-Per attività sportive ed un uso sporadico la lente ideale é la comunissima lente giornaliera in idrogel: la uso quando serve e poi la butto! L'unica cosa a cui stare attenti é di applicarla con le mani pulite (sottolineo ancora una volta l'importanza di lavarsi le mani e asciugarle bene prima di maneggiare le lenti).

-Per un uso quotidiano conviene la lente a contatto mensile o bisettimanale. Richiede manutenzione quotidiana e non andrebbe portata più di 8 ore al giorno! Rispetto alla lente giornaliera ha un costo 3 volte più basso.

-qualora si usassero per più di 8 ore al giorno diventa quasi d'obbligo passare alle lenti in silicone-idrogel! Attualmente é l'unico materiale per lenti morbide che permette un buon ricambio di ossigeno! (Aprirò un capitolo a parte per spiegare l'importanza della respirazione zione della cornea). Esistono sia come mensili che come giornaliere. Costano un po' di più... ma la salute della cornea non é da sottovalutare.

-esiste un altro tipo di lente morbida: le lenti cosmetiche. Sono lenti colorate. Servono a cambiare il colore degli Occhi. Attualmente sono disponibili solo in idrogel.... e come idrogel devo ammettere che non sia tra i piú evoluti ne confortevoli.
In genere non le consiglio.

E la comodità in generale? Non ne parliamo?
Ci sono vari fattori da prendere in considerazione: dalla lacrimazione alla curvatura corneale. In genere, se la lente e' scomoda, e' colpa della lacrimazione. e come si ovvia a questi problemi? Con lacrime artificiali (monodose, mi raccomando!), una dieta corretta, un ambiente con la giusta umidita' ed eventualmente cambiando il tipo di materiale della lente (il silicone-idrogel assorbe meno acqua dell'idrogel tradizionale). Non fidatevi troppo delle pubblicità! Rischiano di essere ingannevoli! La lente giornaliera pubblicizzata come comoda da mattina a sera (di cui non posso fare il nome) non va portata da mattina a sera: al massimo 8 ore!

Questa é comunque solo una base da cui prendere spunto. É sempre bene consultarsi con ottici ed oculisti per trovare la lente più adatta alle proprie esigenze.

sabato 24 marzo 2012

Astigmasimitimizzazionismo

Tenterò ora di affrontare un argomento spinoso: l'astigmatismo.
(lo ammetto, ho voluto giocare un po' col nome nel titolo)

Semplificando all'estremo, se la miopia è dovuta ad un occhio troppo lungo e l'ipermetropia ad un occhio troppo corto, l'astigmatismo è il risultato ad un occhio schiacciato (in verticale, orizzontale o in diagonale)
Immagino non si comprenda un gran che.

Meglio fare qualche esempio.
Avete presente la casa degli specchi? Di fronte ad uno specchio sferico la nostra immagine riflessa risulterà rimpicciolita, mentre di fronte ad uno specchio concavo sembreremo enormi! questi specchi sono l'equivalente sotto forma di specchio della miopia e dell'ipermetropia!



Ora immaginate uno specchio cilindrico: la vostra immagine verrà schiacciata o allungata a seconda della curvatura e inclinazione del cilindro.



Ora applichiamo gli stessi concetti a superfici trasparenti invece che agli specchi.
invece di un allungamento dell'immagine avremo un allungamento della sfocatura!

immagine normale

immagine vista da un occhio con astigmatismo a 90°
osservate la luna: ha una scia in verticale!


In genere la superficie trasparente in questione è la cornea... tuttavia esistono astigmatismi dovuti ad altri fattori come la conformazione delle ossa craniche o traumi fisici o altre strutture che premono sull'occhio.

Mediamente sarebbe da considerare fisiologico un astigmatismo che non supera -0,50 diottrie posto a 180°

Aprofitto di questa ultima affermazione per farvi notare  che l'astigmatismo ha una direzione! Puo' essere orizzontale o verticale o in diagonale! I gradi che vengono segnati di fianco al valore di astigmatismo hanno proprio lo scopo di indicarne l'inclinazione.

Riassumendo:
-l'astigmatismo comporta una sfocatura in una determinata direzione
-influisce sia sulla visione da lontano che in quella da vicino
-si corregge con lenti toriche di valore uguale e contrario all'astigmatismo



venerdì 23 marzo 2012

No Country for Old Men

Non scriverò una recensione dell'omonimo film nel titolo.
Parlerò invece di un problema che affligge il 100% della popolazione mondiale: la presbipia.

non ruscite piu' a leggere bene? allontanare il giornale e' una soluzione.... ma solo se avete le braccia lunghe!

Dobbiamo premettere che un emmetrope, ovvero una persona che vede bene da lontano (ulteriori chiarimenti qui), sfrutta un complesso meccanismo per mettere a fuoco le cose che osserva da vicino. Questo meccanismo si chiama accomodazione ed e' composto da tre azioni che lavorano in sinergia. Di queste tre azioni, per semplificare, ne prendiamo in considerazione solo una: il cambio di forma del cristallino.



Il cristallino e' una lente naturale biconvessa sospesa all'interno dell'occhio, tra la retina (rappresentata in giallo) e la cornea, sorretto da una struttura muscolare che porta il nome di "processi ciliari" (segnati in rosso). Grazie a questo muscolo il cristallino può distendersi o diventare più curvo.

Quando e' disteso lo considereremo come una lente neutra. Quando viene incurvato guadagna diottrie utili per la messa a fuoco da vicino.
Per vedere da lontano e' disteso e rilassato.
Per mettere a fuoco a 50cm deve incurvarsi e raggiungere il valore di 2 diottrie.

Ed ora arriviamo alla presbiopia.
Il cristallino invecchia. nei primi anni di vita e' molto flessibile ed ha capacità mirabolanti.
Con gli anni tende ad irrigidirsi.... e attorno ai 45 anni risulta troppo rigido per riuscire a compensare le 2 diottrie che ci servono per leggere a 50 cm! ne compensa 1,50... e ci costringe ad allontanare ciò che leggiamo a circa 65 cm o ad aggiungere quella mezza diottria che manca con un occhiale.

Nel giro di circa 5 anni (nel 90% dei casi) l'irrigidimento arriva a renderlo completamente statico, costringendoci a compensare con una lente da 2 diottrie per leggere a 50 cm.

Ma se fossi miope o ipermetrope? Una volta corretta la visione da lontano ci si può considerare emmetropi, quindi vanno aggiunte comunque "X" diottrie alla correzione attuale.




Ecco alcuni esempi pratici:

-Miope corretto con lenti -2. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -2 +2 = 0
Il miope in questione vede bene da vicino senza occhiali.

-Miope corretto con lenti -5,5. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. -5,5 +2 = -3,5
Questo miope avra' bisogno di lenti piu' leggere di quelle che porta da lontano per leggere.

-Ipermetrope corretto con +1. Devo aggiungere 2 diottrie  per vedere da vicino. +1 +2 = +3
L'ipermetrope riportato qua ha bisogno di occhiali con lenti da 3 diottrie per leggere agevolmente.

giovedì 22 marzo 2012

Manutenzione! Manutenzione! Senza neanche chiederne la ragione!

Spesso mi trovo di fronte a problematiche dovute ad una errata manutenzione delle lenti a contatto.
Mi sembra possa essere utile un bel ripasso su alcune regole che non vengono seguite!

Prima di cominciare, una precisazione: la parola "antibiotico" significa "contro la vita" e lo userò per indicare, in questo caso, un composto in grado di uccidere germi e batteri. Quindi non parlo di un medicinale!

-Sostituire ogni giorno il liquido conservante e detergente delle lenti a contatto per evitare ristagni.
Anche quando non si usano! Questo genere di liquido di mantenimento ha una carica antibiotica che serve a ridurre drasticamente la presenza dei batteri accumulati durante l'uso della lente... è sterile ma non sterilizza! Per sterilizzazione si intende il totale annientamento di germi e batteri. Se la carica antibatterica si esaurisce questi riprendono a crescere! Solo col perossido di idrogeno, se indicato nelle istruzioni, si può conservare la lente per più tempo senza sostituire il liquido.

-Evitare il rabbocco.
Mai e ripeto mai fare il rabbocco del liquido al portalenti. Svuotare completamente e riempire con liquido nuovo ogni volta che si mettono via le lenti! Col tempo la carica antibiotica dei liquidi si esaurisce.... e non svolgono più la loro funzione! Un rabbocco non è sufficiente a rinnovare questa carica.

-Evitare i travasi.
Dovete fare un lungo viaggio in aereo per raggiungere l'Australia? Il mio consiglio è di usare gli occhiali. Se voleste portare le lenti a contatto e un liquido di manutenzione per ogni eventualità, vi prego, non travasate il liquido su un contenitore più piccolo (in aereo sono vietati contenitori di capacita' superiore a 100ml). Travasando non è garantita la sterilita' del liquido. Esistono però mini-flaconi da viaggio sigillati che potete acquistare per queste occasioni!

-La soluzione salina non è un conservante.
Si tratta di un liquido sterile, utile per risciacquare le lenti. Costa molto meno del conservante ma non ha una carica antibiotica sufficiente alla pulizia delle lenti.

-L'acqua non e' soluzione salina.
Anche se è potabile non è sterile: vuol dire che potete berla... e che il vostro apparato digerente è in grado di  gestire i microorganismi che contiene. Quindi non usatela per pulire le lenti a contatto! Le lenti sono come spugne e assorbirebbero l'acqua con tutti i microorganismi virus, batteri e quant'altro contenga. Per questo motivo sconsiglio l'uso di lenti a contatto anche in piscina o al mare (piuttosto usate una lente usa e getta giornaliera e buttatela dopo aver fatto il bagno)

-Buttate i liquidi a un mese dall'apertura.
Nel momento in cui aprite un liquido per la manutenzione delle lenti o una soluzione salina, fate entrare dell'aria al suo interno. Aria che non è certamente sterile (a meno che non viviate in un ambiente isolato e totalmente sterilizzato)! Da quel momento avete un mese per utilizzarlo. Oltre il mese non e' garantita la sterilita' del liquido. Certo, potete usarlo.... ma se si sviluppa una congiuntivite batterica poi non dite che non vi avevo avvisato!

-Lavatevi le mani.
Prima di mettere o togliere le lenti o toccarvi gli occhi. Lavatele e asciugatele bene. Le mani pulite portano meno impurità delle mani sporche. E dunque ne depositano meno sulle lenti! Attenti alle salviettine imbevute o gli spray per sterilizzare le mani quando mancano acqua e sapone: spesso contengono elementi che possono danneggiare le lenti.

Ovviamente queste sono solo alcune raccomandazioni basilari per ridurre drasticamente il rischio di infezioni e problematiche legate alla manutenzione delle lenti... non lo elimina del tutto (se, ad esempio, mi asciugo il viso con un asciugamano usato da una persona che aveva una congiuntivite batterica, molto probabilmente, mi prenderò una congiuntivite pure io)!

mercoledì 21 marzo 2012

super-ultra-ipermetrope!

Ho scritto come certe miopie possano portare ad alcuni vantaggi nell'era moderna... e gli ipermetropi?
Ebbene hanno anche loro qualche vantaggio!
Quando si e' ipermetropi l'immagine viene messa a fuoco oltre la retina (qua qualche dettaglio).
Per vedere a fuoco e' necessario mettere tra la retina e ciò che osserviamo una lente positiva
Per farlo ci sono due modi:
-sfruttare i meccanismi di messa a fuoco per mettere a fuoco da vicino anche per vedere da lontano 
-indossare un paio di occhiali o lenti a contatto

Nel primo caso se il valore di ipermetropia da compensare e' elevato si rischia un gran mal di testa, visione doppia ed altri piccoli disturbi. Molte volte questo tipo di ipermetropia non viene nemmeno diagnosticata (latente)... o se ne vede solo una parte (manifesta). Entro i 45 anni (circa), con l'arrivo della presbiopia, diventa completamente manifesta!

Quando è manifesta un sistema efficiente per mettere a fuoco le immagini è l'uso di occhiali o lenti a contatto!

Dove sono i vantaggi allora?
La lente positiva, utilizzata per mettere a fuoco le immagini, ingrandisce ciò che osserviamo!
La tabella dei  decimi dall'oculista, una volta fatta la correzione, risulta proiettata sulla retina a fuoco ed a dimensioni maggiori rispetto a quelle di chi non ha bisogno di occhiali!

In pratica l'ipermetrope corretto può vedere immagini più nitide, grandi e a maggiori distanze!
Con l'ausilio di occhiali ottiene una vista bionica!

martedì 13 marzo 2012

Sono miope. Sono ipermetrope. Sono quello che sono!

In genere si definisce ametrope una persona che, osservando qualcosa di distante, non lo vede a fuoco.
Per semplificare non considereremo la messa a fuoco da vicino.

Partiamo dalle basi.
Avete mai usato un proiettore?
Dovete posizionar lo ad una precisa distanza e regolarlo per mettere le immagini a fuoco.
Con le regolazioni spostate il punto focale dell'immagine in avanti e indietro fino a farla combaciare con lo schermo!
Ora che e' a fuoco, lo avete reso "emmetrope".
proiettore "emmetrope"


Ma se lo avvicinate o lo allontanate l'immagine tornerà a sfocarsi e dovrete regolarlo di nuovo!
proiettore "ametrope" (in questo caso ipermetropia)

Regolare la ghiera del proiettore aumenta o riduce le diottrie per correggerne la messa a fuoco.

Stessa cosa negli occhi
L'immagine di ciò che osserviamo viene proiettata sulla retina.
occhio emmetrope

Normalmente dovremmo poter vedere a fuoco oggetti posti a 4 metri di distanza o piu'.

In caso di miopia l'immagine viene messa a fuoco prima della retina... e quando raggiunge la retina e' sfocata!
Per vedere bene o avvicino il proiettore allo schermo (mi avvicino) o regolo la ghiera dell'obbiettivo (metto le lenti negative)


occhio miope


L'esatto inverso nel caso dell'ipermetropia.
L'immagine ha la messa a fuoco regolata oltre la retina. Essendo l'occhio regolato per vedere bene da lontano non posso risolvere il problema allontanandomi ulteriormente! E' possibile pero' regolare la messa a fuoco con lenti positive!

occhio ipermetrope


In pratica il miope ha un occhio più lungo... e le immagini si mettono a fuoco prima di arrivare sulla retina.
L'ipermetrope ha l'occhio corto... e le immagini vanno a fuoco dopo aver oltrepassato la retina.

Ma siamo ancora all'inizio.
Appena avrò tempo svilupperò dei capitoli a parte per la miopia, l'ipermetropia e soprattutto l'astigmatismo.
Un capitolo a parte lo merita anche la presbiopia.

Riepilogando:
-emmetrope, vede bene da lontano.
-miope, occhio più lungo, vede male da lontano e bene da vicino
-ipermetrope, occhio piu' corto, sfrutta i meccanismi di messa a fuoco da vicino anche per vedere nitidamente da lontano

Tempi moderni, miopi all'avanguardia

Niente Charlie Chaplin.
Per una questione di adattamento della specie umana, probabilmente, in un futuro forse non troppo lontano, diventeremo tutti miopi!

Cosa ci sta accadendo???

La miopia, come spiegato nel capitolo "Sono miope. Sono ipermetrope. Sono quello che sono!", è causata dalla messa a fuoco delle immagini anticipato rispetto al raggiungimento della retina.

Ma come siamo arrivati a questo? perchè si diventa miopi?
Semplificando molto si potrebbero definire tre casistiche:
-genetiche
-foriche
-comportamentali

Nelle miopie "genetiche" c'e' poco da fare. E' la "programmazione genetica" a comandare. Il nostro corpo e' programmato per costruirsi in un determinato modo e cosi' si struttura. Se nel codice genetico sta scritto che l'occhio va costruito con 10 diottrie di miopia allora il corpo lo farà crescere ed evolvere fino a 10 diottrie. Si dovrebbe agire sul codice genetico!

Nelle miopie "foriche" siamo di fronte, appunto, alle exoforie (prometto che aprirò un capitolo e metterò il link). In pratica l'occhio destro guarderebbe a destra e il sinistro a sinistra! Si vedrebbe doppio... ma il nostro cervello non sarebbe in grado di tollerarlo e tra i meccanismi che sfrutta per ovviare al problema col minimo sforzo c'è l'accomodazione (un altro capitolo da aprire e che linkerò appena fatto). In pratica sfrutto i meccanismi per la messa a fuco da vicino per raddrizzare gli occhi... mascherandosi... inducendo una finta miopia!

E adesso parliamo di evoluzione! Nuovi miopi! Centra la genetica! Centrano i tempi moderni!
Possiamo affermare che le nostre attività moderne siano concentrate, nella maggior parte, in un raggio d'azione che non supera il metro: documenti e cellulari 40cm, PC a 65cm, persone a 1 metro!
Sfruttiamo la messa a fuoco da lontano per guidare, guardare la televisione o andare al cinema... attività che non coprono la maggior parte delle ore di veglia.

Una volta (parecchio tempo fa) l'attività principale era la caccia ed era necessaria una buona visione a grandi distanze...
Col passare di centinaia e centinaia di anni l'uomo si è dedicato maggiormente ad attività culturali che richiedono concentrazione e messa a fuoco a distanze ravvicinate per lunghi periodi: il "progetto iniziale" dell'occhio potrebbe non essere più molto adatto.

Qua parliamo delle miopie "comportamentali", cioe' uno sviluppo dell'occhio in funzione di un comportamento.
In molti soggetti si sviluppano quindi delle miopie che non superano le 2 o 3 diottrie.
In pratica il nostro sistema visivo fa uno sforzo per mettere a fuoco da vicino...
e per evitarlo decide di "miopizzarsi". Anche in questo c'e' una predisposizione genetica che pero', in assenza di sforzo visivo, potrebbe non manifestarsi.

Un miope di questo "tipo" può leggere, usare PC e cellulare senza occhiali e senza sforzo! Inoltre, con valori simili, si annulla quasi del tutto la necessita' di un occhiale per leggere quando arriva la presbiopia (attorno ai 45 anni. Ringrazio Vivie per avermi ricordato di mettere il link all'articolo sulla presbiopia)!

mercoledì 7 marzo 2012

Il mio amico ottico

Con un po' di imbarazzo scrivo le prime righe.
Il mio primo blog! Che emozione!
Finora avevo fatto uso solo di social network.... di vario tipo.... più o meno evoluti.
Purtroppo non avevo lo spazio sufficiente a scrivere ne' potevano fornirmi l'organizzazione necessaria a gestire gli argomenti che vorrei trattare.
L'idea mi e' venuta quando mi sono reso conto che i miei clienti non sanno cos'hanno!
sento spesso frasi come:
"le ho proprio tutte: sono miope, ipermetrope, astigmatico e presbite..."
"mi e' scesa la cataratta"
"vedo bene, ma e' tutto annebbiato"
"voglio le lenti progressive: quelle che diventano scure al sole progressivamente!"
ecc.
Va fatta chiarezza.
Non che sia fondamentale.
Ma devo ammettere che mi piace spiegare queste cose.
Spero solo di farlo nel modo giusto!
Ho divagato anche troppo.
Buona lettura.

Ps: il nome del blog l'ho scelto non per vanto... semplicemente i miei amici spesso mi presentano cosi': "lui e' il mio amico ottico"